Guidare l'auto a 17 anni è possibile: ecco come e quanto costa (anche se non sta funzionando)

Novità
di Simone Bocca
09 marzo 2026, 16.50
limiti auto neopatentati 2025
C'è un falso mito duro a morire sulla guida in Italia: quello secondo cui per mettersi al volante di un'auto sia obbligatorio aspettare i 18 anni. Non è così. Grazie alla Guida Accompagnata, i ragazzi possono iniziare a guidare già a 17 anni, ovviamente con alcune condizioni. Vediamo come funziona, quanto costa e perché, nonostante i vantaggi, questa formula non ha mai davvero sfondato.

Chi può accedere e come funziona

La Guida Accompagnata è regolata dall'articolo 115 del Codice della Strada ed è valida esclusivamente in Italia. Il principio è semplice: il minorenne acquisisce esperienza di guida reale, affiancato da un adulto esperto, nel periodo che precede il compimento dei 18 anni.
Per accedere al programma, il ragazzo deve già essere in possesso della patente A1 per motocicli leggeri oppure della patente B1 per quadricicli non leggeri, e deve frequentare un corso obbligatorio di 10 ore. Può designare fino a tre accompagnatori, che devono essere segnalati alla Motorizzazione e rispettare precisi requisiti: patente B o superiore conseguita da almeno 10 anni ed età non superiore ai 60 anni.

Cosa succede quando si compiono 18 anni

Al raggiungimento della maggiore età, si apre una finestra importante. Chi ha completato il percorso di Guida Accompagnata ha 6 mesi di tempo per iscriversi in autoscuola e sostenere solo l'esame pratico, senza dover ripetere la teoria né accumulare ore di guida certificate, perché quelle effettuate durante l'anno precedente vengono riconosciute.
Passata questa finestra temporale, le cose cambiano: sarà necessario seguire il percorso completo, comprensivo di ore di guida certificate ed esame pratico.

Quanto si spende

Le tariffe variano da autoscuola ad autoscuola, in un regime completamente libero. In genere, il costo si aggira tra i 400 e i 900 euro, ma può salire ulteriormente. Le voci di spesa comprendono il corso pratico obbligatorio, l'iscrizione, la domanda alla Motorizzazione, il rilascio delle autorizzazioni per il minore e per gli accompagnatori, il certificato anamnestico del medico di base e la visita medica legale con marca da bollo.

I vantaggi concreti

Al di là dell'aspetto burocratico, il valore più importante della Guida Accompagnata è quello formativo. Un anno di pratica reale, al fianco di un adulto esperto, permette al giovane di interiorizzare i meccanismi della guida e sviluppare una percezione del rischio in un contesto controllato. Un'esperienza che nessuna simulazione in autoscuola può replicare davvero.

Perché non ha mai avuto successo

Introdotta nel 2012, la Guida Accompagnata non ha mai raggiunto una diffusione significativa in Italia. I costi incidono, certo, ma non è solo una questione economica. Chi ottiene la patente B a 18 anni, con o senza Guida Accompagnata, è comunque soggetto ai tre anni di limitazioni di potenza, il che riduce sensibilmente l'attrattiva del percorso anticipato.
Su questo punto, Confarca ha avanzato una proposta concreta: ridurre da tre a due anni il vincolo per le auto potenti a favore di chi ha già guidato a 17 anni, e introdurre sconti sulla RCA per chi ha completato il percorso di Guida Accompagnata. Misure che, se approvate, potrebbero dare nuova linfa a una formula che sulla carta ha molto da offrire.

Cosa cambierà con le nuove regole europee

Il futuro della Guida Accompagnata è segnato. L'Unione Europea ha già tracciato la strada: entro il 2029, sarà possibile conseguire la patente B a 17 anni in tutti gli Stati membri, superando regolarmente sia l'esame teorico che quello pratico. Il neo-patentato potrà guidare, ma dovrà essere accompagnato da chi ha la patente da oltre 5 anni e ha almeno 24 anni di età.
Quando questa normativa europea entrerà in vigore, la Guida Accompagnata italiana cesserà di esistere — assorbita da un sistema che è una sua evoluzione, più uniforme e riconosciuto a livello continentale.
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