Milano-Cortina in un giro di Tonale Q4: 400 km per le Olimpiadi Invernali 2026, dalla città alla neve

Esperienze
05 febbraio 2026, 11.30
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Il 2026 è un anno che rimarrà per sempre impresso nella storia italiana. Per la quarta volta, infatti, la nostra Repubblica ospiterà i Giochi Olimpici, e per la terza volta saranno le Olimpiadi invernali a trovare casa in Italia. Tra pochi giorni andrà in scena la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026 di Milano-Cortina dallo Stadio Giuseppe Meazza, l’iconico San Siro, di Milano, che il 6 febbraio 2026 aprirà ufficialmente i Giochi Olimpici.
Non sarà, però, solamente Milano ad essere al centro del mondo sportivo per le prossime settimane. Le Olimpiadi invernali del 2026 saranno infatti le prime in assoluto ad essere ospitate ufficialmente da due città in contemporanea. Al capoluogo meneghino si affianca Cortina d’Ampezzo, con la cittadina bellunese che entrerà a far parte del novero di città che hanno ospitato almeno due volte le Olimpiadi. Proprio a Cortina andrà in scena, il 15 marzo prossimo, la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi invernali, con lo Stadio Olimpico del Ghiaccio che farà da ultima “casa” di questi Giochi.
Per celebrare un evento così importante per il nostro Paese, che vedrà tre Regioni (Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige) sotto gli occhi del mondo per più di un mese, ho deciso di percorrere i 409 km che separano lo Stadio San Siro di Milano dallo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina, ripercorrendo l’enorme sfida logistica che queste Olimpiadi “diffuse” hanno portato a superare. Per farlo, ci siamo messi alla guida di un’auto che per genesi, luogo di nascita, logo sul cofano e powertrain rappresenta al meglio questi Giochi Olimpici Milano Cortina 2026: l’Alfa Romeo Tonale Q4. Come si sarà comportata in questo speciale viaggio nelle città olimpiche? Scopriamolo insieme in un viaggio tra storia, presente e tanta guida.

Perché abbiamo scelto l’Alfa Romeo Tonale Q4?

Iniziamo subito con la scelta dell’automobile che ci ha portati da Milano a Cortina: l’Alfa Romeo Tonale Q4. Rinnovata nel 2026, l’Alfa Romeo Tonale ha caratteristiche che la rendono l’auto ideale per questo viaggio, a partire dal progetto interamente italiano che la contraddistingue. Il Tonale, infatti, è realizzato su un pianale sviluppato e adattato da tecnici italiani durante l’era FCA, e anche il powertrain è interamente realizzato dagli ingegneri dell’ex-Gruppo italo-americano.
Fin dal lancio nel 2022, poi, il Tonale è prodotto nello storico stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Italia, nato proprio con il marchio Alfa e noto, fino agli anni ’90, con l’appellativo “Alfasud”, dal quale sono nati alcuni dei modelli più venduti della storia del Biscione, dall’Alfasud alla 33, passando per la bestseller 156. Il marchio Alfa Romeo, poi, si lega con la città di Milano. Nata proprio nella città meneghina nel 1910, Alfa Romeo porta con orgoglio i due simboli della città nel suo logo, il Biscione da un lato e lo stemma di Milano, con la caratteristica Croce di Sant’Ambrogio, patrono della città, dall’altro.
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Infine, l’Alfa Romeo Tonale che ho portato da Milano a Cortina è anche ibrida. Il SUV italiano è proposto, in versione top di gamma Q4, con trazione integrale “virtuale” e sistema ibrido Plug-In, per un’attenzione particolare alla sostenibilità che si sposa con l’attenzione all’ambiente e al minor impatto ambientale voluto durante la costruzione delle opere necessarie per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dai Villaggi Olimpici ai campi di gara, la sostenibilità delle grandi opere e la loro riutilizzabilità è stata al centro dei vari progetti, per un’attenzione alla sostenibilità ambientale che sta crescendo sempre di più in questi grandi eventi.
Stellantis, infine, è Automotive Premium Partner delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Il Gruppo italo-franco-tedesco si è impegnato a fornire ben 2.837 veicoli dei cinque marchi italiani della galassia Stellantis: Abarth, FIAT, Lancia, Maserati e, ovviamente, Alfa Romeo. La Casa di Arese fornirà all’Organizzazione 971 Alfa Romeo agli organizzatori, tra le quali figurano 491 Tonale, per sostenere il corretto svolgimento delle Olimpiadi.

La storia delle Olimpiadi invernali in Italia: da Cortina 1956 a (Milano) Cortina 2026

Come detto in apertura, le Olimpiadi Invernale 2026 di Milano-Cortina saranno la quarta rassegna Olimpica ospitata dall’Italia, che diventa così il secondo Paese ad ospitarne così tanti, raggiungendo a quattro il Giappone. Ad averne ospitate di più sono solamente la Francia, ferma a 5 Olimpiadi, e gli irraggiungibili Stati Uniti, che con quelle estive di Los Angeles del 2028 arriveranno a 9 edizioni “in casa”.
Se l’unica Olimpiade estiva italiana è ancora quella di Roma 1960, quelle di Milano-Cortina sarannno le terze Olimpiadi invernali ospitate in Italia, seguendo Torino 2006 e Cortina 1956. Quella edizione, la settima dei Giochi invernali, segnò per sempre la cittadina bellunese, che da piccolo borgo montano incastonato all’interno della Conca d’Ampezzo diventò la meta turistica rinomata in tutto il mondo.

Le Olimpiadi di Cortina 1956

Il borgo di Cortina d’Ampezzo è, con i suoi 5.000 abitanti, tra le città più piccole ad aver fatto da “casa” delle Olimpiadi. Con questa seconda esperienza, poi, Cortina si aggiunge al novero di città che possono vantare di aver ospitato almeno due Olimpiadi, raggiungendo a due edizioni Atene e Sankt Moritz e ad una lunghezza da Los Angeles, Parigi e Londra, ferme a tre edizioni ciascuna.
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A settant’anni di distanza, le Olimpiadi di Cortina 1956 sembrano possibilmente ancora più lontane per i primati e le statistiche che portano in dote. Le VII Olimpiadi invernali portarono al debutto assoluto l’Unione Sovietica, che riuscì nell’impresa di vincere il medagliere con 7 ori, per una prima volta da sogno per l’URSS. Con 821 atleti e 32 nazioni, fu l’edizione più partecipata dei Giochi invernali mai andata in scena fino a quel momento, e fu anche la prima Olimpiade invernale trasmessa dalla televisione, portando gli sport invernali ad una popolarità mai raggiunta fino ad allora.
I Giochi si inserirono nel grande rilancio dell’Italia del Secondo Dopoguerra, permettendo al nostro Paese di diventare un punto di riferimento per quella che oggi conosciamo come “Dolce Vita”. Ci fu, infine, il primo giuramento olimpico pronunciato da un’atleta donna, Giuliana Chenal-Minuzzo, un altro primato di un’Olimpiade che segnò più di quanto si immagini l’Italia e il mondo sportivo.

Torino 2006: il ritorno delle Olimpiadi in Italia

A esattamente 50 anni di distanza da Cortina 1956 e a 46 anni dall’ultima Olimpiade italiana, nel 2006 i Cinque Cerchi tornarono in Italia per Torino 2006, un’edizione controversa in alcuni aspetti, ma che segnò un grande successo per Torino e per l’Italia. Rispetto ai Giochi di Cortina, nati in un’epoca molto diversa, per Torino le Olimpiadi significarono un vero e proprio spartiacque nella sua storia.
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Vogliosa di scrollarsi di dosso l’immagine di città industriale per eccellenza, Torino colse l’occasione per realizzare grandi opere ancora oggi usate dalla popolazione come la metropolitana, l’autostrada che collega il capoluogo piemontese con le Montagne Olimpiche, il restyling dello Stadio Comunale, diventato dal 2006 Stadio Olimpico (e oggi noto come Stadio Olimpico "Grande Torino"), e del Palavela, e la nascita di nuove strutture come l’Arco Olimpico, il Palasport Olimpico, il PalaIsozaki, e altri impianti sportivi, che ancora oggi ospitano eventi di rilevanza internazionale. Interi quartieri, poi, furono riqualificati e rivisti nella viabilità e nella struttura, con l’obiettivo di ricostruire una nuova immagine di Torino, aperta e moderna.
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Certo, ci furono degli scivoloni e degli sprechi, con grandi opere finite sostanzialmente inutilizzate dopo i Giochi, ma Torino 2006 è stata una delle Olimpiade invernali più partecipate della storia, con tutti i campi di gara presi d’assalto da appassionati, amanti dello sport e facendo avvicinare migliaia di persone alle 84 competizioni differenti che hanno fatto parte delle Olimpiadi. Per l’Italia, poi, Torino 2006 è stata una delle edizioni più fortunate, con 11 medaglie e 5 ori, per un medagliere che poi è andato sempre migliorando nelle rassegne olimpiche successive.

Il legame tra Stellantis e le Olimpiadi

Tornando alle automobili, non è questa la prima volta che ciò che oggi è Stellantis ha partecipato ai Giochi Olimpici in qualità di partner. Già nel 1956, infatti, FIAT divenne partner ufficiale delle Olimpiadi, fornendo all’organizzazione centinaia di FIAT 600 Multipla, la leggendaria monovolume nata proprio quell’anno e perfetta per trasportare gli atleti e le loro attrezzature sui campi di gara immersi nelle Dolomiti.
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Nel 2006, poi, il Gruppo FIAT si mobilitò per le sue Olimpiadi “di Casa”. Tra le iniziative più memorabili c’è l’indimenticabile esibizione della Ferrari F2005 all’interno dello Stadio Olimpico: la monoposto di Formula 1, priva di loghi ma inconfondibilmente rossa e con i loghi Torino 2006 sul musetto, fu guidata da Luca Badoer all’interno dell’ex-Comunale, dando vita ad uno spettacolo mai visto prima (e forse irripetibile) nella storia delle Olimpiadi moderne.
Per lo svolgimento delle Olimpiadi vere e proprie, invece, il Gruppo FIAT propose migliaia di esemplari delle sue vetture più versatili, a partire dalla FIAT Sedici, lanciata alla fine del 2005 e caratterizzata dalla presenza della trazione integrale di serie. Per Alfa Romeo, invece, la protagonista, insieme alla nuova 159, fu la Crosswagon. Realizzata sul pianale della 156, la Crosswagon era una Station Wagon con tante caratteristiche da SUV.
Rialzata da terra, dotata di vistose protezioni sottoscocca e di un sistema di trazione integrale sviluppato ad hoc (con capacità fuoristradistiche molto superiori a tanti SUV di oggi), la Crosswagon fu un’auto in anticipo sui tempi, che oggi appare molto più moderna e al passo coi tempi di tante rivali dell’epoca.
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Come successo oggi, poi, anche nel 2006 FIAT legò ai suoi brand alcune discipline olimpiche. A Lancia, ad esempio, fu affiancato il pattinaggio artistico della portabandiera Carolina Kostner, mentre Alfa Romeo divenne sinonimo di adrenalina, con lo sci alpino e il salto con gli sci come principali discipline rappresentate.
Lo stesso succede anche oggi, con Alfa Romeo affiancata alle discipline più adrenaliniche come sci alpino, snowboard o salto con gli sci. Per queste Olimpiadi Milano Cortina 2026, l’apporto dei veicoli di Stellantis sarà ancora più importante che in altre edizioni. Come abbiamo visto, infatti, la distanza tra Milano e Cortina è di oltre 400 km, e anche altre località olimpiche come Bormio (“casa” dello sci) si trovano a centinaia di km l’una dall’altra. Per questo, i quasi 3.000 veicoli a disposizione delle Olimpiadi sono più che importanti per consentire il corretto svolgimento di questi Giochi.

Le novità del Tonale 2026: nuovo powertrain ibrido, frontale più cattivo e versione speciale dedicata ai Giochi

Con il 2026, però, non arrivano solamente le Olimpiadi invernali “MiCo 2026”. Il nuovo anno ha portato nelle concessionarie il rinnovato Tonale, rivisto nel frontale, nei materiali interni e con dei powertrain rivisti. A livello estetico, il Tonale 2026 abbandona, purtroppo, la targa decentrata, reintrodotta nel 1997 con la 156 e proposta su tutti i modelli della Casa del Biscione fino alla Junior del 2024, la prima a riproporre la targa centrale.
Con il facelift, il Tonale cambia volto, adottando oltre alla targa centrale un nuovo Trilobo anteriore, con finitura nera lucida e delle nuove feritoie verticali ai lati, che spezzano visivamente la vista anteriore e incattivisce un frontale che ha giovato in personalità (targa a parte per i più nostalgici) rispetto alla precedente. Nuovo anche il frontale, con un paraurti anteriore rinnovato e due grandi prese d’aria carenate per migliorare l’efficienza.
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Lateralmente, sono inediti i cerchi da 20 pollici a tre fori neri con dettagli diamantati dedicati alla versione Sport Speciale Milano Cortina 2026, così come il colore Rosso Brera, che debutta con questa Tonale MY2026. Sul montante A, poi, troviamo i loghi di Olimpiadi e Paralimpiadi, mentre in coda non ci sono grandi novità. Il paraurti è leggermente ridisegnato, mentre il logo Tonale è sempre nero su ogni versione.
Salendo a bordo, è confermato il rotore per il cambio automatico, mentre davanti al selettore c’è un pad per la ricarica wireless climatizzato, utile per tenere basse le temperature dello smartphone in caricamento senza fili. La qualità dei materiali è stata migliorata su pannelli porta e plancia, mentre è confermata la presenza dei due schermi per quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, il Cannocchiale, e quello da 10,25 pollici flottante per il sistema di infotainment UConnect 5.
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A livello meccanico, invece, il 1.5 Hybrid ibrido leggero è stato rivisto nella potenza, accantonando le versioni da 130 e 160 CV e uniformando l’offerta con un 1.5 da 175 CV, più vivace del passato. Confermato l’ottimo 1.6 Multijet turbodiesel da 130 CV, capace di offrire un’autonomia di oltre 1.000 km secondo i consumi nel ciclo omologativo WLTP, mentre la versione che abbiamo provato è la Q4 Plug-In Hybrid, la prima ibrida ricaricabile della storia Alfa, rivista nella potenza dei due motori.
Se, infatti, la batteria da 15,5 kWh è rimasta invariata, con un’autonomia di 61 km a zero emissioni nel ciclo WLTP, il 1.3 quattro cilindri turbobenzina che spinge le ruote anteriori ha ora 150 CV (30 CV meno di prima) e 270 Nm di coppia. Il propulsore elettrico montato sull’asse posteriore, invece, ha 128 CV, 6 CV in più della precedente, e 250 Nm di coppia, per una potenza di sistema di 269 CV, 11 in meno della Q4 uscente. Le prestazioni, però, restano vivaci, con un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 6,6 secondi.

Il viaggio: da Milano a… Verona?

Dopo aver visto come è cambiata la Tonale, è il momento di partire nel viaggio di 409 km da Milano a Cortina d’Ampezzo. Abbiamo scelto di partire da uno dei luoghi simbolo di questa Olimpiade, lo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro di Milano. L’iconico stadio di Inter e Milan è il quinto stadio più anziano d’Italia, nonché l’impianto sportivo più capiente del Paese con 75.817 posti a sedere. Eretto nel 1925 come Stadio San Siro, è stato ristrutturato nel 1955 con il debutto del secondo anello e della struttura con le rampe elicoidali esterne in cemento armato, ancora visibile sotto secondo restyling a cui è stato sottoposto tra il 1987 e il 1990.
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In vista dei Mondiali di calcio di Italia ’90, San Siro guadagnò un terzo anello, aumentando in dimensioni e posti a sedere. A livello estetico, poi, San Siro adottò la struttura in acciaio rosso e le iconiche scale elicoidali all’esterno, che lo rendono immediatamente riconoscibile tra tutti gli stadi al mondo. Rinominato Giuseppe Meazza nel 1980 dopo la morte dell’ex calciatore di Inter e Milan, San Siro è anche teatro di concerti, manifestazioni sportive e non e eventi culturali di rilevanza internazionale, compresa la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026.
Quest'ultima sarà, sostanzialmente, uno degli ultimi grandi eventi di questo San Siro. Nel 2025, infatti, lo stadio è stato ceduto a Inter e Milan, che costruiranno nella stessa zona uno stadio completamente nuovo. L’attuale San Siro, invece, cambierà destinazione di utilizzo, con un piano di salvaguardia del patrimonio storico ancora tutto da decidere e deliberare.
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Dopo aver ammirato la Scala del Calcio, siamo partiti in direzione Cortina, percorrendo interamente la trafficata A4, l’Autostrada “Serenissima”, che collega Torino a Trieste, passando per Milano, Venezia e tagliando il Nord Italia da Ovest a Est. In questo percorso, il Tonale si è comportato bene, riuscendo a gestire in maniera più attenta e parsimoniosa la carica della batteria del sistema ibrido. Non mancano, poi, Apple CarPlay e Android Auto wireless, fluidi e veloci, così come il sistema di assistenza alla guida di Livello 2, con Cruise Control Adattivo e mantenitore di corsia decisamente validi e ben tarati.
Il motore elettrico non fa fatica a spingere il Tonale alle velocità autostradali, abbassando i consumi per quando il 1.3 turbo dovrà spingere da solo i 1.900 kg di questo C-SUV a trazione integrale. Prima di imboccare la Pedemontana Veneta, un’autostrada che permette di “tagliare” gran parte del tragitto veneto e viaggiare in poco meno di un’ora da Vicenza alla provincia nord di Treviso, abbiamo fatto una piccola deviazione a Verona.

Verona e la sua Arena protagoniste delle cerimonie delle Olimpiadi Invernali 2026

Perché? Semplice: la splendida città veneta sarà un’altra protagonista di queste Olimpiadi, in quanto la sua immortale Arena ospiterà sia la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi il 22 febbraio 2026, che la Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi Invernali prevista per il 6 marzo prossimo. Grazie agli intensivi lavori di restauro e conservazione che interessano l’Arena già dal Cinquecento, questo anfiteatro è uno degli edifici antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, tanto da essere ancora teatro di importanti manifestazioni nazionali e internazionali.
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Dell’Arena di Verona sono già presenti testimonianze dal 69 d.C., e nacque per essere il più grande anfiteatro dell’Impero. Sopravvissuta a secoli tumultuosi, già nel Cinquecento l’importanza storica dell’Arena interessò tutti i più grandi artisti e architetti dell’epoca come, tra gli altri, Palladio, e gli studi fatti già dalla seconda metà del 1500 ha permesso nei secoli di restaurare periodicamente un edificio che, dal vivo, fa capire la maestosità e l’incredibile livello ingegneristico e architettonico raggiunto nell’età romana. Oggi, l’Arena di Verona è incastonata all’interno di uno dei centri storici più belli d’Italia, ed è simbolo immortale di italianità nel mondo, seconda solamente all’ancor più celebre Anfiteatro Flavio, il Colosseo.
La sosta all’Arena di Verona mi ha permesso di caricare per qualche decina di minuti la batteria del Tonale Q4, che può arrivare ad una potenza massima reale di 7 kW dalle classiche colonnine in corrente alternata. In città, il Tonale si comporta bene grazie alla presenza del motore elettrico montato sull’asse posteriore da 128 CV, che supporta il 1.3 turbobenzina e che, in ambiente urbano, si prende carico delle operazioni e spinge da solo il C-SUV del Biscione. Lo sterzo è leggero, e l’ottimo sistema di telecamere, di serie su questo allestimento Sport Speciale Milano-Cortina 2026, aiuta nelle manovre e permette di muoversi con disinvoltura anche nel centro storico scaligero.

L’ultimo tratto fino a Cortina, tra autostrada, tornanti e neve

Dopo aver percorso la Pedemontana Veneta fino a Spresiano, ci siamo arrampicati verso Conegliano, Vittorio Veneto e Belluno, arrivando nella Valle del Piave, passando per le zone tristemente famose per il disastro del Vajont, con la celeberrima diga ben visibile a chi si arrampica verso queste splendide zone. Una volta raggiunta Pieve di Cadore e il suo celebre cartello “Porta delle Dolomiti” ho cominciato ad arrampicarmi sulla SS51 di Alemagna, percorrendo i 30 km che mi separavano dalla destinazione finale, Cortina d’Ampezzo.
Rivista e migliorata con due varianti a Tai e Valle di Cadore aperte proprio in concomitanza con i Giochi Olimpici, che permettono soprattutto ai mezzi pesanti di non passare dai centri cittadini, la Statale di Alemagna collega San Vendemiano a Dobbiaco, in Trentino, ed è la spina dorsale delle Valli Olimpiche. In questo contesto, il Tonale Q4 convince. Nonostante non abbia il comportamento dinamico di uno Stelvio, che nonostante i quasi 10 anni di carriera è ancora uno dei SUV più belli da guidare in circolazione, il fratellino minore si fa apprezzare tra questi tornanti grazie ad un ottimo sterzo, preciso e diretto e con un punto morto centrale pressoché inesistente.
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Convince anche l’assetto, che sulla Q4 è il più a fuoco della gamma, così come il sistema ibrido, ora più equilibrato anche a batteria scarica. I quasi 270 CV si sentono quando quest’ultima ha un buon livello di carica, ma in ogni caso il 1.3 riesce a dare il giusto brio anche tra questi tornanti. L’appoggio è buono anche grazie alle sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, con al posteriore uno schema McPherson-Chapman, mentre la trazione integrale “virtuale” si è comportata bene anche con neve e asfalto viscido trovati a Cortina.
Belle anche le palette al volante, che permettono di avere un maggior coinvolgimento nella guida tra le curve, mentre il bel quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, il Cannocchiale, è sempre chiaro e facile da leggere. Dopo essermi arrampicato sulle Dolomiti con gli splendidi scenari che rendono queste valli tra le più belle dell’arco alpino italiano, sono arrivato in una Cortina frenetica, pronta per terminare gli ultimi preparativi per ospitare i suoi secondo Giochi Olimpici.
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Posta a 1.224 metri d’altitudine e con poco più di 5.000 abitanti questa piccola cittadina incastonata nella Conca d’Ampezzo è una piccola gemma immersa nelle Dolomiti. Grazie alle Olimpiadi del 1956, Cortina è diventata una meta turistica famosa in tutto il mondo. Per noi italiani, poi, è diventata immortale grazie ai mitici Cinepanettoni, ma Cortina è diventata famosa a livello internazionale per aver ospitato alcune scene di un film di James Bond, 007 – Solo per i tuoi occhi del 1981, con Roger Moore.
La “casa” delle Olimpiadi per Cortina sarà lo Stadio Olimpico del Ghiaccio, inaugurato nel 1955 per le prime Olimpiadi di Cortina. Settant’anni dopo, sarà la nuova “casa” del curling, venendo rinominato ufficialmente per l’occasione “Cortina Curling Olympic Stadium”.

Consumi, impressioni e ricordi: cosa ci ha lasciato questo viaggio olimpico?

Davanti allo Stadio Olimpico del Ghiaccio si sono anche conclusi i 410 km che hanno collegato le tre sedi principali di questa Olimpiade invernale “diffusa”. Ho infatti toccato due Regioni, Lombardia e Veneto, e otto Province (Milano, Monza-Brianza, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Treviso e Belluno), con il Tonale Q4 come compagna di viaggio. Il C-SUV italiano si è comportato bene, macinando i km senza fatica, nel comfort e nell’italianità che riesce a restituire questo Sport Utility.
I consumi, in questo percorso, sono stati differenziati a seconda dello stato di carica della batteria. Con il pacco batterie “pieno”, infatti, il sistema Q4 è riuscito a ridurre i consumi a 130 km/h intorno ai 6,5 l/100 km, circa 16 km/l, percorrendo più di 100 km a questo ritmo. Salendo verso Cortina, ovviamente, la carica della batteria si è progressivamente esaurita, e complici le pendenze del percorso i consumi si sono alzati ad una rispettabile media di 7,6 l/100 km, ovvero 13,1 km/l per l’intero viaggio.
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Si tratta di un consumo consono per un SUV di questa massa con il piccolo 1.3 a fare il “lavoro sporco”, in linea anche con quanto fanno diversi rivali diretti di questo Tonale. L’unico limite è rappresentato dal serbatoio di benzina di dimensioni ridotte, condizione necessaria per avere una batteria del sistema ibrido di 15,5 kWh.
L’autonomia, quindi, è di circa 450/500 km a seconda dell’andatura, e questo viaggio tra Milano e Cortina è perfettamente all’interno del “raggio d’azione” del Tonale Q4. Per i più esigenti in fatto di lunghe percorrenze, è ancora da preferire il 1.6 Multijet, con il quattro cilindri turbodiesel da 130 CV che, grazie ad un serbatoio da 55 litri e a consumi omologati di quasi 19 km/l, può percorrere fino a 1.000 km, secondo il ciclo omologativo WLTP, con un pieno di carburante.
Al netto di questo, grazie ad un ottimo sistema di assistenza alla guida di Livello 2, all’insonorizzazione curata e alla stabilità su curvoni autostradali e misto montano ad andatura tranquilla, questo Tonale macina km senza fatica e senza affaticare, complice anche l’ottimo sistema audio Harman-Kardon da 470W con 14 altoparlanti. Questo viaggio mi ha permesso di documentare ciò che è successo prima delle Olimpiadi invernali, della quarta rassegna ospitata dall’Italia, dalla tentacolare Milano alle splendide Dolomiti passando per l’Arena di Verona, entrambe Patrimonio dell’UNESCO.
Insieme abbiamo messo in pratica il celeberrimo motto di Pierre de Coubertin: “L’importante non è vincere: l’importante è partecipare” e noi, nel nostro piccolo, abbiamo partecipato. Concludiamo, infine, con i prezzi dell’Alfa Romeo Tonale: se la gamma parte da poco meno di 40.000 euro, questa Q4 Sport Speciale Milano Cortina 2026 ha un prezzo di partenza di 57.350 euro.
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