Un'analisi dei dati di immatricolazione negli Stati Uniti
rivela il crollo verticale del pickup elettrico di Tesla. Tra difetti di
assemblaggio, 11 richiami ufficiali e vendite sostenute dagli acquisti interni
di SpaceX, il sogno in acciaio inossidabile rischia di trasformarsi in uno dei
più grandi insuccessi dell'automotive moderno. Doveva essere il veicolo che avrebbe ridefinito il concetto
stesso di pickup e rivoluzionato il mercato dell'auto. A tre anni dal lancio,
tuttavia, i dati di vendita del Tesla Cybertruck delineano un quadro
commerciale drammatico. Il mezzo futuristico presentato da Elon Musk sta
registrando un declino costante e inesorabile, trasformandosi in una delle
parabole commerciali più problematiche dell'industria automobilistica recente.
Dalle promesse di Musk alla dura realtà dei numeri
Quando il Cybertruck fece il suo esordio, le stime di
vendita diffuse da Tesla erano imponenti: il CEO Elon Musk aveva pronosticato
che il veicolo avrebbe raggiunto facilmente quota 250.000 immatricolazioni
all'anno nel solo mercato nordamericano.
La realtà delle registrazioni ufficiali negli Stati Uniti
racconta però una storia completamente diversa, caratterizzata da un crollo
costante di anno in anno:
- 2024:
A fronte delle aspettative di un quarto di milione, Tesla è riuscita a
immatricolare soltanto 38.965 Cybertruck.
- 2025:
Il dato si è quasi dimezzato, fermandosi a quota 20.237 unità.
- Primi
cinque mesi del 2026: Le immatricolazioni sono precipitate a sole 7.133
vetture.
A rendere il quadro ancora più critico vi è un dettaglio
rilevato dagli analisti di settore: una quota consistente di questi volumi
risicati non proviene da reali clienti privati, bensì da acquisti interni
effettuati dalle altre aziende della galassia di Musk—come SpaceX—che hanno
assorbito centinaia di veicoli per comporre le proprie flotte aziendali.
Acciaio inossidabile, 11 richiami e problemi di sicurezza
A penalizzare la carriera commerciale del Cybertruck non è
soltanto il design polarizzante, ma una lunga serie di problemi di affidabilità
e complessità produttive che si trascinano fin dal debutto.
- Difficoltà
di assemblaggio: La scelta di adottare una carrozzeria esagonale in
pannelli di acciaio inossidabile si è rivelata un incubo ingegneristico,
estremamente difficile da stampare e combaciare con precisione sulle linee
di montaggio.
- Record
di richiami: Secondo i dati della National Highway Traffic Safety
Administration (NHTSA), l'ente americano per la sicurezza stradale, il
Cybertruck ha già accumulato ben 11 richiami ufficiali in soli tre
anni di commercializzazione.
- Inchieste
e azioni legali: Il veicolo è finito al centro di severe controversie
legali, comprese cause intentate da proprietari a seguito di incidenti in
cui le portiere del mezzo non si sono aperte, impedendo la fuoriuscita
dagli abitacoli.
A questi fattori si aggiungono un prezzo di listino
decisamente elevato, una versatilità d'uso quotidiano limitata dalle dimensioni
imponenti e il progressivo affaticamento del pubblico verso la figura mediatica
del suo fondatore.
Quale futuro attende il Cybertruck?
Nonostante il crollo verticale delle vendite, gli esperti
escludono che Tesla decida di cancellare ufficialmente il Cybertruck dal
proprio listino a breve termine. L'azienda sta infatti riposizionando il
proprio core business verso lo sviluppo della guida autonoma e della robotica
umanoide, lasciando che il progetto del pickup prosegua la sua traiettoria
senza troppi proclami.
Un eventuale restyling di metà carriera appare peraltro
difficile da implementare con successo, data la natura strutturale del veicolo.