C'è un falso mito duro a morire sulla guida in Italia:
quello secondo cui per mettersi al volante di un'auto sia obbligatorio
aspettare i 18 anni. Non è così. Grazie alla Guida Accompagnata, i
ragazzi possono iniziare a guidare già a 17 anni, ovviamente con alcune
condizioni. Vediamo come funziona, quanto costa e perché, nonostante i
vantaggi, questa formula non ha mai davvero sfondato.
Chi può accedere e come funziona
La Guida Accompagnata è regolata dall'articolo 115 del
Codice della Strada ed è valida esclusivamente in Italia. Il principio è
semplice: il minorenne acquisisce esperienza di guida reale, affiancato da un
adulto esperto, nel periodo che precede il compimento dei 18 anni.
Per accedere al programma, il ragazzo deve già essere in
possesso della patente A1 per motocicli leggeri oppure della patente
B1 per quadricicli non leggeri, e deve frequentare un corso obbligatorio
di 10 ore. Può designare fino a tre accompagnatori, che devono
essere segnalati alla Motorizzazione e rispettare precisi requisiti: patente B
o superiore conseguita da almeno 10 anni ed età non superiore ai 60
anni.
Cosa succede quando si compiono 18 anni
Al raggiungimento della maggiore età, si apre una finestra
importante. Chi ha completato il percorso di Guida Accompagnata ha 6 mesi di
tempo per iscriversi in autoscuola e sostenere solo l'esame pratico,
senza dover ripetere la teoria né accumulare ore di guida certificate, perché
quelle effettuate durante l'anno precedente vengono riconosciute.
Passata questa finestra temporale, le cose cambiano: sarà
necessario seguire il percorso completo, comprensivo di ore di guida
certificate ed esame pratico.
Quanto si spende
Le tariffe variano da autoscuola ad autoscuola, in un regime
completamente libero. In genere, il costo si aggira tra i 400 e i 900 euro,
ma può salire ulteriormente. Le voci di spesa comprendono il corso pratico
obbligatorio, l'iscrizione, la domanda alla Motorizzazione, il rilascio delle
autorizzazioni per il minore e per gli accompagnatori, il certificato
anamnestico del medico di base e la visita medica legale con marca
da bollo.
I vantaggi concreti
Al di là dell'aspetto burocratico, il valore più importante
della Guida Accompagnata è quello formativo. Un anno di pratica reale, al
fianco di un adulto esperto, permette al giovane di interiorizzare i
meccanismi della guida e sviluppare una percezione del rischio in un
contesto controllato. Un'esperienza che nessuna simulazione in autoscuola può
replicare davvero.
Perché non ha mai avuto successo
Introdotta nel 2012, la Guida Accompagnata non ha mai
raggiunto una diffusione significativa in Italia. I costi incidono, certo, ma
non è solo una questione economica. Chi ottiene la patente B a 18 anni, con o
senza Guida Accompagnata, è comunque soggetto ai tre anni di limitazioni di
potenza, il che riduce sensibilmente l'attrattiva del percorso anticipato.
Su questo punto, Confarca ha avanzato una proposta
concreta: ridurre da tre a due anni il vincolo per le auto potenti a favore di
chi ha già guidato a 17 anni, e introdurre sconti sulla RCA per chi ha
completato il percorso di Guida Accompagnata. Misure che, se approvate,
potrebbero dare nuova linfa a una formula che sulla carta ha molto da offrire.
Cosa cambierà con le nuove regole europee
Il futuro della Guida Accompagnata è segnato. L'Unione
Europea ha già tracciato la strada: entro il 2029, sarà possibile
conseguire la patente B a 17 anni in tutti gli Stati membri, superando
regolarmente sia l'esame teorico che quello pratico. Il neo-patentato potrà
guidare, ma dovrà essere accompagnato da chi ha la patente da oltre 5 anni
e ha almeno 24 anni di età.
Quando questa normativa europea entrerà in vigore, la Guida
Accompagnata italiana cesserà di esistere — assorbita da un sistema che è una sua evoluzione, più
uniforme e riconosciuto a livello continentale.