Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per Dacia, che
dopo aver chiuso l’ultimo esercizio con risultati positivi è pronta a
rilanciare con una strategia di prodotto ancora più ambiziosa. Il marchio
romeno ha infatti confermato l’arrivo di due nuovi modelli, destinati a
rafforzare una gamma già ben posizionata nel panorama europeo. La prima novità riguarda il
segmento A e prende la
forma di una
nuova city car elettrica. Un modello di cui si discuteva da
tempo e che nascerà su base tecnica condivisa con la
Renault Twingo
elettrica, pur adottando una carrozzeria specifica e uno stile coerente con
il linguaggio
Dacia. Almeno in una prima fase, questa nuova elettrica non andrà
a sostituire la Spring: i due modelli coesisteranno in gamma, anche se nel
medio periodo non è da escludere un naturale avvicendamento.
Più importante, in termini di posizionamento strategico, è
però il
secondo modello annunciato, che andrà a collocarsi nel
segmento
C. L’occasione è stata utile anche per chiarire la visione di
Dacia sui
segmenti: la
Dacia Duster continua a essere considerato un SUV compatto
di segmento B, mentre la
Dacia Bigster rappresenta ufficialmente
l’ingresso del marchio nel segmento C. Ed è proprio in quest’area di mercato
che si inserirà il nuovo modello in arrivo.
Ad oggi non esistono ancora immagini concrete da parte di
Dacia di questo nuovo modello, ma con molta probabilità si assisterà ad una
forte condivisione tecnica tra la Bister e la Duster, sia per quanto riguarda
la piattaforma che le motorizzazioni. Una scelta coerente con la
filosofia del
marchio, che continua a puntare sull’ottimizzazione dei costi, anche alla luce
di un contesto normativo sempre più complesso: secondo
Dacia, infatti,
l’aumento dei prezzi è dovuto in larga parte alle regolamentazioni europee.
Queste novità arrivano in un momento particolarmente
favorevole per il brand. Nel
2025 Dacia ha venduto in Europa 697.408 vetture,
con una crescita del
3,1%, superando la soglia dei
dieci milioni di
auto vendute dal 2004. Le immatricolazioni europee si sono attestate a
601.765
unità, pari a un +2,9% rispetto all’anno precedente, con una quota del
7,9%
nel mercato dei privati. Numeri che confermano la solidità del marchio e
spiegano perché il 2026 sia visto come un ulteriore passo avanti nella sua
evoluzione.