Lo scorso ottobre, al Salone di Monaco,
CUPRA ha mostrato al
mondo quello che sarà il suo futuro modello di punta: la
Tindaya, un SUV
elettrificato di 4,72 metri destinato a posizionarsi al di sopra del Formentor
e del Tavascan nella gamma del marchio spagnolo. Un'auto attesa, annunciata,
già carica di aspettative. Eppure, a distanza di mesi, c'è ancora un'importante
domanda senza risposta: cosa ci sarà sotto al cofano.
Arriverà, ma quando e come non è ancora deciso
Il CEO di CUPRA Markus Haupt è stato chiaro con Autocar:
"Ha un aspetto fenomenale, perché non dovremmo costruire la Tindaya?
Stiamo valutando i nostri piani per capire quando potremmo iniziare a produrla,
ma quello che posso promettere è che l'auto si vedrà su strada entro qualche
anno." Una conferma, dunque, ma senza date precise e con un dettaglio che
pesa: la gamma di motorizzazioni non è ancora stata definita all'interno del
Gruppo Volkswagen.
Non si tratta di un problema tecnico, ma di strategia
industriale. La Tindaya sarà uno dei primi modelli basati sulla nuova
piattaforma SSP del Gruppo Volkswagen, l'architettura che supera sia la MEB che
la PPE, e che a differenza della MEB, pensata esclusivamente per i veicoli
elettrici, sarà più flessibile e potrà accogliere anche motorizzazioni con una
componente termica. Proprio questa flessibilità è al centro del dibattito: in
un mercato europeo in cui la domanda di elettrico puro si è rivelata più lenta
del previsto, scegliere oggi la strategia giusta per un'auto che arriverà tra
qualche anno è tutt'altro che semplice.
Elettrica, ibrida o range extender?
Il concept presentato a Monaco era equipaggiato con un
powertrain range extender (REEV): due motori elettrici con trazione
integrale abbinati a un motore benzina 1.5 litri a quattro cilindri, per una
potenza complessiva di 365 kW (circa 490 CV) e circa 300 km di autonomia
elettrica. Un sistema ibrido a estensione di autonomia che funziona essenzialmente
come un'auto elettrica con un generatore a bordo, pensato per eliminare l'ansia
da ricarica senza rinunciare all'efficienza.
Secondo alcune fonti, la Tindaya potrebbe ospitare due tipi
di propulsori: completamente elettrico oppure ibrido con range extender, con il
motore a benzina da 1,5 litri che genera energia per i due motori elettrici,
per una potenza integrale di 490 CV. Il nodo, tuttavia, è se questa soluzione
arriverà effettivamente in Europa. Il Gruppo Volkswagen ha finora preferito
offrire la propria tecnologia ibrida plug-in convenzionale per Europa e
Australia, e non è ancora chiaro se il powertrain range extender verrà proposto
al di fuori della Cina.
Un'auto che si inserisce in un segmento affollato
Per dimensioni e posizionamento, la Tindaya punta dritta al
cuore del segmento SUV premium di taglia media: è leggermente più corta del BMW
iX3 (4,78 metri contro 4,72), il rivale della Neue Klasse che rappresenta il
riferimento tecnico del segmento, ma si distinguerà per un carattere più
dinamico e sportivo, fedele all'identità del marchio. Il confronto con l'iX3 è
inevitabile, ma si tratta di auto pensate per pubblici almeno in parte diversi:
dove il bavarese punta su comfort e raffinatezza, la Tindaya cercherà quella
vena più aggressiva che caratterizza tutta la gamma CUPRA.
Un dettaglio non trascurabile: a inaugurare per prima la
piattaforma SSP sarà Audi, il che significa che la Tindaya nascerebbe su
fondamenta già rodate ai piani alti del gruppo, con benefici diretti su qualità
percepita, efficienza e integrazione software. Porsche sarà il secondo marchio
a utilizzarla.
Il futuro di Cupra
La direzione, almeno sul design, sembra tracciata. A margine
dell'E-Prix di Madrid, Haupt ha aggiunto un dettaglio significativo: "Non
è solo una visione. Il modello di produzione sarà molto simile a quello che
abbiamo visto a Monaco." Una rassicurazione per chi aveva temuto che la
showcar restasse tale. La Tindaya è parte di un piano più ambizioso: portare
CUPRA al 3% di quota di mercato globale entro il 2030, spingendosi verso fasce
di prezzo più alte senza perdere il carattere sportivo che ha costruito il
marchio. La domanda sui motori, però, resta aperta.
L'attesa continua e, con essa, l'incertezza su cosa
troveremo sotto al cofano.