L'allarme dalla Val di Fassa: temperature polari stanno
fermando decine di veicoli. Ecco perché il Diesel "si congela", come
prevenirlo con il carburante giusto e i trucchi per ripartire senza fare danni
al motore.
Il termometro scende in picchiata e, puntuale come ogni
inverno, arriva la strage di auto ferme a bordo strada. L'allarme quest'anno
parte direttamente dalla Polizia Locale della Val di Fassa, costretta in
questi giorni a numerosi interventi di soccorso per automobilisti rimasti a
piedi non per guasti meccanici, ma per il freddo.
Il colpevole? Il gasolio che, a basse temperature, cambia
stato fisico bloccando il motore. Un problema spesso sottovalutato da chi sale
in montagna per il weekend, ma che può trasformarsi in un incubo costoso.
Perché il gasolio si "congela"? (La colpa è della paraffina)
Tecnicamente il gasolio non diventa un blocco di ghiaccio
come l'acqua. Il problema risiede nella paraffina, un componente
essenziale del Diesel che serve a lubrificare il motore. Quando la temperatura
scende sotto una certa soglia (generalmente sotto i -2°C per il gasolio estivo,
o -12°C per quello invernale standard), la paraffina inizia a cristallizzarsi.
Si formano dei piccoli fiocchi cerosi che, accumulandosi, vanno a intasare
il filtro del carburante e i condotti di iniezione.
Risultato? Il gasolio non passa più, la pompa gira a vuoto e
l'auto si spegne o non parte affatto.
La soluzione preventiva: il "Gasolio Alpino"
Come sottolineato dagli agenti della Val di Fassa, la
prevenzione è l'unica arma efficace al 100%. Nelle zone di montagna i
distributori erogano due tipi di carburante speciale:
- Gasolio
Invernale: Solitamente disponibile in tutta Italia da novembre a
marzo, protegge fino a circa -12°C.
- Gasolio
Alpino (o Diesel Artico): È quello raccomandato dalla Polizia.
Contiene additivi specifici che impediscono la cristallizzazione delle
paraffine fino a -20°C o addirittura -30°C.
Il consiglio d'oro: Se partite dalla città con il
pieno di gasolio "standard" e parcheggiate l'auto a -15°C per la
notte, al mattino non partirete. La strategia migliore è arrivare in montagna
con il serbatoio quasi vuoto e fare il pieno in loco appena arrivati,
così da immettere subito nel circuito il gasolio artico resistente al gelo.
Cosa fare se l'auto è già congelata?
Se girate la chiave e l'auto “tossisce” o non parte, non
insistete. Ecco la procedura corretta:
- Smettere
di provare: Forzare l'accensione scaricherà solo la batteria e rischia
di danneggiare il motorino di avviamento. Se il filtro è tappato dalla
cera, il gasolio non passerà.
- Spostare
l'auto al caldo: Se possibile, spingere l'auto in un garage
riscaldato. Spesso basta riportare la temperatura sopra lo zero per
sciogliere i cristalli di paraffina.
- Il
trucco dell'asciugacapelli: In casi di emergenza, se sapete dov'è
posizionato il filtro del gasolio, potete provare a scaldarlo (con molta
cautela) usando un phon o avvolgendolo in panni caldi. L'obiettivo è
sciogliere il tappo di cera nel filtro.
- Additivi
post-congelamento: Esistono additivi specifici ("antigelo Diesel")
da versare nel serbatoio, ma sono molto più efficaci se usati prima
che il danno sia fatto.
Cosa NON fare: attenzione ai vecchi miti
Internet è pieno di consigli della nonna che sulle auto
moderne (Euro 5, Euro 6 e successive) possono causare danni da migliaia di
euro.
- NO
alla benzina nel gasolio: Un vecchio trucco dei camionisti era
aggiungere un po' di benzina al Diesel per non farlo gelare. Non fatelo
mai sui moderni motori Common Rail. La benzina riduce il potere
lubrificante del gasolio e può distruggere la pompa ad alta pressione e
gli iniettori.
- NO
alle fiamme libere: Sembra assurdo doverlo specificare, ma non usate
mai fiamme libere o fornellini sotto il serbatoio per scaldarlo. I
serbatoi moderni sono spesso in plastica e il rischio di incendio è
altissimo.
La regola finale della Polizia Locale è semplice: prevenire.
Un pieno di Diesel artico appena arrivati a destinazione costa pochi
euro in più, ma vi salva la vacanza.