"Un azzardo da 3,3 chilometri": la frase di Renzo Piano che fa tremare il progetto del Ponte

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22 settembre 2026, 10.23
salvini ponte
Mentre la politica nazionale proietta già le proprie strategie verso la campagna elettorale per le amministrative e le prossime scadenze del 2027, la discussione sulle grandi infrastrutture sembrava essere passata temporaneamente in secondo piano. A riaccendere i riflettori sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sono state le recenti dichiarazioni rilasciate dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano in un'intervista al Corriere della Sera, nelle quali il progetto attuale viene definito un'autentica "utopia ingegneristica" e un "azzardo".
Al centro delle perplessità espresse dal celebre progettista vi è la scelta della struttura a campata unica, prevista per superare una lunghezza di oltre 3,3 chilometri. Secondo Piano, fare affidamento su un'unica campata priva di appoggi intermedi espone l'opera a sollecitazioni ambientali estreme, a partire dai forti venti che caratterizzano lo Stretto e dalle conseguenti oscillazioni e vibrazioni della struttura. La soluzione alternativa proposta dall'architetto prevederebbe invece l'inserimento di piloni di supporto ancorati direttamente nel bacino marino, un modello costruttivo già ampiamente collaudato ed edificato in diversi contesti internazionali.
La replica tecnica che ha finora guidato le scelte dei progettisti poggia tuttavia su precise criticità geografiche e geologiche. Il fondale che separa la Calabria dalla Sicilia si trova in una zona ad altissima sismicità ed è attraversato da correnti marine di eccezionale intensità. Proprio la difficoltà e i rischi connessi all'installazione di pilastri in acque profonde e in aree tettonicamente attive avevano spinto gli ingegneri a scartare le opzioni a più campate, preferendo scavalcare interamente il braccio di mare.
Il dibattito evidenzia come ogni opzione sul tavolo comporti inevitabili compromessi tecnici e strutturali. Se da un lato l'ipotesi dei piloni in alveo impone sfide complesse sui fondali, dall'altro la campata unica da record mondiale rappresenta un'opera inedita per dimensioni, esposta a incognite realizzative che continuano a dividere la comunità scientifica e la politica.
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