Il mistero della supercar scomparsa: l'Alfa Romeo da 30 milioni venduta a 10 euro

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25 febbraio 2026, 10.42
alfa romeo tipo 33 stradale prototipo 35
Un intrigo internazionale che sembra uscito dalla sceneggiatura di un thriller finanziario, ma che purtroppo è solida e allarmante realtà. Il mondo del collezionismo d'auto d'epoca, spesso avvolto da un'aura di fascino ed esclusività, si rivela ancora una volta teatro di vicende torbide e macchinazioni. Come avevamo già avuto modo di documentare in un nostro precedente reportage riguardante la sparizione dell'Alfa Romeo più rara al mondo, il patrimonio automobilistico storico italiano è costantemente esposto alle mire di spregiudicati affaristi.
Oggi, un nuovo e clamoroso capitolo si aggiunge a questa preoccupante tendenza: la Procura di Milano ha ufficialmente aperto un'indagine sulla sparizione di un'Alfa Romeo 33 Stradale, un gioiello dal valore stimato di almeno 30 milioni di euro, la cui proprietà è stata ceduta per la cifra irrisoria – e grottesca – di 10 euro.

Un capolavoro dell'ingegneria italiana

Per comprendere l'entità del danno patrimoniale e culturale, è necessario inquadrare il veicolo al centro dell'inchiesta. L'Alfa Romeo 33 Stradale, prodotta in pochissimi e ambitissimi esemplari alla fine degli anni '60, non è una semplice automobile, ma un capolavoro assoluto dell'ingegneria e del design. Cuore pulsante di questa vettura leggendaria è un motore V8 da 2.0 litri montato in posizione centrale, capace di erogare 270 CV di potenza: specifiche tecniche spaventose per l'epoca, che la rendevano una vera e propria auto da corsa omologata per l'uso stradale.

L'ombra dell'"amico di famiglia" e il raggiro

Ma come può un veicolo di tale caratura finire nelle mani di due cittadini francesi per l'equivalente del costo di una colazione? La vicenda, al vaglio degli inquirenti milanesi, ruota attorno alla successione del legittimo proprietario originario, un esponente di una facoltosa famiglia di Brescia recentemente scomparso.
Stando alle dichiarazioni degli eredi, la transazione non sarebbe frutto di una svista o di un accordo consensuale, bensì l'esito di una complessa macchinazione. I familiari denunciano di essere finiti in una "spirale di pressioni e minacce di azioni legali". Il presunto burattinaio di questa operazione sarebbe un sedicente amico di famiglia, il quale avrebbe approfittato del delicato momento del lutto per orchestrare il passaggio di proprietà, agendo come vero e proprio "regista" della truffa. L'epilogo di questa serie di coercizioni ha portato la vettura a varcare il confine italiano, finendo intestata a due soggetti d'oltralpe per la cifra simbolica di 10 euro.

La fuga in Europa e la caccia all'auto

Attualmente, la situazione dal punto di vista burocratico appare complessa: la 33 Stradale risulta essere stata cancellata dai registri automobilistici nazionali, dichiarata formalmente smarrita ed esportata altrove in Europa.
Di fronte a quello che si configura a tutti gli effetti come uno scippo al patrimonio familiare e a quello motoristico italiano, gli eredi bresciani non si sono rassegnati. Oltre ad aver attivato la Procura di Milano, la famiglia ha lanciato un appello pubblico, istituendo una ricompensa ufficiale di 100.000 euro per chiunque sia in grado di fornire informazioni concrete e verificabili utili al ritrovamento della fuoriserie.
L'indagine è in corso e l'attenzione delle autorità è massima. Resta la speranza che la rete di controlli internazionali e la mobilitazione degli appassionati possano riportare questo inestimabile pezzo di storia dell'Alfa Romeo ai suoi legittimi proprietari, chiudendo l'ennesimo capitolo oscuro legato alle fuoriserie del Bel Paese.
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