Incubo auto usata? Due italiani su tre temono la truffa, ma per il 19% è già una triste realtà

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04 febbraio 2026, 12.40
chiavi di un'automobile in primo piano posata su un cruscotto nero
Un’indagine di CARFAX svela le paure degli automobilisti: in cima alla lista la manomissione del contachilometri e i danni occulti. Un acquirente su cinque dichiara di essere già caduto in trappola.
La fiducia è la valuta più preziosa nel mercato delle auto usate, ma in Italia sembra essere merce sempre più rara. Secondo un nuovo sondaggio condotto su oltre 4.000 consumatori, il timore di incappare in una frode è una costante per la maggior parte degli acquirenti, e i dati confermano che non si tratta solo di percezione: quasi un italiano su cinque ha già subito un raggiro.
L'indagine, realizzata da CARFAX, azienda leader nelle informazioni sulla storia dei veicoli, dipinge un quadro in cui la cautela è d'obbligo. «Nel mercato dell’usato la differenza tra un buon affare e una cattiva sorpresa è spesso nascosta nei dettagli della storia del veicolo», spiega Marco Arban, Direttore del Business Development Europa di CARFAX, sottolineando come l'obiettivo sia «mettere i consumatori nelle condizioni di fare scelte consapevoli».

Italia maglia nera per la percezione del rischio

Le aspettative degli italiani sono decisamente pessimiste, superando per diffidenza anche i colleghi europei. Ben il 67% degli intervistati ritiene che imbattersi in una frode sia un evento che accade "spesso" o "molto spesso", una percentuale significativamente più alta rispetto a quella registrata in Paesi come Germania e Spagna. Per la maggioranza degli acquirenti, il rischio è ormai considerato una componente intrinseca dell'esperienza d'acquisto, mentre solo una quota residuale crede che le truffe siano eventi rari.

La classifica delle paure: chilometri scalati e danni fantasma

Cosa spaventa di più chi cerca un'auto di seconda mano? Al primo posto assoluto c'è la manomissione del contachilometri, temuta dal 70% degli intervistati. Segue a stretta distanza la paura di scoprire danni non dichiarati (67%).
Il ventaglio delle preoccupazioni è però ampio:
  • Il 42% teme false dichiarazioni su proprietà e utilizzo precedente.
  • Il 38% è preoccupato dagli annunci falsi.
  • Il 31% teme la mancata comunicazione di vincoli o gravami sul mezzo.
  • Il 25% ha paura di truffe legate a depositi o assegni contraffatti, un dato quasi doppio rispetto alla Spagna (13%).

Dalla teoria alla pratica: le truffe realmente subite

Se le paure sono diffuse, la realtà dei fatti conferma la necessità di mantenere alta la guardia. Il 19% degli italiani dichiara di aver subito concretamente una truffa. Analizzando i dati reali, però, la classifica si inverte rispetto alle paure: la frode più frequente non riguarda il contachilometri (che si ferma al 6%), ma i danni non dichiarati, sperimentati dal 9% degli acquirenti. Seguono le bugie sulla storia del veicolo (4%), mentre fenomeni più gravi come auto rubate, VIN clonati o phishing si attestano intorno all'1%.

Le contromisure degli italiani

Di fronte a questo scenario, i consumatori italiani stanno diventando più attenti e metodici. Per difendersi, il 64% verifica la coerenza del chilometraggio confrontandolo con l'ultimo tagliando o controllo tecnico. Inoltre, il 59% richiede di visionare la documentazione di immatricolazione PRA/ACI e quasi la metà (49%) controlla il Certificato Digitale di Proprietà.
Anche le procedure burocratiche vengono usate come scudo: il 43% degli acquirenti sceglie di completare il passaggio di proprietà tramite lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), cercando nella tracciabilità ufficiale una garanzia contro le brutte sorprese.
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