Droga al volante, la svolta della Consulta: "Reato solo se c'è pericolo reale". L'allarme sicurezza del Codacons

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29 gennaio 2026, 15.45
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Una sentenza destinata a far discutere e, secondo alcune associazioni, a riscrivere le dinamiche della sicurezza stradale in Italia. La Corte Costituzionale ha tracciato una linea netta sull'applicazione dell'articolo 187 del Codice della Strada: guidare dopo aver assunto sostanze stupefacenti è penalmente rilevante solo se il conducente ha generato un effettivo stato di pericolo per la circolazione. Non basta, dunque, la mera presenza di tracce tossicologiche nel sangue (il cosiddetto "residuo"), ma serve la prova di un'alterazione psicofisica in atto.

La preoccupazione del Codacons

Se da un punto di vista strettamente giuridico la decisione della Consulta mira a garantire che la pena colpisca una condotta realmente pericolosa e non un semplice stato biologico pregresso, le reazioni sul fronte della sicurezza non si sono fatte attendere. Il Codacons è intervenuto duramente sulla questione, evidenziando come questa interpretazione, pur "tecnicamente corretta", rischi di generare un pericoloso effetto boomerang sulle strade italiane.
Secondo l'associazione dei consumatori, il nodo centrale è la perdita dell'effetto deterrente della norma. "Il pericolo – spiega una nota del Codacons – è che chi assume sostanze stupefacenti possa essere indotto a mettersi alla guida nella convinzione di essere pienamente in grado di circolare". Il rischio, insomma, è di affidare al singolo automobilista la valutazione del proprio stato: un giudizio spesso fallace, poiché chi è sotto l'effetto di sostanze raramente ha "piena contezza di eventuali alterazioni del proprio stato psico-fisico".

I dati sugli incidenti

L'allarme lanciato non è solo teorico, ma poggia su numeri drammatici. Secondo gli ultimi dati Istat citati dall'associazione, oltre l'11% dei sinistri gravi con lesioni alle persone registrati in Italia è causato proprio da conducenti in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe.
La timore è che, alleggerendo la maglia dei controlli preventivi (che finora sanzionavano la positività al test tout court), si possa legittimare involontariamente una condotta di guida più disinvolta, con conseguenze potenzialmente tragiche per la sicurezza collettiva. Resta ora da capire come le forze dell'ordine adegueranno le modalità di accertamento su strada per dimostrare l'effettiva "pericolosità" richiesta dai giudici costituzionali.
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