Mediaset chiude le porte alla MotoGP senza Valentino Rossi e Pier Silvio Berlusconi svela: "F1 troppo cara, ma sono pazzo di Kimi Antonelli"

Motorsport
24 luglio 2026, 9.59
pier-silvio-berlusconi seduto su una sedia durante una intervista con il microfono in mano
L'amministratore delegato di MFE fa il punto sui diritti TV dei motori: pesano l'assenza di Valentino Rossi sulle due ruote e i costi insostenibili del Circus iridato. Ma c'è spazio per un'inaspettata venerazione per il talento italiano della F1.
Le strategie aziendali dei grandi network televisivi si scontrano spesso con le logiche economiche e l'appeal delle singole discipline, ma a volte lasciano trasparire la genuina passione sportiva dei propri vertici. È quanto emerso dalle recenti dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, chairman e Ceo di MFE (MediaForEurope - Mediaset), che nel corso di un'analisi sugli investimenti sportivi del gruppo ha delineato in modo netto la posizione dell'azienda verso i massimi campionati del motorsport: MotoGP e Formula 1.

Il "no" alla MotoGP: pesa l'era post-Rossi

L'analisi manageriale di Berlusconi sulle due ruote è lucida e squisitamente pragmatica. Nonostante il gruppo di Cologno Monzese avesse le carte in regola per riportare le moto in chiaro, l'investimento è stato frenato da una valutazione sull'attuale richiamo mediatico della categoria regina. "Se avessimo voluto, avremmo potuto prendere il Moto Mondiale – ha spiegato senza mezzi termini l'AD – ma senza Valentino Rossi non funziona più come prima". Una presa di posizione chiara, che fotografa come la TV generalista fatichi ancora a ritrovare, in termini di audience puro, quel traino nazional-popolare garantito per oltre un ventennio dalle imprese del nove volte campione del mondo.

I costi della F1 e l'ammirazione viscerale per Kimi Antonelli

Se per le due ruote il problema è legato al bacino d'utenza, per le quattro ruote il muro è prettamente finanziario. Alla domanda su un possibile interessamento per la massima serie automobilistica, la risposta aziendale è stata perentoria: "La Formula 1 costa troppo".
Tuttavia, dismessi i panni dell'amministratore delegato, Pier Silvio Berlusconi ha rivelato il suo lato da appassionato spettatore, ammettendo di seguire fedelmente i Gran Premi per via di un tifo incondizionato verso Kimi Antonelli. Le parole spese per l'astro nascente dell'automobilismo italiano vanno ben oltre il semplice apprezzamento sportivo: "Lo adoro perché è fantastico e di lui mi piace tutto – ha dichiarato – il sorriso, come parla, come si pone con la squadra, come guida e come vince. Sarò suo tifoso per sempre perché è un ragazzo d'oro".
Un'ammirazione che si è recentemente arricchita di un tocco personale, svelando un lato umano del pilota che affronta la massima categoria. "Abbiamo un amico comune – ha raccontato Berlusconi – che nel giorno del mio compleanno mi ha inviato sul telefonino un video di Kimi che mi faceva gli auguri. Mi sono emozionato perché un campione di Formula 1 come lui, con tutta la pressione che ha addosso, sempre in giro per il mondo, ha trovato il tempo di regalarmi un pensiero".
Se le logiche dei diritti TV e i rigidi paletti dei budget terranno Formula 1 e MotoGP lontane dai palinsesti Mediaset, è evidente come all'interno dei vertici di Cologno Monzese la febbre per i motori sia tutt'altro che spenta, tenuta viva dalla guida e dal carisma del nuovo volto italiano della Formula 1.
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