Un rapporto del Codacons svela il peso delle
contravvenzioni sui bilanci familiari: una media di 142 euro pro capite,
neonati inclusi. Per la prima volta dopo anni di crescita, gli incassi degli
enti locali segnano una flessione (-4,4%). Pesa il caos normativo sugli
autovelox non omologati.
È una cifra che fa riflettere, equiparabile a una manovra
finanziaria o al fatturato di una grande multinazionale: 8,5 miliardi di
euro. A tanto ammonta il "tesoretto" incassato dagli enti locali
italiani negli ultimi cinque anni (2021-2025) grazie alle sanzioni per
violazioni del Codice della strada. Una somma colossale che, divisa per la
popolazione, si traduce in una tassa occulta di 142 euro per ogni cittadino
residente, neonati compresi.
I dati definitivi per il 2025, elaborati dal Codacons,
restituiscono però la fotografia di un Paese a due velocità e, soprattutto,
segnano un'inversione di tendenza storica: dopo la costante ascesa post-Covid,
la curva degli incassi ha iniziato a scendere.
La
frenata del 2025: l'effetto Cassazione
Nel 2025 le casse di Comuni, Province e Città
metropolitane hanno incamerato 1,89 miliardi di euro, registrando un
calo del 4,4% rispetto al record di 1,98 miliardi toccato nel 2024. In
termini assoluti, mancano all'appello circa 88 milioni di euro. Ma cosa ha
fermato la corsa agli incassi? Secondo l'analisi del Codacons, non è tanto
merito del nuovo Codice della Strada introdotto a dicembre, quanto piuttosto
dell'incertezza giuridica.
Il calo, infatti, è la diretta conseguenza delle sentenze
della Corte di Cassazione riguardanti gli autovelox non omologati. Il
nodo irrisolto tra "omologazione" e "approvazione" dei
dispositivi e i nuovi limiti all'installazione in vigore da giugno hanno
costretto molte amministrazioni a spegnere gli occhi elettronici per evitare
ricorsi a pioggia, raffreddando così il gettito, specialmente nei grandi centri
urbani.
La mappa
delle sanzioni: Milano "capitale" delle multe
Analizzando la geografia delle contravvenzioni, Milano
si conferma la regina indiscussa della severità (o dell'indisciplina, a seconda
dei punti di vista). Il capoluogo lombardo guida la classifica delle grandi
città con incassi per 169,7 milioni di euro. Distaccata Roma, che
si ferma a 118,7 milioni, subendo peraltro una drastica riduzione delle
entrate del 18,5% rispetto all'anno precedente. Al terzo posto Firenze
con 64 milioni, unica grande città in controtendenza che vede salire i propri
introiti del 4,1%.
A livello regionale, la Lombardia non ha rivali:
con 455,8 milioni di euro raccoglie oltre il doppio della Toscana (seconda con
208 milioni) e dell'Emilia Romagna (192 milioni). Fanalino di coda la Valle
d’Aosta, con appena 2,7 milioni di euro.
I
piccoli comuni e le anomalie statistiche
Il rapporto evidenzia come il calo del gettito sia stato
più marcato nei comuni con oltre 250mila abitanti, dove le entrate sono scese
mediamente dell'11,3%. Spiccano i crolli di Bari (-25,4%) e Palermo
(-19,5%). Tuttavia, non mancano le sorprese tra le regioni minori. Mentre
Calabria e Lazio vedono crollare gli incassi (rispettivamente -14,4% e -12,3%),
il Molise registra un'impennata record del +62,9%, passando da
2,4 a 4 milioni di euro, seguito dalla Sardegna (+22%).
Un
bilancio quinquennale in crescita
Nonostante la flessione del 2025, la serie storica
dimostra come le multe siano diventate una leva fiscale strutturale per i
bilanci locali. Si è passati dagli 1,2 miliardi del 2021 (anno ancora segnato
dalle restrizioni pandemiche) al picco di quasi 2 miliardi del 2024. Ora la
palla passa al legislatore e ai tribunali: se il nodo degli autovelox verrà
sciolto, è probabile che la curva degli incassi torni a salire, confermando le
multe come una delle voci più pesanti – e contestate – nel rapporto tra cittadini
e pubblica amministrazione.