Un'indiscrezione di peso ha scosso le dinamiche del mercato
automobilistico europeo nelle ultime ore, accendendo i riflettori sul futuro di
marchi storici del nostro Paese. Secondo un retroscena diffuso dall'agenzia Bloomberg,
Stellantis avrebbe avviato trattative segrete con i giganti dell'auto cinese
per rinvigorire le proprie operazioni nel Vecchio Continente.
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, ma ha
trovato un muro inespugnabile nei vertici del gruppo automobilistico, che hanno
risposto con una smentita categorica.
Le indiscrezioni: Maserati, Xiaomi e fabbriche condivise
Stando alle fonti finanziarie dell'agenzia statunitense, sul
tavolo ci sarebbero state discussioni in corso da mesi con pesi massimi
dell'innovazione asiatica come Xiaomi e Xpeng. L'obiettivo
ipotizzato era una profonda riorganizzazione del business europeo di
Stellantis.
Le speculazioni si sono spinte a delineare scenari
clamorosi, tra cui:
- La
potenziale cessione di quote di partecipazione all'interno di
marchi storici come Maserati (un'ipotesi, peraltro, già circolata e
smentita nei mesi scorsi).
- La condivisione
di spazi produttivi in Europa, che avrebbe garantito ai costruttori
cinesi un punto d'appoggio strategico per aggirare i dazi e a Stellantis
l'accesso a tecnologie avanzate per l'elettrico e il software.
"Pura invenzione": la risposta durissima di Stellantis
Di fronte all'esplosione mediatica del retroscena, la
reazione di
Stellantis non si è fatta attendere ed è stata nettissima. Il
gruppo ha subito chiarito che "l'azienda non commenta le
speculazioni", ribadendo che, nella sua normale attività quotidiana,
intrattiene regolarmente discussioni con vari operatori globali al solo scopo
di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità.
Ma è sul tema del presunto riassetto aziendale che i toni si
sono fatti più accesi. Bloomberg aveva ipotizzato che queste trattative
potessero preludere a una separazione tra la divisione statunitense e quella
europea, viste le restrizioni americane sulla tecnologia cinese e gli
ingenti investimenti (circa 13 miliardi di dollari) avviati oltreoceano.
La replica del gruppo su questo punto non ha lasciato spazio
a interpretazioni:
"Il gruppo afferma con la massima categoricità che non
c'è verità nell’insinuazione che stia considerando un piano per scindere
l’azienda. Qualsiasi affermazione contraria è pura invenzione".
A rafforzare questa posizione ci sono anche le recenti
dichiarazioni di Antonio Filosa, CEO di Jeep, che aveva già escluso cambiamenti
all'attuale configurazione. La forza di Stellantis, infatti, risiede proprio
nella sua dimensione e presenza globale, essenziale per adattarsi ai diversi
mercati.
Allo stato attuale, dunque, le trattative per un ingresso
cinese nell'entità europea di Stellantis appaiono prive di fondamento.
Un'operazione del genere avrebbe certamente logiche industriali affascinanti in
tempi di crisi, ma, come ribadito dall'azienda stessa, si tratta di
speculazioni destinate a rimanere tali.