Avvistati i prototipi derivati dal concept presentato al
Concorso d'Eleganza. Con l'evoluzione del "Big Boxer" portato a due
litri, una ciclistica premium e un design spiccatamente aggressivo, la casa
bavarese si prepara a ridefinire il segmento Heritage.
Il passaggio da affascinante esercizio di stile a solida
realtà industriale sembra ormai compiuto. La
BMW R20, inizialmente svelata come
concept al prestigioso Concorso d'Eleganza di Villa d'Este, si prepara a fare
il suo ingresso sul mercato. Recenti avvistamenti di una vera e propria flotta
composta da sei prototipi impegnati in collaudi su strada confermano che la
casa bavarese è nelle fasi finali di sviluppo per portare questa imponente
roadster nelle concessionarie.
L'evoluzione del "Big Boxer"
Il cuore pulsante del progetto è una profonda evoluzione del
propulsore bicilindrico contrapposto già impiegato sulla R18. Per la R20, gli
ingegneri BMW hanno innalzato la cubatura fino all'impressionante soglia dei
2.000 cc, mantenendo però fede alla tradizione tecnica del marchio attraverso
il classico sistema di raffreddamento ad aria e olio.
Rispetto alla natura puramente cruiser e rilassata della
R18, la R20 abbraccia una filosofia dinamica e aggressiva, progettata per
offrire un'esperienza di guida decisamente più reattiva.
Ciclistica rivista e design minimalista
Per supportare l'incremento di prestazioni e il cambio di
vocazione, l'architettura della moto è stata stravolta:
- Telaio:
La struttura a doppia culla in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno è stata
riprogettata, accorciando l'interasse e modificando le geometrie per
favorire la maneggevolezza nel misto.
- Trasmissione:
Il Paralever in acciaio e l'albero di trasmissione rimangono a vista, ma
quest'ultimo è stato accorciato per assecondare le nuove e più compatte
proporzioni della vettura.
- Estetica:
Le linee mettono in risalto la possanza meccanica. Un voluminoso serbatoio
in alluminio spazzolato si raccorda a una coda minimalista e corta, che
lascia la sella visivamente sospesa sopra la ruota posteriore.
Componentistica di vertice senza compromessi
Per gestire l'enorme coppia erogata dal motore da due litri,
BMW ha attinto a una componentistica di altissimo livello. Il comparto
sospensioni vanta elementi Öhlins completamente regolabili,
caratterizzati da una forcella a steli rovesciati della serie Blackline
all’anteriore e da un monoammortizzatore posteriore che lavora direttamente sul
forcellone.
Imponente anche l'impianto frenante, affidato a pinze ISR
ad attacco radiale: all'avantreno troviamo unità a sei pistoncini, mentre al
retrotreno operano pinze a quattro pistoncini. Il sistema di scarico, con doppi
terminali cromati essenziali, è stato studiato per valorizzare la voce profonda
e ritmata dei due cilindri senza appesantire il profilo laterale della moto.
Verso la produzione di serie
I muletti sorpresi su strada evidenziano una stretta fedeltà
al concept lariano, conservando dettagli distintivi come il moderno faro
anteriore a LED con luce diurna circolare e la strumentazione digitale
minimalista integrata. Pur in assenza di comunicazioni ufficiali sui dati
tecnici definitivi relativi a potenza e coppia massima, la fase avanzata dei
test stradali suggerisce che il debutto ufficiale della maestosa roadster
bavarese sia ormai imminente.