Svelati gli interni della Ferrari Luce, la prima
elettrica di Maranello disegnata da Sir Jony Ive. Tra alluminio anodizzato,
vetro Gorilla Glass e un font che profuma di Cupertino, il sogno mai realizzato
di Steve Jobs sembra rivivere sotto il segno del Cavallino. Per oltre un decennio il mondo della tecnologia e
dell'automobile ha inseguito un fantasma: il "Project Titan", la
mitologica auto a marchio Apple che non ha mai visto la luce. Ironia della
sorte, o forse destino, quella vettura è finalmente arrivata. Non ha la mela
morsicata sul cofano, ma il Cavallino Rampante.
Si chiama Ferrari Luce e, sebbene sia al 100% una
creatura di Maranello per DNA e prestazioni, la sua anima estetica parla la
lingua della Silicon Valley. A San Francisco, capitale mondiale del tech,
Ferrari ha svelato gli interni e il concetto della sua prima vettura completamente
elettrica. E a firmarli c'è proprio lui: Sir Jony Ive, l'uomo che ha
disegnato l'iPhone, l'iPod e il Mac, insieme al suo collettivo LoveFrom
e a Marc Newson.
Un abitacolo che ricorda un prodotto di Cupertino
Guardando le prime immagini degli interni, la sensazione di déjà-vu
per chi ama il design Apple è fortissima. Non ci sono orpelli, non c'è rumore
visivo. C'è quella pulizia maniacale che ha reso celebre l'elettronica di
consumo californiana, applicata per la prima volta con tale rigore su una
hypercar.
I materiali urlano "premium tech". I designer
hanno scelto l'alluminio riciclato al 100%, fresato dal pieno e
anodizzato per creare una superficie dalla micro-texture perfetta al tatto. E
poi c'è il vetro: non un vetro qualunque, ma il Corning Gorilla Glass ,
lo stesso materiale che protegge gli smartphone di mezzo mondo, qui utilizzato
per il tunnel centrale, il pannello di controllo e persino per il selettore del
cambio, lavorato con laser che praticano fori larghi la metà di un capello
umano.
Il ritorno del tasto fisico (e quel font familiare)
In un mondo auto dominato da schermi giganti e touch-screen
che distraggono, Jony Ive ha fatto una scelta in controtendenza, tipica della
sua filosofia post-Apple: il ritorno alla tattilità. Ferrari sottolinea come
l'interazione privilegi pulsanti meccanici, levette e interruttori ,
progettati per restituire un feedback fisico soddisfacente, rifiutando l'idea
che un'auto elettrica debba sembrare un tablet con le ruote.
A colpire l'occhio attento è anche la grafica. Ferrari parla
di un "carattere sobrio e personalizzato" ispirato ai font dei primi
anni della Casa e al lettering ingegneristico italiano. Tuttavia, la purezza
del tratto, la leggibilità e l'organizzazione dello spazio sui display OLED
ricordano incredibilmente la chiarezza del font San Francisco di Apple. È
un'interfaccia che, come un Apple Watch, comunica solo l'essenziale, riducendo
il carico cognitivo per il pilota.
Dettagli che fanno la differenza: dalla chiave E-Ink al volante Nardi
La cura del dettaglio è ossessiva. La chiave di accensione è
un oggetto di design in vetro Corning Gorilla che integra, per la prima volta
nell'automotive, un display E-Ink (inchiostro elettronico). Una
tecnologia che consuma energia solo quando cambia stato, passando dal giallo al
nero quando inserita nel tunnel centrale, dando vita a una coreografia luminosa
che "accende" la vettura.
Il volante a tre razze è un omaggio alla storia,
reinterpretando i celebri volanti Nardi degli anni '50, ma è realizzato in
alluminio nudo, senza rivestimenti in pelle, per esaltare la freddezza e la
sincerità del metallo. Davanti al pilota, niente cruscotto tradizionale: il
"Binnacle" è un modulo con due display OLED sovrapposti che creano un
effetto di profondità 3D reale, non simulato.
Luce: l'elettrico come mezzo, non come fine
"Luce" non è solo un nome che inaugura un nuovo
segmento per il brand, ma una filosofia. Come spiega la Casa di Maranello, qui
l'elettrificazione è "un mezzo, non un fine".
Mentre attendiamo di vedere gli esterni, che saranno svelati
in Italia a maggio 2026, una cosa è certa: la Ferrari Luce è la sintesi
perfetta tra la passione meccanica italiana e il minimalismo funzionale della
Silicon Valley. Forse la Apple Car non è mai esistita, ma la Ferrari di Jony
Ive è qui, ed è pronta a illuminare la strada.