Pomigliano e Stellantis, un futuro ancora da scrivere

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20 gennaio 2026, 10.00
fiat panda pomigliano produzione copia
Dopo il passaggio della Fiamma Olimpica, lo stabilimento di Pomigliano torna al centro delle cronache. Questa volta, però, il motivo che ha acceso i riflettori sul sito produttivo è legato ad una dichiarazione della UILM, che nelle ultime ore ha puntato i riflettori sulle prospettive produttive dei siti nazionali, con Pomigliano d’Arco al centro delle preoccupazioni.
Secondo il sindacato, le parole pronunciate nelle scorse settimane dall’amministratore delegato del gruppo e dal top management non offrono rassicurazioni concrete sul medio periodo. Anche le possibili revisioni annunciate dalla Commissione europea sul percorso verso il 2035 non vengono considerate una soluzione strutturale: al contrario, per la UILM rischiano di avere effetti negativi già nel breve termine, in un contesto industriale che appare sempre più fragile.

Dopo l’addio alla Hornet, si cercano nuove prospettive

La situazione dello stabilimento campano resta emblematica delle difficoltà del settore. La produzione della Dodge Hornet, penalizzata anche dall’impatto dei dazi, si è conclusa lo scorso dicembre, riducendo ulteriormente il carico di lavoro a Pomigliano. Attualmente, la linea produttiva si regge principalmente sull’Alfa Romeo Tonale, un modello che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non è sufficiente a garantire volumi adeguati. Anche la Pandina, per quanto importante, non può da sola sostenere uno stabilimento di queste dimensioni e l’intero indotto che da anni convive con lunghi periodi di cassa integrazione.
Una condizione che continua ad avere ricadute pesanti sull’occupazione e sul clima interno agli stabilimenti. Per questo la UILM chiede interventi rapidi e mirati: è necessario individuare al più presto nuove produzioni da assegnare a Pomigliano, così da riportare l’impianto a un livello di saturazione adeguato e offrire certezze ai lavoratori.

Con la concorrenza cinese si cercano nuove prospettive

Sul tavolo c’è anche la sfida della concorrenza internazionale, in particolare quella dei costruttori cinesi, sempre più aggressivi sul mercato europeo. Secondo il sindacato, per restare competitivi non bastano annunci o correzioni normative: servono scelte industriali chiare, investimenti concreti e soprattutto nuovi modelli da produrre in Italia.
L’attenzione è ora rivolta al piano industriale che il nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa, dovrebbe presentare entro giugno. Un appuntamento considerato cruciale, dal quale ci si aspettano risposte credibili sul futuro dei siti italiani e la volontà di valorizzare gli sforzi compiuti in questi anni dai lavoratori del gruppo.
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