Addio alla stangata sulle multe non pagate? La novità nel Codice della Strada che potrebbe tagliare le cartelle esattoriali

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22 settembre 2026, 10.42
multa
Il sistema di riscossione legato alle sanzioni stradali non saldate potrebbe andare incontro a una revisione radicale. Tra le ipotesi al vaglio per l'aggiornamento del Codice della Strada, spicca infatti la possibilità di abolire definitivamente il meccanismo delle maggiorazioni semestrali, una voce di costo che per decenni ha alimentato la crescita esponenziale dei debiti accumulati dagli automobilisti.

Come funziona il sistema attuale e l'impatto del tetto massimo

Nel quadro normativo odierno, il mancato pagamento di un verbale entro i primi 60 giorni dalla notifica comporta l'immediato raddoppio dell'importo originario. Superata questa finestra temporale, la posizione debitoria viene trasferita agli enti incaricati della riscossione coattiva, trasformando la sanzione in una vera e propria cartella esattoriale.
Fino alla fine del 2024, questo passaggio determinava l'applicazione automatica di un incremento del 10% su base semestrale, privo di qualsiasi limite temporale. Una dimenticanza prolungata negli anni poteva così generare rincari indefiniti. Un primo intervento correttivo ha successivamente introdotto un tetto massimo a tale progressione, stabilendo che le maggiorazioni non possano superare il 60% della cifra già raddoppiata.

L'ipotesi di cancellazione totale: risparmi concreti e dibattito etico

La misura attualmente in discussione propone di azzerare del tutto l'aumento del 10% ogni sei mesi. Se la modifica dovesse essere confermata, l'automobilista in ritardo continuerebbe a pagare l'importo raddoppiato dopo i 60 giorni, sommato alle sole spese di notifica e agli oneri di gestione, senza subire ulteriori gravami legati al trascorrere del tempo.
Gli effetti pratici di questo potenziale cambiamento risultano evidenti sui diversi scaglioni di sanzione:
  • Multa base da 50 euro: applicando il raddoppio (100 euro) e il tetto massimo del 60% attualmente in vigore, sommati a circa 25 euro di spese accessorie, l'importo finale può raggiungere i 185 euro. Con l'abolizione della maggiorazione semestrale, la cifra complessiva si fermerebbe a 125 euro.
  • Multa base da 400 euro: il raddoppio e le successive maggiorazioni fino al limite consentito portano oggi il totale fino a 1.310 euro. In caso di riforma, la medesima violazione non supererebbe gli 830 euro complessivi.
Se da un lato l'intervento solleva perplessità sul rischio di favorire chi rinvia deliberatamente i versamenti, dall'altro viene interpretato come una forma di garanzia verso i cittadini che incorrono in ritardi involontari o mancate consegne dei verbali, evitando che sanzioni di modesta entità degenerino in posizioni debitorie sproporzionate.
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