Prende una multa “digitale” a 86 anni, ma senza smartphone come fa a pagarla?

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05 febbraio 2026, 11.10
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Foto di LaNazione.it
La disavventura del signor Alfredo a Campi Bisenzio riapre il dibattito sul "Digital Divide". Tra QR Code, SPID e App IO, la burocrazia 2.0 rischia di tagliare fuori gli anziani, trasformando una semplice sanzione in una corsa a ostacoli.
La busta verde è arrivata puntuale, ma la vera sorpresa non era l'importo da pagare, bensì l'impossibilità di leggerlo. Alfredo Lutzu, 86 anni, pensionato di Campi Bisenzio, si è scontrato frontalmente con il muro invisibile della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Possiede un cellulare di vecchia generazione, uno di quei telefoni robusti fatti solo per chiamare, e non ha mai scaricato un'app in vita sua. Eppure, il Comune ha scelto per lui la via digitale, recapitandogli non il verbale cartaceo, ma le istruzioni per scaricarlo online.

L'odissea del QR Code

Quando il signor Lutzu ha aperto la busta, preparato psicologicamente a saldare il conto con la giustizia stradale, ha trovato un foglio che per un nativo digitale sarebbe stato routine, ma che per lui era geroglifico. Nessun bollettino, nessuna cifra chiara. Solo un QR Code da inquadrare e riferimenti all'App IO.
"All’interno c’era solo un foglio con le istruzioni per scaricare il verbale attraverso un QR code" racconta Alfredo. "Non ho smartphone né App Io". Le alternative proposte dalla lettera sembravano beffe burocratiche: recarsi in centri CAF convenzionati, i cui indirizzi erano però consultabili tramite un link (ancora digitale) e previo appuntamento telefonico. Il tutto con l'aggiunta di una commissione di 1,40 euro solo per ottenere la stampa fisica del documento necessario per andare in posta.

La "rete sociale" che sostituisce la rete internet

Nell'impossibilità di agire autonomamente, Alfredo ha dovuto cercare aiuto. Si è rivolto ad Angela Fortunato, una negoziante del quartiere che è diventata, suo malgrado, uno sportello di assistenza pubblica improvvisato. "Come il signor Alfredo, sono venuti altri clienti in negozio per lo stesso problema" ha spiegato la commerciante, evidenziando come il caso non sia isolato. "Va bene apprezzare l’intelligenza artificiale, ma non dobbiamo perdere di vista l’intelligenza umana".
L'intervento di terze persone diventa così l'unico ponte tra il cittadino e lo Stato, in un sistema che dà per scontata una competenza tecnologica che gran parte della popolazione over-75 non possiede.

Il meccanismo "SEND" e il rischio dei costi occulti

Il caso di Campi Bisenzio è figlio dell'adozione della piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali) di PagoPA. Il sistema è stato creato per semplificare e risparmiare carta: invia una notifica digitale (via App IO, email o PEC) che ha valore legale. Il problema sorge nei tempi e nei costi. Il sistema prevede che, se la notifica digitale viene aperta entro 120 ore (5 giorni), la notifica si perfeziona istantaneamente.
Per chi come Alfredo non ha accesso immediato, scatta l'invio della raccomandata cartacea tradizionale, ma il tempo perso per "decifrare" la procedura digitale iniziale può costare caro. Quei 5 giorni sono spesso gli stessi concessi per pagare la multa in misura ridotta (sconto del 30%). Il paradosso è servito: il tempo impiegato per trovare qualcuno che scarichi il verbale può far scadere i termini per lo sconto, costringendo l'anziano a pagare la sanzione intera, oltre alle spese di notifica che in alcuni comuni sono lievitate fino a 15 euro.
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