Svolta per Toyota: il reparto sportivo torna alle origini e si chiamerà solo "GAZOO Racing"

Motorsport
08 gennaio 2026, 13.12
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Ritorno alle radici per la divisione motorsport di Toyota. Il nome "GAZOO Racing" (senza "Toyota") torna in auge per accelerare lo sviluppo di auto sportive migliori e coltivare nuovi talenti.
Un passo indietro per farne due avanti. Si potrebbe riassumere così l'annuncio odierno di Toyota: la sua divisione motorsport, nota fino a ieri come TOYOTA GAZOO Racing (TGR), cambia nome e torna alle sue origini più pure. Da oggi, sarà semplicemente "GAZOO Racing".
Non si tratta di un mero rebranding estetico. La decisione, fortemente voluta dai vertici dell'azienda, rappresenta un ritorno ai principi fondativi che hanno guidato la nascita del reparto nel 2007. L'obiettivo dichiarato è chiaro: rafforzare la missione di creare auto sempre migliori attraverso le competizioni e, parallelamente, investire nella crescita del talento umano.

Le origini: una sfida nata dall'umiliazione

La storia di GAZOO Racing è una di quelle narrazioni aziendali che nascono dalla passione e dalla rivalsa. Tutto ebbe inizio nel 2007, quando l'allora vicepresidente esecutivo Akio Toyoda, insieme al suo mentore e "Master Driver" Hiromu Naruse, decise di partecipare alla 24 Ore del Nürburgring.
L'iniziativa, non essendo riconosciuta ufficialmente da Toyota Motor Corporation (TMC), non poté utilizzare il nome dell'azienda. Nacque così il "Team GAZOO", con Toyoda costretto a correre sotto lo pseudonimo di "Morizo". Quella gara si concluse con un senso di profonda umiliazione: mentre i rivali europei testavano prototipi avanzati, il team giapponese faticava con un'auto non all'altezza. Le parole dei concorrenti – "Non c'è modo che voi di Toyota possiate costruire una macchina così!" – bruciano ancora oggi nella memoria di Toyoda e sono state la scintilla di tutto ciò che ne è seguito.

Il "metodo Shikinen Sengu" applicato alle auto

Quell'esperienza ha forgiato una filosofia unica, paragonata da Toyota al rituale dello "Shikinen Sengu" del Santuario di Ise, dove le strutture vengono ricostruite ogni 20 anni per tramandare le competenze. Allo stesso modo, GAZOO Racing è diventato il laboratorio dove affinare l'arte della costruzione di auto sportive, un know-how che rischiava di andare perduto.
Questo approccio ha portato alla nascita della Lexus LFA nel 2010, la prima vera sportiva sviluppata internamente da TMC dopo vent'anni, un progetto portato avanti tra mille difficoltà e segnato dalla tragica morte di Hiromu Naruse. La LFA è stata solo l'inizio: sono seguite la rinascita della 86 nel 2012 e della GR Supra nel 2019, sebbene sviluppate in collaborazione con altri costruttori.

Dalla pista alla strada: il ribaltamento del paradigma

Il vero punto di svolta è arrivato con il ritorno nel Campionato del Mondo Rally (WRC). GAZOO Racing ha invertito il processo tradizionale: non più adattare un'auto di serie per le corse, ma sviluppare prima un'auto vincente per il WRC e poi derivarne un modello di produzione.
Questo cambio di paradigma ha dato vita alla GR Yaris nel 2020, un successo commerciale e sportivo che ha dimostrato la capacità di Toyota di costruire internamente auto sportive di alto livello. A questa sono seguite la GR Corolla e, più recentemente, i concept GR GT, GR GT3 e LFA presentati a fine 2025, che puntano a definire il futuro delle sportive del marchio.

Il futuro di GAZOO Racing

Tornando al nome originale, GAZOO Racing riafferma la sua identità di "laboratorio agile" all'interno del colosso Toyota. La divisione continuerà a competere nelle massime categorie del motorsport globale, come il WRC e il WEC, ma anche nelle competizioni dedicate ai clienti con veicoli di produzione.
A quasi vent'anni da quella prima, difficile esperienza al Nürburgring, il cerchio si chiude. L'umiliazione si è trasformata in eccellenza, e il nome "GAZOO Racing" è ora sinonimo dell'impegno incrollabile di Toyota nel costruire auto che emozionano, forgiate nel fuoco delle competizioni.
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