Un automobilista ha tentato un approccio decisamente
"artigianale" per evitare le multe elettroniche in centro città. Il
risultato? Una lezione che il suo portafogli non dimenticherà presto.
L'ingegno italiano, si sa, non ha confini, specialmente
quando si tratta di aggirare ostacoli burocratici o divieti. Eppure, il confine
tra genialità e pura incoscienza è spesso sottile, come dimostra l'incredibile
vicenda accaduta la notte del 12 gennaio scorso.
Siamo abituati a sentire di tutto: targhe sporcate col fango
"per caso", spray riflettenti o nastro adesivo per modificare le
lettere. Ma quello che è successo nel cuore di un capoluogo italiano ha
superato ogni immaginazione per la sua disarmante semplicità.
Il piano "infallibile"
Il protagonista è un uomo di 49 anni, residente
nell'hinterland di Cagliari. L'obiettivo? Entrare nella Zona a Traffico
Limitato (ZTL) del quartiere Villanova senza sborsare un centesimo e,
soprattutto, senza ricevere la temuta busta verde a casa.
La soluzione ideata dall'uomo non prevedeva hacking
informatici o permessi falsi, ma un oggetto che tutti abbiamo in bagno: un
coloratissimo asciugamano.
La tecnica era rudimentale: fermarsi poco prima del varco
elettronico di via Bosa, scendere dall'auto, coprire la targa posteriore con
l'asciugamano come si copre un bambino infreddolito, e passare indenne sotto
l'occhio vigile delle telecamere. Sulla carta, un piano a costo zero.
L'imprevisto dietro l'angolo
Il 49enne, convinto della sua astuzia, ha messo in atto il
piano proprio nel cuore della notte. Ciò che non aveva calcolato, però, era il
fattore umano.
Mentre le telecamere venivano accecate dal tessuto colorato,
una pattuglia della Polizia Locale si trovava proprio lì, impegnata in
un normale controllo del territorio. Gli agenti hanno assistito in diretta alla
scena surreale: un'auto che sfilava con nonchalance "indossando" un
asciugamano sul retro.
Il paradosso: Per evitare una sanzione amministrativa
automatica (la multa per accesso ZTL), l'automobilista ha attirato l'attenzione
diretta delle forze dell'ordine, finendo in guai ben peggiori.
Perché il gioco non vale la candela
L'epilogo è stato inevitabile: paletta alzata, stop
immediato e identificazione. Se l'uomo fosse entrato semplicemente senza
permesso, avrebbe pagato la classica sanzione per violazione della ZTL. Invece,
tentando di fare il furbo, ha commesso un errore strategico gravissimo.
Le conseguenze:
- Multa
per accesso non autorizzato in ZTL.
- Sanzione
ben più pesante per occultamento della targa (violazione dell'art.
102 del Codice della Strada).
Non è solo una multa: perché coprire la targa ti porta dritto nel Penale
Molti pensano che nascondere la targa con un asciugamano o del nastro adesivo comporti al massimo una sanzione amministrativa più salata. Niente di più sbagliato: ecco cosa rischia davvero chi gioca a nascondino con il Codice della Strada.
Il caso dell'automobilista di Cagliari che usava un asciugamano per entrare in ZTL ha fatto sorridere molti per la sua ingenuità, ma dal punto di vista legale c'è ben poco da ridere. In Italia, la targa non è un semplice pezzo di metallo: è un documento avente fede pubblica. Manometterla, occultarla o contraffarla non è un gioco, ma una condotta che fa scattare conseguenze ben più gravi di un semplice bollettino da pagare alle Poste.
Ecco un'analisi dettagliata di cosa prevede la legge italiana.
1. La distinzione fondamentale: sporco vs occultato
La legge distingue nettamente tra chi ha la targa illeggibile per incuria e chi la rende illeggibile volontariamente.
- Il caso "lieve" (Art. 102 CdS): Se la targa è sporca di fango, scolorita dal sole o piegata a seguito di un urto, si applica l'articolo 102, comma 7 del Codice della Strada.La sanzione: Una multa amministrativa che varia da 42 a 173 euro.La natura: È una semplice infrazione. Paghi e finisce lì (a patto di ripulire o sostituire la targa).
- La sanzione: Una multa amministrativa che varia da 42 a 173 euro.
- La natura: È una semplice infrazione. Paghi e finisce lì (a patto di ripulire o sostituire la targa).
- Il caso "grave" (Dolo): Quando interviene la volontà umana per nascondere i caratteri (es. nastro adesivo, fango spalmato ad hoc, spray riflettenti, dispositivi meccanici a scomparsa o, appunto, un asciugamano), si entra nel campo del dolo. Qui la giurisprudenza non perdona.
2. Il salto nel penale: l'articolo 490 C.P.
Il vero rischio che l'automobilista "furbetto" ignora è il Codice Penale. La targa automobilistica è considerata un atto pubblico amministrativo. Pertanto, nasconderla volontariamente configura il reato di "Soppressione, distruzione e occultamento di atti veri" (Art. 490 del Codice Penale).
Le conseguenze non sono economiche, ma penali:
- Reclusione: La pena prevista può andare da 1 a 5 anni (in casi specifici legati alla contraffazione si applicano anche gli artt. 469 e 476 C.P.).
- Fedina Penale: Si rischia una condanna che macchia il casellario giudiziale.
- Processo: Bisogna affrontare un processo penale, nominare un avvocato e sostenere le relative spese legali.
La Corte di Cassazione è stata chiara in diverse sentenze: utilizzare stratagemmi per eludere i controlli (come il tutor o le telecamere ZTL) dimostra la volontà di occultare un documento pubblico, facendo scattare il reato.
3. Altre sanzioni accessorie: fermo e confisca
Oltre al processo penale, il Codice della Strada prevede sanzioni immediate sul veicolo se si circola con targa contraffatta o alterata (Art. 100 CdS):
- Sanzione pecuniaria pesante: Da 2.046 a 8.186 euro se si circola con targa non propria o contraffatta.
- Fermo amministrativo: Il veicolo viene fermato per 3 mesi.
- Confisca: In caso di recidiva o di targa totalmente falsa, si rischia la confisca amministrativa del veicolo (l'auto diventa proprietà dello Stato).
In sintesi: ne vale la pena?
Facciamo due conti.
L'accesso abusivo in una ZTL comporta una multa che si aggira intorno agli 83 euro (spese di notifica escluse).
Tentare di risparmiare questi 80 euro con il "trucco dell'asciugamano" espone l'automobilista a:
- Una denuncia penale.
- Migliaia di euro di spese legali.
- Il rischio concreto di reclusione.
- Il fermo del veicolo.