Il mercato dell'auto mantiene il segno positivo a luglio
2026, spinto dalle motorizzazioni ibride e dal canale del noleggio. UNRAE
rivede al rialzo le stime per l'intero anno a 1,61 milioni di unità, ma accende
i riflettori sull'esaurimento del boom delle vetture 100% elettriche dopo il
ridimensionamento degli incentivi.
1. La fotografia di luglio: crescita moderata e recupero progressivo
Il mercato automobilistico italiano archivia il mese di
luglio 2026 con un bilancio complessivamente positivo, seppur caratterizzato da
un ritmo di crescita più contenuto rispetto a quanto osservato a giugno. Con 123.184
immatricolazioni, il mese registra un incremento del 3,9% rispetto
alle 118.561 vetture registrate a luglio 2025.
Sul piano cumulato dei primi sette mesi dell'anno, il volume
totale di autovetture immatricolate raggiunge quota 1.060.175 unità,
segnando una progressione dell'8,9% rispetto alle 973.471 unità dello
stesso periodo del 2025. Ciononostante, il confronto con i livelli
pre-pandemici del 2019 segnala tuttora un deficit del 14,3%,
evidenziando come la piena normalizzazione del settore sia ancora un percorso
aperto.
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Indicatore
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Luglio 2026
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Luglio 2025
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Variazione %
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Cumulato Gen-Lug 2026
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Variazione % Cumulata
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Immatricolazioni
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123.184
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118.561
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+3,9%
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1.060.175
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+8,9%
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Divario vs 2019
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—
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—
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—
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—
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-14,3%
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2. L'analisi del mix energetico: l'elettrico frena, scatto delle plug-in
La dinamica più significativa del mese riguarda la
redistribuzione delle quote tra le diverse tipologie di alimentazione:
- Elettriche
pure (BEV): Dopo il picco del 10,1% toccato a giugno grazie
all'effetto scorta dei contributi statali, a luglio le immatricolazioni si
riposizionano al 5,9% del totale. Il dato evidenzia come la spinta
propulsiva degli incentivi si sia sostanzialmente esaurita.
- Ibride
Plug-in (PHEV): Mostrano invece una spiccata dinamicità, raggiungendo
una quota del 10,5% (+3,0 punti percentuali rispetto al 7,5% di
luglio 2025). A fare da volano è soprattutto il settore del noleggio a
lungo termine, che assorbe il 45% delle vendite complessive di
vetture PHEV.
- Ibride
tradizionali (HEV): Restano le incontestate leader del mercato con il 47,5%
di share complessiva (di cui 30,4% mild hybrid e 17,1%
full hybrid).
- Motorizzazioni
termiche tradizionali: Proseguono il proprio trend discendente: i
propulsori a benzina scendono al 19,0% di quota (-4,1 punti
percentuali), mentre il diesel arretra al 6,4% (-3,1 punti
percentuali).
3. Le stime UNRAE e i nodi normativo-fiscali
L'andamento favorevole del primo sette mesi ha indotto
l'UNRAE a rivedere al rialzo le previsioni annuali:
"Prevediamo che il mercato delle autovetture possa
chiudere il 2026 a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000
elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% sul 2025. Ciononostante, il
confronto con il 2019 evidenzierà ancora un deficit di 307.000 vetture
(-16,0%). I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile: ora
spetta alle Istituzioni creare condizioni stabili."
— Roberto Pietrantonio, Presidente UNRAE
Sul fronte governativo e delle politiche industriali, la
situazione riflette dinamiche contrastanti:
- Incentivi
a tempo di record per i veicoli commerciali: L'apertura della
Piattaforma Invitalia per prenotare i 40 milioni di euro stanziati per i
veicoli N1/N2 e gli impianti di retrofit a gas ha visto il completo
esaurimento dei fondi in meno di un'ora.
- Nessun
aiuto per le BEV private: L'Italia rimane l'unico tra i principali
mercati europei privo di sostegni diretti per l'acquisto di vetture
elettriche pure da parte dei privati.
- Programma
di Noleggio Sociale: Pubblicato il Decreto attuativo da 50 milioni di
euro per ISEE sotto i 30.000 euro, ma i tempi per l'espletamento della
gara europea posticipano l'effettiva operatività di circa dieci mesi.
4. Le istanze del settore
In conclusione, l'UNRAE reitera due richieste fondamentali
per garantire lo sviluppo e l'accessibilità della mobilità in Italia:
- Reintegro
dei fondi: Il sollecitato ripristino formale dei 251 milioni di
euro del Fondo Automotive temporaneamente dirottati verso le misure
contro il caro carburanti.
- Riforma
fiscale delle flotte aziendali: Il recepimento degli standard
comunitari attraverso la revisione delle aliquote e dei tetti massimi di
deducibilità per acquisti, leasing e noleggi. Una fiscalità moderna è
ritenuta indispensabile per accelerare il rinnovo del parco circolante e
rendere disponibili sul mercato dell'usato auto più recenti e sicure anche
per le famiglie.