Ufficiale - Via libera al decreto del Governo: scatta il taglio delle accise di 25 centesimi su benzina e diesel

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18 marzo 2026, 20.51
nell'immagine si vede la Presidentessa del Consiglio italiano Giorgia Meloni durante una conferenza
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure urgenti per arginare la nuova ondata di rincari dei carburanti. La decisione, ufficializzata dalla premier Giorgia Meloni, punta a mitigare l'impatto economico innescato dalla crisi geopolitica e dal conflitto in Iran. Il provvedimento si basa su tre pilastri fondamentali: la riduzione diretta del prezzo alla pompa, sostegni alle categorie produttive e una stretta contro le speculazioni.
Ecco nel dettaglio cosa prevede il nuovo decreto e come impatterà sui consumatori.

Taglio lineare per tutti: 25 centesimi in meno per 20 giorni

La misura principale e di impatto più immediato è la riduzione delle accise sui carburanti. A differenza di quanto ipotizzato in un primo momento—quando si discuteva di un bonus benzina riservato esclusivamente ai redditi più bassi tramite la social card "Dedicata a te"—l'esecutivo ha optato per un taglio lineare, rendendo la misura universale.
L'intervento garantirà uno sconto effettivo di 25 centesimi al litro direttamente al distributore. La validità di questo sgravo è, per il momento, fissata a 20 giorni: una finestra temporale "tampone" definita dal Governo in attesa di valutare l'evoluzione della crisi nel Golfo e, in particolare, la situazione dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale attraverso il quale transita un quinto del petrolio commercializzato a livello globale.

Oltre lo sconto: aiuti alle imprese e poteri a Mister Prezzi

Per evitare che l'aumento dei costi logistici si scarichi a cascata sui prezzi dei beni di largo consumo, il decreto prevede misure specifiche per i settori più esposti:
  • Credito d'imposta: È stato introdotto un credito d'imposta pari al 20% delle spese sostenute per l'acquisto di carburante, destinato specificamente ai settori dell'autotrasporto e della pesca.
  • Stretta anti-speculazione: Il decreto rafforza i poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi (il cosiddetto "Mister Prezzi"). Viene istituito un meccanismo che vincola il costo finale del carburante all'andamento reale delle quotazioni internazionali del petrolio, introducendo sanzioni mirate per gli operatori che applicheranno rincari ingiustificati o si discosteranno dai parametri stabiliti.
Il confronto con le compagnie e le prospettive europee
Il varo del decreto è giunto al termine di una complessa giornata di trattative. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, insieme al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro all'Ambiente Vannia Gava, ha condotto un tavolo tecnico in Prefettura a Milano con i principali attori del settore petrolifero (Eni, Ip, Q8, Tamoil e i rappresentanti delle "pompe bianche"). L'obiettivo dichiarato era riportare il costo del gasolio, che aveva sfondato la soglia d'allarme dei 2 euro, ben al di sotto dell'1,90 euro al litro.
Durante l'annuncio, Salvini ha tenuto a smentire le voci di eventuali attriti interni alla maggioranza sulle coperture finanziarie, precisando che il ministro Giorgetti è stato "un protagonista" della stesura del provvedimento e non ha opposto frenate.
L'emergenza carburanti, tuttavia, riapre il dibattito sulle politiche energetiche di lungo periodo. Sullo sfondo resta infatti la volontà dell'esecutivo di portare la discussione ai tavoli di Bruxelles, puntando il dito contro alcuni strumenti della transizione ecologica europea, come il sistema ETS e le direttive del Green Deal, giudicati "non sostenibili" nell'attuale e delicato contesto macroeconomico.
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