Svolta storica per le "auto fantasma": l'Italia insegna all'Europa come rottamare i veicoli con fermo amministrativo (senza il tuo permesso)

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18 febbraio 2026, 11.40
Illustrazione concettuale di una pinza meccanica con i colori dell'Italia che solleva un'auto arrugginita con cartello "FERMO AMMINISTRATIVO" per gettarla in un trituratore, con una mappa dell'Europa e ingranaggi sullo sfondo
Milioni di veicoli bloccati dalla burocrazia, abbandonati in strada o nei garage perché gravati da debiti con il fisco. Fino a ieri erano intoccabili, ma da venerdì cambia tutto: ecco la norma "spazzatutto" che sta facendo scuola a Bruxelles.
L'Europa combatte da anni contro le auto più vecchie e inquinanti, ma si è sempre scontrata con un muro invalicabile: il diritto di proprietà e le complessità burocratiche legate ai debiti. Mentre Bruxelles cercava soluzioni timide, l'Italia ha deciso di tagliare il nodo gordiano con una mossa audace che entrerà in vigore questo venerdì, 20 febbraio.
La novità è dirompente: sarà possibile rottamare le auto sottoposte a fermo amministrativo, anche senza l'esplicito consenso iniziale del proprietario, sbloccando una situazione che ha trasformato le nostre città in cimiteri di lamiere a cielo aperto.

Il paradosso del "Fermo": fine di un incubo burocratico

Fino ad oggi, il "fermo amministrativo" (le cosiddette ganasce fiscali) era un cane che si mordeva la coda. Se avevi un debito con l'Agenzia delle Entrate o altri enti, l'auto veniva bloccata: non poteva circolare, ma – assurdo burocratico – non poteva nemmeno essere rottamata. Risultato? Il veicolo invecchiava, perdeva valore, occupava spazio pubblico o privato e continuava a generare costi (come il bollo), mentre il debito restava lì.
La nuova norma italiana spezza questa catena. Le autorità avranno ora il potere di avviare alla demolizione i veicoli, funzionanti o meno, anche se gravati da debiti.

Come funziona: il silenzio vale come "Sì"

Il meccanismo introdotto è spietato, ma efficace. Se un veicolo è oggetto di fermo e il proprietario non risponde agli avvisi entro i termini stabiliti, scatta la regola del silenzio-assenso. L'amministrazione interpreterà il mancato riscontro come un'autorizzazione implicita a procedere. L'auto verrà prelevata e distrutta.
Attenzione però: la rottamazione cancella l'auto, non il debito. Il proprietario si libererà dei costi fissi (assicurazione e bollo) e del problema di gestire un rottame, ma dovrà comunque saldare i conti con l'Erario. Tuttavia, per lo Stato e per i Comuni, questo significa ripulire le strade da veicoli pericolosi e abbandonati.

I numeri dello scandalo

Le stime sono impressionanti. L'amministrazione ammette l'esistenza di circa quattro milioni di veicoli attualmente soggetti a fermo amministrativo in Italia. Di questi, si calcola che almeno un milione siano ormai relitti, auto siniestrate o giunte alla fine del loro ciclo vitale, che fino a ieri non potevano essere legalmente smaltite.

Giro di vite anche sui richiami di sicurezza

La "pulizia" del parco auto non si ferma alle demolizioni. L'Italia ha istituito anche un nuovo registro elettronico per tracciare i veicoli che non si sono sottoposti alle campagne di richiamo obbligatorie per la sicurezza.
Le regole diventano ferree:
  • Per le case auto: Multe fino a 60.000 euro se non aggiornano il database indicando quali veicoli non sono stati riparati entro 24 mesi dal lancio della campagna.
  • Per i proprietari: Chi ignora il richiamo rischia una sanzione di circa 175 euro.
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