Un intrigo internazionale che sembra uscito dalla
sceneggiatura di un thriller finanziario, ma che purtroppo è solida e
allarmante realtà. Il mondo del collezionismo d'auto d'epoca, spesso avvolto da
un'aura di fascino ed esclusività, si rivela ancora una volta teatro di vicende
torbide e macchinazioni. Come
avevamo già avuto modo di documentare in un nostro precedente
reportage riguardante la sparizione dell'Alfa Romeo più rara al mondo, il
patrimonio automobilistico storico italiano è costantemente esposto alle mire
di spregiudicati affaristi.
Oggi, un nuovo e clamoroso capitolo si aggiunge a questa
preoccupante tendenza: la Procura di Milano ha ufficialmente aperto un'indagine
sulla sparizione di un'Alfa Romeo 33 Stradale, un gioiello dal valore
stimato di almeno 30 milioni di euro, la cui proprietà è stata ceduta per la
cifra irrisoria – e grottesca – di 10 euro.
Un capolavoro dell'ingegneria italiana
Per comprendere l'entità del danno patrimoniale e culturale,
è necessario inquadrare il veicolo al centro dell'inchiesta. L'Alfa Romeo 33
Stradale, prodotta in pochissimi e ambitissimi esemplari alla fine degli anni
'60, non è una semplice automobile, ma un capolavoro assoluto dell'ingegneria e
del design. Cuore pulsante di questa vettura leggendaria è un motore V8 da 2.0
litri montato in posizione centrale, capace di erogare 270 CV di potenza:
specifiche tecniche spaventose per l'epoca, che la rendevano una vera e propria
auto da corsa omologata per l'uso stradale.
L'ombra dell'"amico di famiglia" e il raggiro
Ma come può un veicolo di tale caratura finire nelle mani di
due cittadini francesi per l'equivalente del costo di una colazione? La
vicenda, al vaglio degli inquirenti milanesi, ruota attorno alla successione
del legittimo proprietario originario, un esponente di una facoltosa famiglia
di Brescia recentemente scomparso.
Stando alle dichiarazioni degli eredi, la transazione non
sarebbe frutto di una svista o di un accordo consensuale, bensì l'esito di una
complessa macchinazione. I familiari denunciano di essere finiti in una "spirale
di pressioni e minacce di azioni legali". Il presunto burattinaio di
questa operazione sarebbe un sedicente amico di famiglia, il quale avrebbe
approfittato del delicato momento del lutto per orchestrare il passaggio di
proprietà, agendo come vero e proprio "regista" della truffa. L'epilogo
di questa serie di coercizioni ha portato la vettura a varcare il confine
italiano, finendo intestata a due soggetti d'oltralpe per la cifra simbolica di
10 euro.
La fuga in Europa e la caccia all'auto
Attualmente, la situazione dal punto di vista burocratico
appare complessa: la 33 Stradale risulta essere stata cancellata dai registri
automobilistici nazionali, dichiarata formalmente smarrita ed esportata altrove
in Europa.
Di fronte a quello che si configura a tutti gli effetti come
uno scippo al patrimonio familiare e a quello motoristico italiano, gli eredi
bresciani non si sono rassegnati. Oltre ad aver attivato la Procura di Milano,
la famiglia ha lanciato un appello pubblico, istituendo una ricompensa
ufficiale di 100.000 euro per chiunque sia in grado di fornire informazioni
concrete e verificabili utili al ritrovamento della fuoriserie.
L'indagine è in corso e l'attenzione delle autorità è
massima. Resta la speranza che la rete di controlli internazionali e la
mobilitazione degli appassionati possano riportare questo inestimabile pezzo di
storia dell'Alfa Romeo ai suoi legittimi proprietari, chiudendo l'ennesimo
capitolo oscuro legato alle fuoriserie del Bel Paese.