La
Audi S5 si rinnova, una rinfrescata e qualche
affinamento a non troppi anni dal lancio. Per capire di che pasta è fatta
l'erede della stirpe S4 (ora diventata S5 per la nuova nomenclatura Audi che
riserva i numeri dispari alle termiche), l'ho portata su un percorso completo:
dal traffico di Milano fino ai tratti extraurbani più veloci, per poi
scatenarla senza filtri tra i tortuosi tornanti della Val Trebbia e altre
strade strette, guidate e ricche di saliscendi. Ecco com’è andata.
Cosa c’è di nuovo?
La base di partenza è la nuova piattaforma PPC (Premium
Platform Combustion), che regala alla S5 una rigidità torsionale notevole.
Esteticamente le proporzioni sono muscolose: il frontale è dominato dal single
frame a nido d'ape di derivazione Audi Sport, mentre i passaruota sfoggiano
marcati "blister" che omaggiano la leggendaria Ur-quattro.
Ma la vera novità a bordo della S5 2026 è un ritorno al
passato che accogliamo con un applauso: i comandi sulle razze del volante tornano
ad avere un azionamento fisico e non più touch. Un dettaglio fondamentale
per l'intuitività, specialmente quando si guida in modo impegnato. Arrivano
anche i fari posteriori OLED di seconda generazione, che non sono solo belli da
vedere, ma comunicano attivamente con l'ambiente esterno (Car-to-X) per
avvisare gli altri guidatori di eventuali pericoli.
L'abitacolo è dominato dall'Audi Digital Stage. La plancia
avvolge il guidatore con il virtual cockpit da 11,9 pollici e lo spettacolare
display curvo OLED da 14,5 pollici. Sulla versione sport attitude c'è
persino uno schermo da 10,9 pollici dedicato al passeggero.
L'aggiornamento 2026 porta un'interfaccia MMI rivista
(derivata dalla nuova Q3), con sfondi più chiari e icone più grandi che rendono
il tutto molto meno dispersivo rispetto ad alcuni sistemi fin troppo
minimalisti della concorrenza. L'integrazione di ChatGPT nell'assistente
vocale funziona a dovere: puoi chiedere destinazioni in modo discorsivo
("portami in un ristorante con vista") e l'intelligenza artificiale
comprende le sfumature. Sul fronte ADAS, l'assistenza alla guida si arricchisce
in autostrada con il cambio di corsia automatico, mentre il nuovo assistente al
parcheggio basato sul machine learning impara a memoria manovre
complesse e gestisce in autonomia le retromarce nei vicoli ciechi per 50 metri.
Quali sono le specifiche tecniche
Sotto il cofano batte il cuore pulsante della vettura: il
raffinato V6 3.0 TFSI da 367 CV e 550 Nm di coppia, disponibili a partire da
1.700 giri, con una spinta corposa ai bassi regimi degna di un Diesel. La
novità tecnica di questo model year è però il sistema mild-hybrid plus a 48
Volt.
Non si tratta di un semplice alternatore reversibile, ma di
un vero Powertrain Generator (PTG) integrato, capace di erogare 24 CV e 230 Nm
extra. Questo sistema non solo supporta il termico, ma permette all'auto di
muoversi in puro elettrico nelle manovre e a bassissime velocità. Il tutto è
abbinato al cambio S tronic a 7 rapporti e alla trazione integrale quattro
ultra predittiva. I numeri parlano chiaro: da 0 a 100 km/h in 4,5
secondi e una velocità massima di 250 km/h autolimitata, a fronte di
consumi ottimizzati (grazie anche a una rigenerazione in frenata fino a 25 kW).
Com’è alla guida? Sa far divertireù
È qui che la S5 2026 mi ha davvero sorpreso, mostrando
nature ben distinte a seconda del contesto. Uscendo dal traffico di Milano e
nei primi tratti extraurbani, ho apprezzato il comfort assoluto. Il sistema
MHEV plus si fa sentire—o meglio, non si fa sentire: nel traffico l'auto è in
grado di veleggiare silenziosa, spegnendo il V6 con disinvoltura, e la
transizione tra elettrico e termico, anche per la frenata è quasi impercettibile.
Le cose si sono fatte interessanti puntando verso il Passo
del Penice e infilandomi in percorsi molto più tortuosi e stretti. Qui
l'asfalto non è sempre un biliardo, ma grazie agli ammortizzatori adattivi (che
abbassano l'auto di 20 mm) la vettura copia benissimo gli avallamenti,
mantenendo un assetto sempre composto, tipico di Audi, ma con un’indole più
aggressiva di quanto mi aspettassi. È proprio in questo misto stretto che ho
inserito la nuova modalità dynamic plus, introdotta con questo
aggiornamento.
Lavorando in sinergia con il differenziale sportivo
posteriore (di serie) e impostando l'ESC su Sport, la modalità dynamic plus
sposta prepotentemente la ripartizione della coppia sul retrotreno. In
inserimento l'auto è tagliente, diminuisce il rischio di sottosterzo e in
uscita ti permette di chiudere la traiettoria con grande agilità. L'unico
momento in cui le dimensioni e la stazza della S5 ti riportano un po' coi piedi
per terra è nelle staccate decise prima dei tornanti più angusti, ancor peggio
se in discesa: lì il peso della vettura si fa sentire in frenata,
ricordandoti che sei al volante di una granturismo muscolosa e non di un peso
piuma (parliamo di poco meno di 2.000 kg a secco).
Bene anche sterzo e cambio, che accompagnano i puntuali le
scelte del guidatore, che sia quella di tirare il collo all’auto nel misto
stretto o passeggiare gentilmente nelle campagne pavesi.
Il tutto è impreziosito dal sound del V6 TFSI: in modalità dynamic
plus la voce del propulsore si fa più profonda e metallica, rivelandosi un
accompagnamento piacevole e abbastanza sportivo che esalta una buona esperienza
di guida. Per una volta, con i tempi che corrono, posso ritenermi soddisfatto
della qualità del sound.
Il prezzo
Per mettersi in garage questa V6 ibrida, capace di macinare
chilometri nel comfort e di pennellare con precisione le curve dei passi di
montagna, la gamma si divide nella berlina classica e nella, senza dubbio più
amata dagli italiani, Avant. Si parte da 86.450 euro per la S5 berlina,
mentre se avete bisogno della classica e intramontabile praticità della wagon,
la S5 Avant parte da 88.850 euro. Un listino importante (cresciuto
rispetto al lancio), che si allinea anche nelle prestazioni alla sua più
acerrima rivale, la BMW m340i, presente anche in versione Touring. Come sempre
una sfida all’ultimo sangue.