Da qualche anno a questa parte, il mondo dell’auto pare aver scelto il suo nuovo trend: il minimalismo. Declinato a livello estetico e, soprattutto, interno, questa nuova “corrente” rende le automobili sempre più simili a degli oggetti di consumo più che ai veicoli versatili, poliedrici e pratici che sono stati e sono ancora. Il mimimalismo, poi, fa il paio con un'altra tendenza, la “dittatura digitale”, dove l’estetica è dominata da display sempre più grandi, e l’ergonomia dei comandi viene accantonata per il tanto ricercato “effetto wow”.
Non tutti, però, cercano questo da un’automobile, e il desiderio di vetture complete, razionali, versatili e “normali” è ancora presente in tanti automobilisti.
Che automobile può scegliere un cliente più tradizionalista, che cerca una vettura piena e completa? Le scelte possibili sono in calo, ma tra queste automobili controcorrente trova posto uno dei B-SUV più concreti sul mercato, la
Suzuki Vitara.
Lanciata nel 2015, il crossover della Casa giapponese ha da 11 anni la stessa base meccanica, uno stile costantemente affinato ma che resta sostanzialmente lo stesso dal debutto, un abitacolo semplice e razionale ma che, grazie ad un lavoro di cura del prodotto continua punta ad essere un’auto completa e ancora appagante. L’ho provata nella sua versione più tecnologica, la Starview AT con cambio automatico, e con il motore secondo me più interessante della gamma, il 1.4 turbobenzina Mild Hybrid da 110 CV con trazione integrale AllGrip, perché se non punta su schermi ed effetti speciali, questa Vitara è un vero SUV con trazione integrale inseribile, e prestazioni in off-road ben superiori alle attese. Scopriamo allora come va la Suzuki Vitara 1.4 Hybrid Starview AT AllGrip in questa prova su strada.
Cosa devi sapere
In un mondo dove tutte le automobili hanno una vita utile intorno ai 6-7 anni, la Suzuki Vitara scardina queste regole con un’età del progetto decisamente più ampia. La carta d’identità, infatti, non mente: la prima versione di questa Vitara è stata presentata al Salone di Parigi del 2014, entrando in produzione l’anno dopo. Sebbene il nome sia quello degli apprezzati fuoristrada Vitara e Grand Vitara degli anni ’80, ’90 e ’00, questa nuova generazione è completamente diversa rispetto al passato.
Se, infatti, tutte le altre Vitara sono caratterizzate da una meccanica da vero fuoristrada, con telaio a longheroni, trazione integrale inseribile e motore longitudinale, questa generazione ha introdotto una carrozzeria decisamente più convenzionale, con un telaio a scocca portante, motore trasversale e trazione anteriore o integrale inseribile. Nonostante la maggior semplicità meccanica, però, non siamo di fronte al solito SUV “tutta apparenza”. Su tutte le versioni, infatti, c’è un’altezza da terra generosa, che su questa 4WD AllGrip è di 175 mm, mentre gli angoli caratteristici sono ottimi per un crossover piccolo: 18,2° d’attacco, 28,2° di dosso.
Nella sua carriera di oltre 10 anni, il crossover nipponico ha sempre proposto la presenza di varianti a trazione anteriore e integrale, con una gamma propulsori molto interessante. Al lancio, infatti, erano disponibili un classico 1.6 aspirato a benzina e l’ottimo 1.6 DDiS, un quattro cilindri turbodiesel da 120 CV che altri non è che il “nostro” FIAT 1.6 Multijet. Durante la sua vita, poi, è arrivata la vivace 1.4 Boosterjet, con motore 1.4 turbobenzina da 140 CV, e il più piccolo 1.0 Boosterjet, un tre cilindri turbo da 111 CV.
Dal 2018, però, il 1.4 turbo è diventato Hybrid, con un sistema ibrido leggero che, nel corso degli anni, è stato raffinato e che, per la normativa Euro 6e, ora eroga 110 CV e 235 Nm di coppia. A lui, nel 2022 si è aggiunto un nuovo motore, un’inedita versione Full Hybrid con sistema a 140 V, cambio robotizzato a 6 marce e motore 1.5 aspirato derivato da quello visto sulla Suzuki Jimny, per una potenza di 114 CV e prestazioni più tranquille. Il pianale, infine, è derivato da quello della Suzuki S-Cross, lanciata nel 2013: a tutti gli effetti, il progetto ha 13 anni, e in alcuni dettagli quest’età si fa vedere.
Scheda Tecnica: Suzuki Vitara 1.4 Hybrid AllGrip AT
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Dimensioni: 4,19 x 1,78 x 1,60 metri
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Posti: 5
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Bagagliaio: 362/1.119 litri
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Motore: 1.4 quattro cilindri turbobenzina “Boosterjet” con sistema Mild Hybrid a 48 V
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Potenza motore termico: 81 kW (110 CV) | Coppia motore teermico: 235 Nm
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Potenza motore elettrico: 10 kW (13,6 CV) | Coppia motore elettrico: 50 Nm
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Potenza combinata: 81 kW (110 CV)
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Cambio: Automatico a 6 marce con convertitore di coppia
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Trazione: Integrale
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Peso in ordine di marcia: 1.275 kg
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Pneumatici di serie: 215/55 R17
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Accelerazione 0-100 km/h: n.d. secondi
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Velocità massima: 180 km/h
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Consumo medio (WLTP): 16,4 km/l
Com’è fatta fuori
Già all’esterno, ad esempio, ci sono dettagli che dimostrano come questa Suzuki sia un’auto di un’altra epoca. Se, infatti, tutte le Case automobilistiche mondiali stanno dimenticando le finiture cromate, ormai considerate poco ecosostenibili e, quindi, non più accettabili, Suzuki continua per la sua strada, e sia davanti che dietro sfoggia il logo cromato della grande S al centro della calandra. Lo stile del piccolo crossover nipponico, ristilizzato già per due volte dal 2015, è stato modificato soprattutto nel frontale, che ha adottato una calandra anteriore con dettagli neri più aggressiva e vistosa.
Il paraurti anteriore con una nuova presa d’aria trapezoidale, più ampia verso il basso, le dona una presenza su strada più aggressiva, che si nota soprattutto sulla colorazione Avorio Africa con tetto nero metallizzato dell’esemplare che ho provato. Se devo essere sincero, però, questa aggiunta aggressività si sposa poco con il carattere simpatico che aveva la Vitara al lancio, caratterizzata da uno stile piuttosto muscoloso per le dimensioni (è lunga poco meno di 4,20 metri) ma non troppo serioso, che non si prende troppo sul serio.
Rivisti anche i fari, ora con tecnologia Full LED, mentre il lungo cofano anteriore è alto e quasi orizzontale, facendosi vedere parecchio dal posto di guida, molto alto. A spiccare, nella vista laterale, sono i passaruota bombati sia davanti che dietro, ma soprattutto le ampie superfici vetrate, un vero unicum in un mondo di SUV sempre più affusolati, spesso con linee da coupé. Questa Vitara non cerca di essere una coupé o quello che non è, ma punta su linee squadrate e pratiche, che si faranno apprezzare soprattutto all’interno.
In coda, invece, i fari trapezoidali hanno ora una lente più scura, mentre il lunotto non è enorme, ma neanche piccolo, massimizzando la visibilità posteriore. Anche i montanti posteriori sono relativamente sottili, aiutati dalla presenza dell’ormai raro terzo finestrino laterale, mentre il paraurti posteriore è interamente in plastica ma di tre tipologie diverse, “spezzando” visivamente la vista del SUV nipponico. Dietro il portellone, si nasconde un bagagliaio molto regolare e sfruttabile, con una capacità di 362 litri, buona ma non esagerata per il segmento.
Com’è viverci dentro
Salendo a bordo, la Vitara è estremamente divisiva, perché non punta assolutamente sull’effetto wow, ma anzi sull’effetto “sicurezza”. Gli interni del SUV Suzuki sono estremamente classici e razionali, con i comandi esattamente dove ce li si aspetta. Ci sono, ad esempio, dettagli ormai desueti, come la palpebra anti-riflesso sul quadro strumenti, il display dell’infotainment incastonato nella plancia o i comandi fisici per praticamente ogni cosa. I materiali, poi, sono tipicamente giapponesi, con plastiche piuttosto lucide e semplici, che non appagano subito ma che, sicuramente, saranno identiche anche dopo 20 anni di utilizzo.
In realtà, la parte alta della plancia è pure rivestita in plastica parzialmente morbida, un dettaglio che tante rivali ben più blasonate non possono neanche più vantare. La finitura al centro della plancia, invece, è in plastica con effetto alluminio, un dettaglio che fa sentire il peso degli anni del progetto. Ad ottenere questo risultato in maniera inequivocabile, però, sono il volante, la plancetta del clima e i comandi a bacchetta per gestire il piccolo computer di bordo a colori incastonato tra due classici strumenti analogici per contagiri e tachimetro.
I più attenti riconosceranno che si tratta delle stesse componenti che si trovavano sulla Swift di seconda generazione del 2010 e sulla prima SX4 S-Cross del 2013. Si tratta, in realtà, di comandi molto piacevoli da utilizzare, dal volante in morbida pelle e con una corona dallo spessore ideale a una plancetta del clima immediatamente comprensibile. Lo stile molto classico, però, rende questo abitacolo meno appagante e decisamente meno moderno di quanto ci si possa aspettare da un’auto del 2026.
Per il resto, comunque, la Vitara convince con un’ottima qualità costruttiva, dei sedili in tessuto comodi e con un buon contenimento in curva, e le grandi superfici vetrate regalano tanta luce nell’abitacolo, soprattutto se si sceglie l’allestimento Starview con il tetto apribile in cristallo. La posizione di guida, invece, è alta e dominante, molto più di quanto ci si possa aspettare su un’auto di queste dimensioni, mentre dietro i cm per gambe e spalle sono generosi, per un’auto piccola ma spaziosa per quattro. In cinque, complice il tunnel di trasmissione, non è tra le più comode.
La tecnologia è discreta: al centro della plancia c’è il display da 9 pollici dell’infotainment, incastonato in una finitura in Piano Black, più grande che in passato e con una migliore qualità del pannello, del sistema operativo e delle sue funzioni. Rispetto a decine di modelli, non è una delle auto più raffinate, con un sistema molto semplice e con una grafica un poco moderna. La funzionalità, però, è ottima, così come succede con Android Auto, riprodotto in maniera ideale.
Come si guida?
Anche alla guida, questo SUV appare immediatamente diverso da tutti i rivali più moderni, puntando su caratteristiche diverse e, in un certo senso, non più così popolari. A spiccare immediatamente, ad esempio, è la sensazione di solidità di sterzo, leva del cambio, freno e acceleratore, che in un mondo di comandi sempre più leggeri e assistiti spiccano per una “presenza” ben avvertibile.
In città, le dimensioni contenute e le linee squadrate la rendono molto facile da manovrare, anche se la larghezza è molto generosa, soprattutto a livello degli specchietti, il che costringe a tenere d’occhio gli ingombri in strade più strette. Le sospensioni, invece, sono tarate con cura, con un ottimo assorbimento sulle buche e asperità, ma senza essere troppo morbide. La risposta è sempre composta, confermando nuovamente la sensazione di solidità che è un leitmotiv di questa Vitara. In città, poi, si fa apprezzare l’ottimo 1.4 turbobenzina Mild Hybrid, con un sistema di Start&Stop quasi impercettibile, una buona vivacità ai bassi regimi e un suono non troppo invadente.
In ambiente urbano, inoltre, è alleato il cambio automatico, che dimostra che a volte la tradizione ha ancora senso. Si tratta, infatti, di un classico cambio con convertitore di coppia a 6 rapporti, con la possibilità di gestire manualmente le marce, ma che regala il meglio se usato in modalità automatica, con cambiate morbide ma non lente, puntuali e precise. Se usate tanto l’auto in città, è veramente consigliato.
Fuori città, l’assenza dell’ottimo manuale a 6 marce di serie sulla 1.4 Hybrid 48 V fa perdere un po’ di coinvolgimento di guida. Come, coinvolgimento su un SUV da 110 CV? Ebbene sì, la Vitara è un crossover che si fa apprezzare parecchio tra le curve, complice uno sterzo leggero ma consistente, con un’ottima precisione e poco demoltiplicato, un motore che spinge bene ai bassi regimi e un telaio ben fatto, con poco sottosterzo e un assetto piatto ma non troppo rigido.
Tra le curve, nonostante le apparenze, è un’auto decisamente piacevole, che perde un po’ rispetto al passato a causa della nuova curva di coppia del 1.4 Hybrid, che con l’omologazione Euro 6e ha perso 19 CV tutti in alto, sopra i 5.000 giri, e quindi nella guida più impegnata coinvolge un po’ meno.
Si tratta, però, di un’auto con un altro tipo di destinazione d’utilizzo: se usata con tranquillità, è un’automobile piacevole, comoda e sicura, con un’ottima tenuta di strada su tutti i terreni. Il cambio automatico, poi, si comporta bene, con una buona cambiata in salita e, in discesa, non è così pronto, come su tanti automatici con convertitore di coppia. Le comode palette al volante si fanno apprezzare, mentre le marce sono decisamente lunghe, forse troppo per una guida più vivace.
Anche in fuoristrada, si fa apprezzare la presenza della trazione integrale AllGrip, che può essere gestita tramite il selettore scegliendo la modalità Sport, che manda più potenza alle ruote posteriori limitando (con successo) il sottosterzo, Snow, che gestisce con maggiore prudenza la ripartizione delle ruote, e Auto, con il sistema che ripartisce autonomamente la potenza alle ruote. Su strade bianche, l’altezza da terra e l’ottimo sistema AllGrip la rendono uno dei SUV con la maggior competenza in fatto di guida off-road, e diventa ancora più facile da usare con il cambio automatico, che rende l’erogazione più fluida in modalità automatica e, se serve, può “bloccare” la marcia in modalità manuale nei passaggi più difficili.
Infine, in autostrada la Vitara sfrutta bene il Cruise Control Adattivo, ben fatto, così come il mantenitore attivo di corsia e il sensore per l’angolo cieco, per una guida autonoma di Livello 2 semplice e magari meno raffinata, ma molto efficace. La stabilità e la tenuta di strada è ottima, mentre fino a 130 km/h il 1.4 Hybrid si comporta bene, anche se non è vivace come in passato. Peccato per una certa rumorosità a limite autostradale, con una presenza di fruscii aerodinamici e del rumore di rotolamento degli pneumatici superiore a diversi crossover, più “pettinati” ma meno efficaci.
Dovresti comprarla?
Questa Suzuki Vitara non è un’auto per tutti. Se cercate un’automobile all’avanguardia, con tecnologie all’ultimo grido a livello di tecnologia e raffinatezza, non è l’auto che farà dire “wow” ai vostri amici. Manca, ad esempio, l’illuminazione lounge configurabile, così come la quantità di display a bordo è davvero ridotta al minimo indispensabile nel 2026. Non è, neanche, un incrociatore da autostrada, complici dei consumi leggermente superiori rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare.
Le percorrenze, infatti, sono un po’ penalizzate dalla presenza di cambio automatico e trazione integrale: se una Vitara a trazione anteriore e con cambio manuale riesce a stare, in media, sui 18 km/l, un risultato ottimo per il segmento, questa Vitara AllGrip automatica si attesta intorno ai 14 km/l di media, che diventano 12/13 km/l sia in città che in autostrada, mentre si superano i 20 km/l in statale.
All’interno, poi, è oggettivamente un po’ indietro a livello di stile e funzionalità, mentre la qualità costruttiva è ottima per la durata, ma poco appagante appena acquistata, con superfici lucide e diversi materiali rigidi. La Vitara, infatti, non si acquista per apparire: è un’auto sostanziosa, concreta, razionale, che appaga giorno dopo giorno.
Come mi sono trovato a provare diverse volte provando una Suzuki, infatti, questo crossover è una di quelle auto a cui ti affezioni guidandola, facendo esperienze, dandole fiducia, e lei ripaga con una guidabilità superiore a quella che ci si aspetta da un’auto di questo tipo, una grande facilità d’utilizzo e una versatilità di livello assoluto. La trazione integrale, infine, è realizzata con grande cura, ed è un must-have per chi vive in montagna o percorre spesso strade difficili.
La migliore? A mio parere, questa 1.4 Hybrid è la motorizzazione da scegliere, dotata della giusta dose di vivacità, ottimi consumi e costi di gestione contenuti dall’omologazione ibrida. Il cambio automatico, invece, è da scegliere se si vuole l’esperienza di guida più facile e rilassante, ma la qualità del cambio manuale e il prezzo decisamente più basso delle già ottime versioni Cool + e Top le fa preferire. Una 1.4 Hybrid in allestimento base Cool + è già un’ottima auto, mentre la Top con trazione integrale e cambio manuale è forse la variante più completa e credibile all’interno della gamma Vitara.
Pro e Contro
Pro
• Guida piacevole, anche tra le curve
• Enorme facilità di utilizzo
• Spaziosa e comoda per le dimensioni
Contro
• Interni dall’aspetto economico
• Consumi più alti con il cambio automatico
• Prezzo della top di gamma un po’ troppo alto
Il mio dettaglio preferito
In un’auto così semplice e razionale, il mio dettaglio preferito è il quadro strumenti misto analogico-digitale. In un mondo di strumenti sempre più digitali, complessi e, negli ultimi anni, un po’ deludenti a livello di qualità del display, la completezza, facilità di lettura e appagamento nel suo utilizzo è veramente una boccata d’aria fresca rispetto alla tecnologia dominante che conosciamo oggi.
Lo stile degli strumenti è semplice, ben leggibile e di ottima qualità, mentre lo schermo a colori è di immediata comprensione. Peccato solo per la “bacchetta” in plastica con cui si comanda il display, decisamente scomoda da utilizzare.
Quanto costa? E quanto costa la rata?
Concludiamo, così, con il prezzo della Suzuki Vitara e con il suo prezzo delle rate mensili. La gamma Vitara parta dalla 1.4 Hybrid Cool +, trazione anteriore e cambio manuale, offerta ad un prezzo di 27.450 euro. La Cool + è già molto completa, offrendo di serie cerchi in lega, Cruise Control Adattivo, fari full LED, infotainment da 9 pollici con navigatore, Apple CarPlay e Android auto, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera e mantenitore di corsia.
La 1.4 Hybrid Top, invece, aggiunge gli specchietti ripiegabili elettricamente e i sensori di parcheggio anteriori, aggiungendo i cerchi in lega più grandi da 17 pollici e finiture più curate, ed è offerta a partire da 28.950 euro. Per avere una 1.4 Hybrid come quella di questa prova, la 1.4 Hybrid Starview AT con trazione integrale AllGrip, invece, il prezzo lievita fino a 34.950 euro. La 1.5 Full Hybrid, invece, parte da 32.750 euro con cambio automatico di serie, per un sovrapprezzo di poco meno di 1.000 euro a parità di allestimento.
Al momento in cui scriviamo, poi, per acquistare una Suzuki Vitara è possibile scegliere un’offerta piuttosto interessante con un finanziamento vincolato ad una permuta o rottamazione. La Vitara 1.4 Hybrid Cool + è infatti offerta a 199 euro al mese, con tassi interessanti (TAN 5,95%, TAEG max 7,45%). Nello specifico, l’anticipo è pari a 5.300 euro, con poi 36 mesi di rate a 199 euro al mese. Alla fine del terzo anno, è possibile riscattare la vettura con una maxirata di 13.772 euro. L’importo dovuto, complice uno sconto di 4.500 euro di Suzuki, è di 23.381 euro, per un chilometraggio totale, a contratto, di 30.800 km, un prezzo molto interessante per il segmento e la dotazione.