Il celebre conduttore britannico scende in campo con una
metafora potente per difendere il marchio torinese. Un monito che riaccende il
dibattito tra le strategie di razionalizzazione del gruppo Stellantis e la
tutela di un patrimonio automobilistico secolare.
Nel mondo dell'automotive, poche voci hanno la risonanza
mediatica di Jeremy Clarkson. Quando l'ex volto di Top Gear e The
Grand Tour si espone, non lo fa mai in punta di piedi. La sua ultima
dichiarazione, che sta rimbalzando tra gli addetti ai lavori e le community di
appassionati, suona come un avvertimento lapidario ai vertici dell'industria: “Chiudere
Lancia? Sarebbe come demolire il Colosseo per farci una rotonda”.
Non si tratta della solita iperbole televisiva, ma di una
presa di posizione netta in un momento storico delicato per il brand italiano.
Clarkson tocca un nervo scoperto, spostando l'attenzione dai freddi numeri dei
bilanci al valore immateriale, ma inestimabile, dell'identità culturale.
Oltre i numeri: il peso della storia
L'uscita di Clarkson serve a ricordare che
Lancia non è una
semplice casella in un file Excel aziendale, ma una delle firme più innovative
della storia della mobilità globale. Il conduttore britannico evoca i fantasmi
gloriosi di un passato che ha dettato legge: dalla
Lancia Stratos,
scultura in movimento prestata ai rally, alla ferocia tecnica della
Lancia
037, fino al mito intramontabile della
Delta Integrale.
Questi modelli non rappresentano solo successi sportivi, ma
capitoli fondamentali dell'ingegneria. Lancia è stato il marchio delle prime
scocche portanti, dei motori a V stretto, delle sospensioni indipendenti.
Cancellare questo nome, suggerisce Clarkson, significherebbe obliare oltre un
secolo di eccellenza italiana nel nome di una razionalizzazione industriale a
breve termine.
Il bivio di Stellantis: tra Ypsilon e Gamma
L'analisi di Clarkson arriva in una fase di transizione
cruciale sotto l'egida di Stellantis. Attualmente, il marchio sopravvive
commercialmente grazie alla Lancia Ypsilon, che presidia il segmento
delle compatte premium, ma l'orizzonte appare ancora nebuloso.
Il piano di rilancio, che vede nella futura Gamma
il suo snodo principale, vive sospeso tra le promesse di una
"rinascita" (il cosiddetto Rinascimento Lancia) e i timori
ricorrenti di una dismissione o di un ridimensionamento qualora i risultati non
dovessero soddisfare le aspettative del Gruppo.