Disastro Cybertruck. I dati sulle vendite sono un'ecatombe: perché l'auto del futuro di Elon Musk è un flop colossale

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24 luglio 2026, 9.45
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Un'analisi dei dati di immatricolazione negli Stati Uniti rivela il crollo verticale del pickup elettrico di Tesla. Tra difetti di assemblaggio, 11 richiami ufficiali e vendite sostenute dagli acquisti interni di SpaceX, il sogno in acciaio inossidabile rischia di trasformarsi in uno dei più grandi insuccessi dell'automotive moderno.
Doveva essere il veicolo che avrebbe ridefinito il concetto stesso di pickup e rivoluzionato il mercato dell'auto. A tre anni dal lancio, tuttavia, i dati di vendita del Tesla Cybertruck delineano un quadro commerciale drammatico. Il mezzo futuristico presentato da Elon Musk sta registrando un declino costante e inesorabile, trasformandosi in una delle parabole commerciali più problematiche dell'industria automobilistica recente.

Dalle promesse di Musk alla dura realtà dei numeri

Quando il Cybertruck fece il suo esordio, le stime di vendita diffuse da Tesla erano imponenti: il CEO Elon Musk aveva pronosticato che il veicolo avrebbe raggiunto facilmente quota 250.000 immatricolazioni all'anno nel solo mercato nordamericano.
La realtà delle registrazioni ufficiali negli Stati Uniti racconta però una storia completamente diversa, caratterizzata da un crollo costante di anno in anno:
  • 2024: A fronte delle aspettative di un quarto di milione, Tesla è riuscita a immatricolare soltanto 38.965 Cybertruck.
  • 2025: Il dato si è quasi dimezzato, fermandosi a quota 20.237 unità.
  • Primi cinque mesi del 2026: Le immatricolazioni sono precipitate a sole 7.133 vetture.
A rendere il quadro ancora più critico vi è un dettaglio rilevato dagli analisti di settore: una quota consistente di questi volumi risicati non proviene da reali clienti privati, bensì da acquisti interni effettuati dalle altre aziende della galassia di Musk—come SpaceX—che hanno assorbito centinaia di veicoli per comporre le proprie flotte aziendali.

Acciaio inossidabile, 11 richiami e problemi di sicurezza

A penalizzare la carriera commerciale del Cybertruck non è soltanto il design polarizzante, ma una lunga serie di problemi di affidabilità e complessità produttive che si trascinano fin dal debutto.
  • Difficoltà di assemblaggio: La scelta di adottare una carrozzeria esagonale in pannelli di acciaio inossidabile si è rivelata un incubo ingegneristico, estremamente difficile da stampare e combaciare con precisione sulle linee di montaggio.
  • Record di richiami: Secondo i dati della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l'ente americano per la sicurezza stradale, il Cybertruck ha già accumulato ben 11 richiami ufficiali in soli tre anni di commercializzazione.
  • Inchieste e azioni legali: Il veicolo è finito al centro di severe controversie legali, comprese cause intentate da proprietari a seguito di incidenti in cui le portiere del mezzo non si sono aperte, impedendo la fuoriuscita dagli abitacoli.
A questi fattori si aggiungono un prezzo di listino decisamente elevato, una versatilità d'uso quotidiano limitata dalle dimensioni imponenti e il progressivo affaticamento del pubblico verso la figura mediatica del suo fondatore.

Quale futuro attende il Cybertruck?

Nonostante il crollo verticale delle vendite, gli esperti escludono che Tesla decida di cancellare ufficialmente il Cybertruck dal proprio listino a breve termine. L'azienda sta infatti riposizionando il proprio core business verso lo sviluppo della guida autonoma e della robotica umanoide, lasciando che il progetto del pickup prosegua la sua traiettoria senza troppi proclami.
Un eventuale restyling di metà carriera appare peraltro difficile da implementare con successo, data la natura strutturale del veicolo.
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