Dalle city car come la Inster ai grandi SUV ibridi: il
costruttore coreano standardizza la frenata rigenerativa intelligente. Ecco
perché delegare al software la decelerazione migliora l'efficienza e riduce i
costi di manutenzione.
La gestione dell'energia è diventata la nuova frontiera
della competizione automobilistica. Se fino a pochi anni fa l'attenzione era
focalizzata quasi esclusivamente sulla capacità delle batterie o sulla potenza
dei motori elettrici, oggi la partita si gioca sul software di gestione e, in
particolare, su come l'auto recupera energia quando non accelera. In questo
contesto si inserisce l'aggiornamento tecnologico annunciato oggi da
Hyundai:
l'estensione dello
Smart Regenerative System (Sistema di Rigenerazione
Intelligente) a un'ampia fascia della propria gamma.
Non si tratta di una semplice funzione di "freno
motore" virtuale, ma di un sistema ADAS (Advanced Driver Assistance
Systems) applicato alla catena cinematica, ora disponibile dalle compatte
elettriche come la Inster fino ai SUV di segmento superiore come Tucson
e Santa Fe, passando per la famiglia Ioniq e la Kona.
Come funziona: il radar diventa "meccanico"
La frenata rigenerativa è quel principio fisico per cui,
sollevando il piede dall'acceleratore, il motore elettrico inverte il suo
funzionamento trasformandosi in generatore: rallenta l'auto e ricarica la
batteria. Solitamente, questa intensità è fissa o regolabile manualmente dal
guidatore tramite palette al volante (paddle).
L'evoluzione introdotta da Hyundai automatizza questo
processo. Il sistema incrocia i dati provenienti dai radar frontali (che
monitorano la distanza e la velocità del veicolo che precede) con le
informazioni topografiche del navigatore satellitare. In pratica, la
centralina "legge" la strada in tempo reale:
- Se
c'è traffico: Aumenta automaticamente l'intensità della frenata
rigenerativa quando ci si avvicina a un'auto più lenta, permettendo di
rallentare senza toccare il pedale del freno.
- Se
la strada è libera: Riduce la resistenza per sfruttare l'inerzia
(veleggiamento) e massimizzare la scorrevolezza.
- Se
c'è una curva o una discesa: Grazie ai dati GPS, il sistema anticipa
la variazione altimetrica o di traiettoria, incrementando il freno motore
prima che il guidatore debba intervenire.
I modelli coinvolti: democratizzazione della tecnologia
La notizia rilevante di questo 13 febbraio è l'estensione
capillare della tecnologia. Hyundai ha scelto di non limitare il sistema alle
ammiraglie elettriche. Lo Smart Regenerative System è ora integrato su tre
diverse tipologie di propulsione:
- Full
Electric (EV): Dalla city car Inster e la sua variante Cross, alla
best-seller Kona EV, fino all'intera gamma Ioniq.
- Full
Hybrid (HEV): Disponibile su Kona, Tucson e Santa Fe.
- Plug-in
Hybrid (PHEV): Presente sulle versioni alla spina di Tucson e Santa
Fe.
Questa scelta indica una volontà precisa: rendere
l'automazione della guida una componente standard, indipendentemente dal
segmento di mercato o dal livello di elettrificazione scelto dal cliente.
Perché ha senso: comfort ed economia di gestione
Al di là dell'aspetto tecnologico, quali sono i benefici
reali per l'utente? L'analisi tecnica evidenzia tre vantaggi concreti:
- Efficienza
energetica: Delegare al software la gestione della decelerazione
elimina l'errore umano. Il sistema è in grado di recuperare più kWh
rispetto a un guidatore medio, che spesso frena troppo tardi (usando i
freni meccanici e disperdendo energia in calore) o troppo presto (dovendo
poi riaccelerare). Questo si traduce in un leggero ma costante aumento
dell'autonomia, prezioso soprattutto nel ciclo urbano.
- Comfort
di marcia: Chi guida auto elettriche o ibride conosce l'effetto
"singhiozzo" (o motion sickness) che può derivare da una
rigenerazione troppo aggressiva in fase di rilascio. Il sistema
intelligente modula la decelerazione in modo progressivo, rendendo la
guida più fluida e meno stancante nel traffico stop-and-go.
- Riduzione
dell'usura: C'è un aspetto economico spesso sottovalutato. Utilizzando
quasi esclusivamente il freno motore elettrico per i rallentamenti
ordinari, l'intervento dell'impianto frenante idraulico (dischi e
pastiglie) viene drasticamente ridotto. Questo comporta una minore usura
della componentistica e intervalli di manutenzione più lunghi per le parti
d'attrito.
Resta comunque salva la discrezionalità del conducente: il
sistema è disattivabile e le palette al volante rimangono disponibili per chi
preferisce gestire manualmente la dinamica del veicolo, confermando un
approccio che affianca, ma non sostituisce, la volontà di chi guida.