Michael Schumacher, 12 anni dopo l’incidente l’amico rompe il silenzio e lancia un messaggio devastante

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31 dicembre 2025, 9.58
michael schumacher 2006 ferrari
Sono passati dodici anni dal drammatico incidente sugli sci che ha cambiato per sempre la vita di Michael Schumacher, leggenda assoluta della Formula 1. Da quel 29 dicembre 2013, quando il sette volte campione del mondo rimase gravemente ferito sulle piste di Méribel, in Francia, il silenzio attorno alle sue condizioni di salute è diventato quasi totale. Un silenzio rotto solo raramente, sempre nel segno del massimo rispetto voluto dalla famiglia.
Nel 2014 arrivò l’unico aggiornamento ufficiale: Schumacher era uscito dal coma. Da allora, però, nessuna comunicazione diretta sul suo reale stato di salute. Una scelta precisa, maturata dopo i primi giorni di caos mediatico e i numerosi tentativi di violazione della privacy che hanno colpito la famiglia negli anni successivi.
corinna michael schumacher 200 gp f1 spagna 2004

Il riserbo della famiglia Schumacher e le dichiarazioni di Richard Hopkins

La moglie Corinna e i figli hanno sempre protetto Michael da occhi indiscreti, respingendo pressioni, speculazioni e persino tentativi di ricatto. Da quel momento, le informazioni sul “Kaiser” sono arrivate solo tramite pochissime testimonianze indirette di amici strettissimi. Episodi simbolici, come la firma apposta da Schumacher — con l’aiuto della moglie — su un casco di Jackie Stewart per un evento benefico, hanno acceso brevemente la speranza dei tifosi, senza però fornire certezze sul suo stato di salute.
A distanza di dodici anni dall’incidente, a parlare è stato Richard Hopkins, nome noto nel paddock di Formula 1. Ex responsabile operativo della Red Bull e dirigente della McLaren, Hopkins non ha mai lavorato direttamente nello stesso team di Schumacher, ma con lui ha instaurato un rapporto di profonda amicizia durante gli anni nel Circus.
In un’intervista rilasciata a Sportbible, Hopkins ha ammesso fin da subito il suo disagio nel trattare un argomento così delicato: la famiglia Schumacher, per motivi più che comprensibili, ha sempre imposto una linea di totale riservatezza. Nonostante questo, l’ex dirigente ha deciso di condividere il suo punto di vista.
Le parole di Hopkins hanno avuto un forte impatto sul mondo del motorsport. Pur ammettendo di non avere informazioni recenti o ufficiali, ha rivelato che Schumacher sarebbe seguito da un medico personale finlandese. Ma è una frase in particolare ad aver colpito i tifosi di tutto il mondo: “Non credo che rivedremo mai più Michael Schumacher”.
Un’affermazione che non si basa su dati clinici, ma che riflette il sentimento di chi conosceva bene il campione tedesco e comprende la gravità della situazione, a dodici anni di distanza dal tragico incidente.
michael schumacher ferrari 2004

Il rispetto condiviso nel mondo della Formula 1

Hopkins ha citato anche Ross Brawn, storico ingegnere di Schumacher ai tempi di Benetton e Ferrari, come esempio del muro di silenzio che circonda il campione. Anche le persone a lui più vicine, secondo l’ex dirigente, non si lasciano andare a confidenze, nemmeno in contesti privati.
Questa scelta nasce da un rispetto profondo per la volontà della famiglia Schumacher. Chiunque abbia la possibilità di visitarlo sa che nulla deve essere divulgato. Un patto non scritto, ma condiviso, che mette al primo posto la dignità dell’uomo prima ancora della leggenda sportiva.
A dodici anni dall’incidente sugli sci, Michael Schumacher resta una presenza silenziosa ma potentissima nella memoria degli appassionati di Formula 1. Il desiderio di un aggiornamento positivo sulle sue condizioni di salute è ancora vivo, ma per ora il mondo del motorsport può solo attendere, rispettando la scelta di chi ha deciso di proteggere Michael fino in fondo.
Il tempo passa, le speranze restano. E il “Kaiser”, anche nel silenzio, continua a essere una delle figure più amate della storia dello sport.
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