Porsche Italia: vola la 911 e l’elettrico batte il mercato, il Bel Paese resta sul podio europeo

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27 gennaio 2026, 12.25
Porsche 911 GT3 90 F.A. edizione speciale. La vettrura è ritratta su un pontile sul lago
Nonostante una fisiologica flessione dei volumi dovuta al ricambio generazionale della Macan, la filiale italiana chiude il quarto miglior anno di sempre. L’iconica sportiva diventa best seller e traina il fatturato, mentre la quota di vetture a batteria (27%) quadruplica la media nazionale.
Un anno di transizione, ma gestito con la solidità di chi non teme i cambi di rotta. Il 2025 di Porsche Italia si chiude con 7.228 vetture consegnate, un risultato che, pur segnando una flessione del 12% rispetto all’anno precedente, conferma la penisola come il terzo mercato singolo in Europa per la casa di Stoccarda.
Quello che a una lettura superficiale potrebbe sembrare un passo indietro, si rivela a un’analisi più attenta una riorganizzazione strategica del mix di vendita. Il calo dei volumi è infatti legato principalmente all'uscita di scena della Macan termica, per anni pilastro dei volumi, sostituita dalla nuova generazione esclusivamente elettrica. Una scommessa rischiosa che, tuttavia, i numeri sembrano aver premiato.

Il sorpasso dell’icona: 911 regina del mercato

Il dato più sorprendente del bilancio 2025 è il ribaltamento delle gerarchie interne. Non è un SUV a guidare la classifica delle vendite, ma la 911. Con 2.544 esemplari consegnati, la sportiva per eccellenza segna il suo record assoluto dal 2008, conquistando una quota di mercato dominante nel suo segmento pari al 67,6%. Questo exploit, frutto anche del rinnovamento della gamma con le versioni S, 4S e Turbo S, ha avuto un impatto cruciale sui conti: grazie al posizionamento di prezzo più elevato della 911, Porsche Italia è riuscita a mantenere stabile il fatturato nonostante il calo numerico delle consegne complessive.

L’elettrico Porsche in controtendenza

Mentre il mercato italiano dell’auto elettrica arranca, fermo a una quota del 6,2%, Porsche Italia registra un dato in netta controtendenza. Nel 2025, le vetture a zero emissioni (BEV) hanno rappresentato il 27% delle vendite totali del marchio nel nostro Paese. Un risultato che supera non solo la media nazionale, ma persino quella della Casa Madre (22%).
A trainare questo segmento è stata la nuova Macan elettrica (1.703 unità), capace di attrarre una clientela inedita: un acquirente su due è infatti nuovo per il marchio. "Il 2025 ha dimostrato la solidità del brand" ha commentato Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia. "Abbiamo salutato la Macan a benzina, ma la versione elettrica si è già affermata come riferimento. La nostra gamma offre oggi una flessibilità che soddisfa tutte le preferenze: l'ibrido pesa per il 37%, il benzina per il 36% e l'elettrico per il 27%".
Dietro alla 911 e alla Macan, si posiziona la Cayenne (2.122 unità), in attesa della rivoluzione imminente, mentre chiudono la classifica Panamera (439), Taycan (260) e le 718 (160), queste ultime penalizzate da una disponibilità limitata alle sole versioni top di gamma.

Il futuro: mostri di potenza e "ricalibrazione" strategica

Durante la conferenza è stata svelata l'anteprima della nuova Cayenne Electric, attesa nelle concessionarie a metà anno. I numeri sono da supercar: fino a 1.156 CV, 0-100 km/h in 2,5 secondi e un'autonomia di 642 km. Sarà la Porsche di serie più potente di sempre.
Tuttavia, Porsche guarda al 2030 con pragmatismo. La strategia annunciata prevede una "ricalibrazione": l’obiettivo è offrire la massima libertà di scelta su tutti i segmenti (berline, SUV e sportive). Se la futura 718 sarà elettrica, per il SUV di segmento superiore alla Cayenne e per il futuro B-SUV sono previste anche motorizzazioni termiche e ibride, confermando che il motore a combustione avrà ancora lunga vita a Zuffenhausen.
Tra celebrazioni per il 40° anniversario, iniziative di lifestyle come "The Flat by Macan" e un ecosistema clienti sempre più digitale e fisico (con 12 Destination Porsche attivi), Porsche Italia archivia il 2025 dimostrando che, nel segmento del lusso, l'esclusività e la tradizione pagano più della pura rincorsa ai volumi.
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