La disavventura del signor Alfredo a Campi Bisenzio
riapre il dibattito sul "Digital Divide". Tra QR Code, SPID e App IO,
la burocrazia 2.0 rischia di tagliare fuori gli anziani, trasformando una
semplice sanzione in una corsa a ostacoli.
La busta verde è arrivata puntuale, ma la vera sorpresa non
era l'importo da pagare, bensì l'impossibilità di leggerlo. Alfredo Lutzu,
86 anni, pensionato di Campi Bisenzio, si è scontrato frontalmente con
il muro invisibile della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Possiede un cellulare di vecchia generazione, uno di quei telefoni robusti
fatti solo per chiamare, e non ha mai scaricato un'app in vita sua. Eppure, il
Comune ha scelto per lui la via digitale, recapitandogli non il verbale
cartaceo, ma le istruzioni per scaricarlo online.
L'odissea del QR Code
Quando il signor Lutzu ha aperto la busta, preparato
psicologicamente a saldare il conto con la giustizia stradale, ha trovato un
foglio che per un nativo digitale sarebbe stato routine, ma che per lui era
geroglifico. Nessun bollettino, nessuna cifra chiara. Solo un QR Code da
inquadrare e riferimenti all'App IO.
"All’interno c’era solo un foglio con le istruzioni
per scaricare il verbale attraverso un QR code" racconta Alfredo. "Non
ho smartphone né App Io". Le alternative proposte dalla lettera
sembravano beffe burocratiche: recarsi in centri CAF convenzionati, i cui
indirizzi erano però consultabili tramite un link (ancora digitale) e previo
appuntamento telefonico. Il tutto con l'aggiunta di una commissione di 1,40
euro solo per ottenere la stampa fisica del documento necessario per andare
in posta.
La "rete sociale" che sostituisce la rete internet
Nell'impossibilità di agire autonomamente, Alfredo ha dovuto
cercare aiuto. Si è rivolto ad Angela Fortunato, una negoziante del
quartiere che è diventata, suo malgrado, uno sportello di assistenza pubblica
improvvisato. "Come il signor Alfredo, sono venuti altri clienti in
negozio per lo stesso problema" ha spiegato la commerciante,
evidenziando come il caso non sia isolato. "Va bene apprezzare
l’intelligenza artificiale, ma non dobbiamo perdere di vista l’intelligenza
umana".
L'intervento di terze persone diventa così l'unico ponte tra
il cittadino e lo Stato, in un sistema che dà per scontata una competenza
tecnologica che gran parte della popolazione over-75 non possiede.
Il meccanismo "SEND" e il rischio dei costi occulti
Il caso di Campi Bisenzio è figlio dell'adozione della
piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali) di PagoPA. Il
sistema è stato creato per semplificare e risparmiare carta: invia una notifica
digitale (via App IO, email o PEC) che ha valore legale. Il problema sorge nei
tempi e nei costi. Il sistema prevede che, se la notifica digitale viene aperta
entro 120 ore (5 giorni), la notifica si perfeziona istantaneamente.
Per chi come Alfredo non ha accesso immediato, scatta
l'invio della raccomandata cartacea tradizionale, ma il tempo perso per
"decifrare" la procedura digitale iniziale può costare caro. Quei 5
giorni sono spesso gli stessi concessi per pagare la multa in misura ridotta
(sconto del 30%). Il paradosso è servito: il tempo impiegato per trovare
qualcuno che scarichi il verbale può far scadere i termini per lo sconto,
costringendo l'anziano a pagare la sanzione intera, oltre alle spese di
notifica che in alcuni comuni sono lievitate fino a 15 euro.