Ci sono serate che non fanno rumore, e lo fanno apposta.
Quella per l'apertura del primo concessionario Denza del Nord-Ovest Italia, in Corso
Giuseppe Garibaldi 187 a Venaria Reale, aveva esattamente questo carattere:
una sala con giornalisti, televisioni e invitati selezionati, nessuna apertura
al pubblico, nessuna pomposità. Un format da talk, con il top management di
BYD presente e come intervistatore speciale Christian Benna del
Corriere della Sera di Torino, e quella sobrietà che a Torino non è mai
austerità, è stile. La città che ha costruito l'industria automobilistica
italiana non ha bisogno di palcoscenici esagerati per accorgersi di qualcosa di
nuovo. Le basta capire se vale la pena.
ForZa, il partner scelto da Denza per questa sede,
esiste dal 1993 e conosce bene questo territorio e questo pubblico. La
scelta non è casuale: a Torino manca ancora la rete Flash Charging di
BYD, e aprire qui significa comunque credere nella città, scommettere su un
mercato che sa riconoscere la qualità quando la vede.
Un brand per chi ama la tecnologia, non il badge
La prima cosa da capire su Denza è che non compete con
Ferrari o Lamborghini. Non è questo il terreno su cui si gioca. Il target è
diverso: sono gli appassionati di tecnologia, le persone che vogliono un'auto
lussuosa e confortevole, che cercano qualcosa di raffinato senza sentire il
bisogno di ostentare un cavallino o un toro sullo stemma.
Denza, per chi non lo sapesse, è il brand premium di BYD,
pensato per competere direttamente con i grandi marchi premium europei sul loro
stesso terreno: qualità percepita, attenzione al dettaglio, esperienza a bordo.
Ma ciò che mi ha convinto davvero, quella sera, non era lo slogan. Era la
concretezza. Denza aveva annunciato di voler "entrare in tutti i
segmenti" e quella frase, che in bocca a molti marchi sarebbe rimasta uno
slogan da comunicato stampa, quella sera aveva due risposte fisiche in sala:
una supercar da 1.604 CV e un fuoristrada ibrido da competizione. Non
un'auto sola, ma due visioni completamente opposte di cosa può essere
un'automobile, entrambe costruite con un'attenzione al dettaglio che siamo
abituati ad associare ad Audi, BMW, Mercedes. Non a marchi che fino a
pochi anni fa non conoscevamo.
La Denza Z: 1.604 CV e tre anime
Il pezzo forte della serata era lei: la Denza Z,
presentata in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed di
quest'anno. Non è un'auto, è una dichiarazione d'intenti. 1.604 CV sviluppati
da tre motori elettrici, costruita sulla piattaforma e3 di BYD, con un
design firmato da Wolfgang Egger, l'uomo che ha disegnato alcune delle
Alfa Romeo più belle degli ultimi vent'anni.
La Denza Z viene declinata in tre versioni: coupé,
spider e racing. Tre interpretazioni dello stesso concetto estremo, ma con un
filo comune che mi ha colpito: il comfort non viene sacrificato. Anche
nelle versioni più spinte, l'interno è studiato per far sentire il guidatore in
uno spazio pensato su misura per lui. Non un abitacolo da gara che concede il
minimo indispensabile, ma un ambiente dove la sportività convive con il
benessere. Lo 0-100 km/h in 1,96 secondi è un numero da ipermotorizzata,
ma la vocazione della Z va oltre il cronometro.
La carrozzeria è in fibra di carbonio, il passo lungo
garantisce un abitacolo a quattro posti vero, e il bagagliaio oscilla tra 250
e 550 litri a seconda della configurazione. Numeri che raccontano un'auto
che vuole anche essere usata, non solo ammirata.
La Denza Bao 5: il fuoristrada che guarda al Defender
Accanto alla Z era presente anche la Denza Bao 5, e
il contrasto è interessante. Se la Z è l'affermazione sportiva del marchio, la
Bao 5 è la risposta a chi cerca un fuoristrada capace davvero. 544 CV
con la motorizzazione ibrida DMO (Dual Motor Off-road), una lunghezza di 4,88
metri, e un'autonomia dichiarata di 835 km con 90 km in modalità
puramente elettrica.
L'ho guardata e ho pensato subito al Range Rover Defender.
Non per la forma, che è diversa, ma per la proposta: un'auto che può affrontare
il fuoristrada serio senza rinunciare a nulla su strada. Il prezzo si aggira
attorno ai 75.000 euro, un posizionamento competitivo rispetto ai rivali
europei.
Torino scelta non per caso
Il fatto che il primo punto vendita del Nord-Ovest apra a
Torino, e non a Milano, è una scelta che ha un senso preciso. Torino è la città
dell'automobile nel senso più profondo: non solo come mercato, ma come cultura.
Chi abita e lavora qui ha un rapporto con le quattro ruote che va oltre il
semplice utilizzo. È un pubblico esigente, informato, curioso. Esattamente il
tipo di interlocutore che Denza cerca.
La serata da ForZa ha avuto quella leggerezza delle
prime volte, l'entusiasmo discreto di chi sta aprendo un capitolo nuovo senza
bisogno di dirlo troppo forte. E in una città che conosce bene i capitoli nuovi
nell'industria automobilistica, questo non è poco.
Mi aspetto di rivedere la Bao 5 e la Z9 GT
molto presto sulle strade italiane. Non in un futuro lontano: in quello
prossimo.