Il panorama automobilistico globale potrebbe essere alla
vigilia di un nuovo, epocale stravolgimento.
BYD, il gigante cinese leader
nella produzione di veicoli elettrificati, non si accontenta più di esportare i
propri modelli o di costruire nuove fabbriche oltreoceano: l'azienda sta
valutando l'acquisizione di un costruttore "legacy", ovvero uno dei
marchi storici che hanno forgiato l'industria delle quattro ruote in Occidente.
A lanciare questa clamorosa prospettiva non è una fonte
anonima, ma Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD e figura chiave dietro
le strategie di espansione internazionale del gruppo di Shenzhen.
Le mire espansionistiche: dal Canada ai colossi tradizionali
Nel corso di una recente intervista rilasciata all'agenzia Bloomberg,
la manager ha tracciato i confini delle prossime mosse dell'azienda. Se da un
lato ha confermato il forte interesse per l'ingresso nel mercato canadese —
mossa strategica per sfruttare le recenti aperture commerciali di Ottawa —,
dall'altro ha delineato un'ipotesi che cambierebbe gli equilibri del settore.
Li ha infatti rivelato che BYD sta valutando potenziali
attività da rilevare all'interno delle case automobilistiche tradizionali. Pur
precisando che, al momento, non c'è alcuna operazione straordinaria imminente
sul tavolo, la vicepresidente ha ribadito un concetto inequivocabile: BYD è
"aperta a ogni opportunità e valuterà quali garantiscano i maggiori
vantaggi".
Nessun nome specifico è stato fatto sulle potenziali
acquisizioni, ma la sola conferma che un colosso con la potenza di fuoco
finanziaria di BYD stia sondando il terreno è sufficiente per attirare
l'attenzione dei consigli di amministrazione di tutto il mondo.
Il cambio di passo: dal "modello organico" al "modello
Geely"
Fino a questo momento, la strategia di
internazionalizzazione di BYD si era basata su un approccio prettamente
organico, focalizzato su due pilastri:
- Esportazioni
dirette: L'introduzione massiccia di modelli proprietari su nuovi
mercati.
- Creazione
di un hub produttivo globale: L'apertura di stabilimenti di proprietà
in Europa (come l'impianto in costruzione in Ungheria), nel Sud-est
asiatico e in America Latina.
Acquisire un marchio storico rappresenterebbe una svolta
netta, garantendo a BYD non solo nuove tecnologie, ma soprattutto un accesso
immediato a un'identità di marca consolidata e alla fiducia dei consumatori
locali.
Non si tratterebbe, peraltro, di una dinamica inedita per
l'industria asiatica. Il precedente più illustre e di maggior successo porta la
firma della connazionale Geely, che ha fatto scuola nel settore:
- Nel
2009, Geely compì un'operazione storica rilevando Volvo da Ford e
rilanciandola con successo sui mercati globali.
- Negli
anni successivi, l'azienda di Hangzhou ha proseguito la sua campagna di
acquisizioni, inserendo nel proprio portafoglio brand storici come Lotus,
creando una joint venture per Smart e assicurandosi quote rilevanti
nel capitale di Mercedes-Benz.