In Italia, l’auto continua a rappresentare uno dei
mezzi più utilizzati e apprezzati per gli spostamenti quotidiani. Che si tratti
di andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, gestire commissioni o
programmare un viaggio, la macchina resta spesso la scelta preferita per la
libertà di movimento che garantisce e per la possibilità di organizzare tempi e
percorsi in modo autonomo.
Questa praticità, però, si accompagna inevitabilmente a un
aspetto fondamentale: guidare significa assumersi una responsabilità,
verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada. Anche con la massima
attenzione, infatti, possono verificarsi imprevisti, incidenti o situazioni che
comportano danni a persone o cose, con conseguenze anche rilevanti sul piano
economico e legale.
Per questo motivo, per chiunque possieda un’auto è
indispensabile stipulare una polizza assicurativa, non solo come
adempimento necessario, ma come strumento di tutela e protezione nella vita di
tutti i giorni. Proprio perché si tratta di una scelta importante, è essenziale
conoscere in modo chiaro e completo ogni aspetto dell’assicurazione auto
prima di procedere alla stipula: dalle coperture previste alle condizioni
contrattuali, fino agli elementi che incidono sul costo e sulle garanzie
realmente utili in base alle proprie esigenze.
RC Auto: obbligo, coperture e limiti
L’RC Auto (Responsabilità Civile Auto) è l’assicurazione obbligatoria
per i veicoli a motore. Il riferimento normativo è l’art. 193 del Codice
della Strada, che stabilisce il divieto di circolare senza copertura
assicurativa e prevede specifiche sanzioni per chi non è in regola.
Oltre a quanto previsto dal Codice della Strada, la
disciplina è stata aggiornata anche a livello europeo con la Direttiva UE
2021/2118, che ha ampliato l’ambito dell’obbligo: in determinate
condizioni, l’assicurazione può essere richiesta anche se il veicolo è fermo,
ad esempio quando si trova in un’area privata ma è comunque idoneo a circolare
e, di conseguenza, potrebbe causare danni.
Dal punto di vista delle tutele, l’RC Auto serve a garantire
il risarcimento dei danni provocati a terzi in caso di sinistro. In
concreto, la copertura interviene quando vengono causate conseguenze a persone
o a beni altrui, evitando che i costi ricadano interamente su
proprietario o conducente.
È utile chiarire, però, che l’RC Auto non copre qualsiasi
situazione in modo automatico: alcune circostanze possono rientrare tra limiti
ed esclusioni previsti dal contratto. Per questo, prima della stipula, è
sempre consigliabile leggere con attenzione le condizioni della polizza, così
da avere un quadro chiaro di ciò che è compreso e di ciò che, invece, resta
fuori dalla copertura.
Come si calcola il costo dell’assicurazione auto
Il costo dell’assicurazione auto, indicato anche come premio, non è
uguale per tutti: viene determinato in base a una serie di elementi che servono
alla compagnia per stimare il livello di rischio e definire l’importo finale
della polizza. Per questo motivo, a parità di veicolo, due persone possono
ricevere preventivi anche molto diversi.
Uno dei fattori più rilevanti riguarda le caratteristiche
del conducente. Età, esperienza di guida e storico assicurativo incidono
sulla valutazione complessiva, perché contribuiscono a delineare un profilo più
o meno esposto alla probabilità di sinistri. Anche la classe di merito,
collegata al sistema Bonus Malus, può influire in modo significativo sul
prezzo.
Un altro aspetto determinante è legato al veicolo:
modello, alimentazione, cilindrata e potenza possono incidere sul premio, così
come l’uso che se ne fa. Un’auto impiegata quotidianamente per lunghi tragitti,
ad esempio, viene generalmente associata a un’esposizione al rischio più alta
rispetto a un mezzo utilizzato solo occasionalmente.
Rientrano tra i parametri considerati anche la zona di
residenza e, in alcuni casi, l’area in cui il veicolo circola più spesso.
Si tratta di variabili che possono influenzare le statistiche legate alla
frequenza dei sinistri e, di conseguenza, il costo della copertura.
Infine, a incidere sull’importo è anche il livello di
protezione scelto. Una polizza essenziale, limitata alla sola RC Auto, può
avere un costo diverso rispetto a una soluzione più articolata che include
anche le garanzie accessorie, cioè coperture aggiuntive che ampliano la
tutela rispetto a quella obbligatoria. In altre parole, mentre la RC Auto
riguarda i danni causati a terzi, le garanzie accessorie permettono di
proteggersi anche da eventi e spese che possono coinvolgere direttamente il
veicolo o il conducente, in base alle esigenze di chi guida.
Per questo, quando si valuta un preventivo, è utile
considerare non solo la cifra finale, ma anche cosa include davvero la
copertura.
Classe di merito e Bonus Malus
La classe di merito è un indicatore che colloca l’assicurato all’interno
di un sistema di valutazione legato alla sinistrosità e, di conseguenza, incide
sul costo della polizza. In altre parole, contribuisce a determinare quanto si
paga per la RC Auto, perché riflette l’andamento assicurativo nel tempo.
Il meccanismo che regola questo aspetto è il Bonus Malus.
In modo semplice, funziona così: se durante l’anno assicurativo non si
verificano incidenti con responsabilità, la classe tende a migliorare; al
contrario, in caso di sinistro, può peggiorare e comportare un aumento del
premio al rinnovo. È un sistema pensato per premiare chi mantiene una guida
regolare e prudente, applicando condizioni diverse a chi presenta un profilo di
rischio più elevato.
Per verificare la propria situazione esiste l’attestato
di rischio, un documento che riassume lo storico assicurativo recente,
indicando la classe di merito e gli eventuali sinistri registrati. È
particolarmente utile anche quando si valuta un cambio di compagnia, perché
consente di mantenere la continuità della propria posizione assicurativa.
Un ulteriore tema collegato è quello della RC Familiare,
che consente di ottenere una classe di merito più favorevole utilizzando
quella di un familiare convivente, quindi appartenente allo stesso nucleo
familiare. In genere, per poterne beneficiare, è necessario che, oltre a una
reale convivenza anagrafica, il profilo assicurativo sia compatibile con le
condizioni previste, ad esempio l’assenza di sinistri con responsabilità
negli ultimi anni.
Massimali, franchigia e scoperto: cosa significano davvero
Quando si valuta un’assicurazione auto, non basta considerare solo il costo
della polizza: è fondamentale capire alcuni elementi che incidono in modo
diretto sulla protezione reale e sull’eventuale spesa da sostenere in caso di
sinistro. Tra questi, i più importanti sono massimali, franchigia
e scoperto, termini che spesso vengono confusi ma che hanno significati
diversi.
Il massimale è l’importo massimo che la compagnia si
impegna a risarcire in caso di incidente coperto dalla polizza. In pratica,
rappresenta il limite economico entro cui l’assicurazione interviene. Se il
danno supera quella soglia, la parte eccedente può restare a carico
dell’assicurato. Proprio per questo, il massimale è un parametro centrale nella
scelta della RC Auto, perché determina il livello di tutela nei confronti di
danni potenzialmente molto elevati, soprattutto quando sono coinvolte persone.
La franchigia è invece una quota fissa che, in
determinate circostanze, resta a carico dell’assicurato. Significa che, anche
se l’assicurazione interviene, una parte del costo viene comunque pagata
direttamente da chi ha stipulato la polizza. La franchigia può essere applicata
in modo diverso a seconda delle condizioni contrattuali, ma il concetto resta
lo stesso: è un importo prestabilito che non viene rimborsato.
Lo scoperto, infine, funziona in modo simile ma non è
un importo fisso: è una percentuale del danno che rimane a carico
dell’assicurato. In questo caso, più alto è il costo del danno, più alta sarà
anche la quota che non viene coperta dalla compagnia. Per questo, scoperto e
franchigia possono incidere in modo significativo sull’effettiva convenienza
della polizza, soprattutto quando si verifica un evento che comporta una spesa
rilevante.
Comprendere la differenza tra questi elementi è essenziale
per scegliere in modo consapevole: una polizza può sembrare vantaggiosa dal
punto di vista economico, ma risultare meno conveniente quando, in caso di
sinistro, prevede limiti o quote a carico dell’assicurato più elevate.
Assicurazione auto online: come funziona e perché può essere conveniente
Negli ultimi anni, le polizze auto online si sono affermate come una
soluzione sempre più diffusa, grazie a un processo di acquisto semplificato e
alla possibilità di gestire molti aspetti della copertura in modo digitale. Si
tratta, infatti, di assicurazioni che possono essere preventivate, sottoscritte
e amministrate direttamente online, in tempi più rapidi rispetto a quelli dei
canali tradizionali.
Affidandosi a una compagnia di riferimento del settore come
Verti, per esempio, è possibile ottenere un
preventivo per l’assicurazione
auto in 15 secondi: è sufficiente inserire, nell’apposito form
online, il numero di targa del veicolo e la data di nascita del proprietario.
Uno dei vantaggi più apprezzati delle assicurazioni online è
anche quello della comodità di gestione, perché molte operazioni possono
essere svolte in modo smart, direttamente dalla propria area personale: dalla
consultazione dei documenti fino alla verifica delle scadenze o delle coperture
attive.
Con Verti, inoltre, in caso di sinistro è possibile aprire
la pratica direttamente online, caricando il modulo CAI, la documentazione
necessaria e le eventuali fotografie dalla propria area personale.
Garanzie accessorie: quali scegliere e perché
Accanto alla RC Auto, che copre i danni causati a terzi ed è obbligatoria,
molte polizze permettono di aggiungere le garanzie accessorie, cioè
coperture facoltative pensate per estendere la tutela in base alle proprie
esigenze e all’utilizzo dell’auto. Queste garanzie possono proteggere il
veicolo in caso di eventi imprevisti oppure offrire un supporto più ampio nella
gestione delle conseguenze pratiche e legali di un sinistro.
Tra le coperture più richieste rientra Furto e incendio,
che tutela dai danni subiti in caso di furto o incendio dell’auto, includendo
anche gli accessori e i danni derivanti dalla circolazione del veicolo in
conseguenza a furto o rapina. La garanzia Kasko, invece, copre i danni
subiti dall’auto assicurata in circolazione in caso di collisione accidentale,
urto, uscita di strada o ribaltamento. Accanto a questa, la copertura Cristalli
è pensata per coprire i costi sostenuti per la riparazione o sostituzione dei
cristalli dell’auto, in seguito a rotture accidentali.
Un’altra garanzia utile è quella per Eventi naturali,
che copre i danni causati al veicolo, inclusi gli optional di serie, in caso di
eventi naturali straordinari e imprevedibili. La copertura Atti vandalici,
invece, assicura in caso di danni causati da eventi come scioperi, atti di
terrorismo e atti volontari di danneggiamento del veicolo, ad esempio una riga
sulla carrozzeria.
Oltre a queste, alcune polizze prevedono anche la garanzia Collisione,
che copre i danni all’auto subiti durante la circolazione in seguito a
collisione accidentale con altri veicoli e relativi rimorchi identificati,
anche quando il veicolo è in sosta.
Accanto alle coperture legate al veicolo, esistono garanzie
pensate per la tutela di conducente e passeggeri. La Tutela legale (o
tutela giudiziaria) è attiva in caso di controversia giudiziale o
stragiudiziale, mentre l’Assistenza stradale offre supporto 24 ore su
24, 7 giorni su 7, con interventi illimitati durante l’anno sia in caso di
incidente sia in caso di guasto.
Infine, la garanzia Infortuni del conducente tutela
chi guida in caso di sinistro con colpa, situazione che altrimenti non sarebbe
coperta per quanto riguarda eventuali danni fisici. Alcune compagnie propongono
anche formule aggiuntive come Super protetto, che prevede che il primo
sinistro con responsabilità paritaria o principale del conducente non abbia
effetti sulla classe di merito e, inoltre, la rinuncia alla rivalsa in caso di
ebbrezza.
Tipologie di guida: quale conviene
Nella scelta dell’assicurazione auto, la tipologia di guida incide sia
sul costo sia sulle condizioni di copertura, perché definisce chi può condurre
il veicolo assicurato. Questa indicazione viene inserita in fase di stipula e
contribuisce alla valutazione del rischio da parte della compagnia.
La guida libera consente l’utilizzo dell’auto a
qualsiasi conducente in possesso dei requisiti di legge. È la formula più
flessibile, spesso adatta quando il veicolo viene utilizzato da più persone nel
corso dell’anno, anche al di fuori del nucleo familiare.
La guida esperta restringe la possibilità di guidare
a chi possiede determinati requisiti, normalmente legati soprattutto all’età e,
in alcuni casi, anche all’anzianità di patente. Le soglie non sono uniformi:
molte compagnie collocano il requisito anagrafico intorno ai 25–26 anni,
ma possono esistere variazioni in base al contratto. Questa formula viene
spesso scelta perché può incidere in modo favorevole sul premio, a fronte però
di un vincolo che deve essere rispettato con coerenza nella pratica quotidiana.
La guida esclusiva, infine, limita la conduzione del
veicolo a un solo soggetto indicato nel contratto. È una scelta indicata quando
l’auto viene utilizzata stabilmente da una sola persona e si vuole ridurre il
costo della polizza, accettando però una minore elasticità nell’uso del mezzo.
Un punto spesso trascurato riguarda le conseguenze in caso
di sinistro: se alla guida c’è una persona diversa da quella prevista dalla
formula scelta, la compagnia, pur essendo tenuta a risarcire il terzo
danneggiato, può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti
dell’assicurato, chiedendo il rimborso totale o parziale di quanto liquidato.
Per questo, prima di optare per formule più restrittive, è utile verificare che
siano davvero compatibili con l’utilizzo reale dell’auto e con le persone che
potrebbero guidarla anche solo occasionalmente.
Durata, rinnovo e sospensione della polizza
L’assicurazione auto ha una durata stabilita dal contratto,
nella maggior parte dei casi annuale, e prevede una data di scadenza
entro cui la copertura resta valida. Tenere sotto controllo questo momento è
importante perché, una volta superata la scadenza, la polizza non continua
automaticamente a produrre effetti se non viene rinnovata.
Per quanto riguarda il rinnovo, oggi la RC Auto non
prevede il tacito rinnovo: significa che il contratto non si rinnova in
automatico e che l’assicurato deve procedere con il rinnovo secondo le modalità
previste dalla compagnia, ad esempio tramite pagamento del premio o conferma
della copertura.
Un aspetto utile da conoscere è che la normativa riconosce anche un periodo
di tolleranza di 15 giorni successivi alla scadenza, durante il quale la
copertura continua a essere operativa. Questa finestra può essere utile per
gestire eventuali ritardi tecnici o organizzativi, ma non va intesa come
un’estensione della durata contrattuale: una volta superati anche questi 15
giorni, la copertura non risulta più attiva.
Accanto al rinnovo, un tema che può risultare rilevante in
alcune situazioni è la sospensione della polizza. Quando l’auto non
viene utilizzata per un periodo prolungato, alcune compagnie consentono di
interrompere temporaneamente la copertura, “congelando” il contratto e
riattivandolo in un secondo momento. La disciplina è stata resa più chiara con
l’introduzione dell’art. 122-bis del Codice delle Assicurazioni Private,
operativo dal 23 dicembre 2023, che regola questa possibilità e prevede
una durata massima generalmente pari a 10 mesi per annualità,
estendibile fino a 11 mesi per i veicoli di interesse storico.
Durante la sospensione, la copertura non è attiva e, di
conseguenza, il veicolo non può circolare. Per questo motivo, prima di
richiederla è utile verificare sempre le condizioni previste dal contratto e le
modalità operative indicate dalla compagnia, così da gestire correttamente
tempi e riattivazione.