Stellantis insieme a Xiaomi? Si parla di accordo a sorpresa, ma arriva la dura smentita

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13 marzo 2026, 10.19
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Un'indiscrezione di peso ha scosso le dinamiche del mercato automobilistico europeo nelle ultime ore, accendendo i riflettori sul futuro di marchi storici del nostro Paese. Secondo un retroscena diffuso dall'agenzia Bloomberg, Stellantis avrebbe avviato trattative segrete con i giganti dell'auto cinese per rinvigorire le proprie operazioni nel Vecchio Continente.
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, ma ha trovato un muro inespugnabile nei vertici del gruppo automobilistico, che hanno risposto con una smentita categorica.

Le indiscrezioni: Maserati, Xiaomi e fabbriche condivise

Stando alle fonti finanziarie dell'agenzia statunitense, sul tavolo ci sarebbero state discussioni in corso da mesi con pesi massimi dell'innovazione asiatica come Xiaomi e Xpeng. L'obiettivo ipotizzato era una profonda riorganizzazione del business europeo di Stellantis.
Le speculazioni si sono spinte a delineare scenari clamorosi, tra cui:
  • La potenziale cessione di quote di partecipazione all'interno di marchi storici come Maserati (un'ipotesi, peraltro, già circolata e smentita nei mesi scorsi).
  • La condivisione di spazi produttivi in Europa, che avrebbe garantito ai costruttori cinesi un punto d'appoggio strategico per aggirare i dazi e a Stellantis l'accesso a tecnologie avanzate per l'elettrico e il software.

"Pura invenzione": la risposta durissima di Stellantis

Di fronte all'esplosione mediatica del retroscena, la reazione di Stellantis non si è fatta attendere ed è stata nettissima. Il gruppo ha subito chiarito che "l'azienda non commenta le speculazioni", ribadendo che, nella sua normale attività quotidiana, intrattiene regolarmente discussioni con vari operatori globali al solo scopo di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità.
Ma è sul tema del presunto riassetto aziendale che i toni si sono fatti più accesi. Bloomberg aveva ipotizzato che queste trattative potessero preludere a una separazione tra la divisione statunitense e quella europea, viste le restrizioni americane sulla tecnologia cinese e gli ingenti investimenti (circa 13 miliardi di dollari) avviati oltreoceano.
La replica del gruppo su questo punto non ha lasciato spazio a interpretazioni:
"Il gruppo afferma con la massima categoricità che non c'è verità nell’insinuazione che stia considerando un piano per scindere l’azienda. Qualsiasi affermazione contraria è pura invenzione".
A rafforzare questa posizione ci sono anche le recenti dichiarazioni di Antonio Filosa, CEO di Jeep, che aveva già escluso cambiamenti all'attuale configurazione. La forza di Stellantis, infatti, risiede proprio nella sua dimensione e presenza globale, essenziale per adattarsi ai diversi mercati.
Allo stato attuale, dunque, le trattative per un ingresso cinese nell'entità europea di Stellantis appaiono prive di fondamento. Un'operazione del genere avrebbe certamente logiche industriali affascinanti in tempi di crisi, ma, come ribadito dall'azienda stessa, si tratta di speculazioni destinate a rimanere tali.
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