Dopo aver (ri)visto l'Auto dell'Anno 2016, la Opel Astra, torniamo a mettere la lente d'ingrandimento sul decennio scorso per vedere se davvero il 2026 è il nuovo 2016. A livello automobilistico, come abbiamo già intravisto nello scorso appuntamento, tanto è cambiato rispetto al passato, dalla presenza dei motori Diesel in maniera totalizzante all'apporto dei SUV e dei crossover ancora marginale rispetto al sostanziale monopolio davanti al quale ci troviamo oggi.
Nel 2016, poi, c'era ancora tanto spazio per la passione: complici limitazioni alle emissioni molto più blande rispetto ad oggi, ad un maggior interesse verso le vetture sportive e un grado di libertà superiore delle Case automobilistiche, negli anni '10 ci sono stati ancora grandi nomi dell'automobilismo a spingere nella produzione di auto emozionali ma abbordabili, le mitiche Hot Hatch. Oggi, infatti, sono solo una manciata i brand a produrre
compatte sportive, come Audi, Volkswagen e Toyota, ma solo 10 anni fa c'erano molti più marchi come, ad esempio, Renault, SEAT, Opel, Hyundai e
Alfa Romeo, che nel 2016 occupava il segmento C sportivo con l'
Alfa Romeo Giulietta Veloce.
La Casa del Biscione è ancora attiva nella produzione di vetture dichiaratamente sportive, con il Quadrifoglio che ha trovato la sua applicazione più calda ed emozionale su Giulia e Stelvio, con potenze e prestazioni degne di una Supercar. Prima di tornare sulle "figlie" della Piattaforma Giorgio, però, il Quadrifoglio aveva trovato casa sulle versioni ad alte prestazioni delle compatte degli anni '10 della Casa di Arese, la MiTo e la Giulietta. Le MiTo e Giulietta Quadrifoglio Verde sono state, in più, pioniere nell'utilizzo del cambio automatico doppia frizione, con il TCT diventato unica trasmissione per la più piccola Mito e, dal 2014, anche per la Giulietta "QV".
Complice l'arrivo dell'attesissima Giulia, nel 2016
Alfa Romeo ha rinominato la versione più potente della
Giulietta, riservando il Quadrifoglio (ormai privo del suffisso "Verde") per le due Alfa a trazione posteriore, con un nome altrettanto evocativo:
Veloce.
Nell'estate del 2016, il nostro caporedattore Guido Casetta ha provato per Autoappassionati l'Alfa Romeo Giulietta Veloce, che con il debutto del nuovo nome ha guadagnato un look più fresco e nuovi contenuti tecnici. Come apparirà la Hot Hatch italiana a 10 anni dal lancio del suo ultimo restyling?
Scopriamolo insieme in questa (ri)prova dell'Alfa Romeo Giulietta Veloce 1750 TBi TCT. Design aggressivo e ancora moderno, il segreto della sua longevità
Lunga 4,35 metri, l'
Alfa Romeo Giulietta è arrivata sul mercato nel 2010 come
erede della 147, vettura dal grande successo commerciale e che condivide con la sua sostituta gli anni di carriera, ben 10.
La compatta del Biscione, infatti, è rimasta a listino per Alfa Romeo fino alla fine del 2020, chiudendo la propria produzione nello stabilimento di Cassino (condiviso, dal 2016, con Giulia e Stelvio) con
quasi 500.000 esemplari venduti. Il successo della terza automobile della storia Alfa a portare questo nome (dopo la mitica Giulietta del 1955, la "Fidanzata d'Italia", e la sua riedizione moderna del 1977) è dovuto in parte al suo
stile, sportivo e capace di essere, a più di 15 anni dalla presentazione, ancora fresco e gradevole.
Le proporzioni disegnate dal
Centro Stile Alfa Romeo diretto da Lorenzo Ramaciotti riescono allo stesso tempo a farla apparire più compatta di quello che é, ma anche a donarle una presenza su strada da vettura più grande.
Con il restyling del 2016, la Giulietta non è cambiata molto, ma è stata riavvicinata in alcuni dettagli al nuovo family feeling della famiglia Alfa Romeo, introdotto proprio con la "coinquilina" di Cassino, la Giulia. Tra le novità di questo facelift ci sono, infatti, la nuova calandra con griglia a nido d'ape, dei nuovi paraurti anteriori e posteriori leggermente ridisegnati e soprattutto il
nuovo logo Alfa Romeo, che insieme al nome Giulietta scritto con il rinnovato font più serioso e meno "classico" di prima, riescono a donare una maggior modernità alla compatta italiana.
La versione Veloce si differenzia dalla precedente Quadrifoglio Verde per l'assenza dello scudetto sul parafiamma anteriore, sostituito da un meno vistoso e più raffinato logo "Veloce" poco sopra le frecce laterali. A caratterizzare la Veloce rispetto alle altre Giulietta, invece, ci pensano il paraurti anteriore con il "baffo" rosso (che, sull'esemplare che abbiamo provato, si mischia con lo splendido colore Rosso Competizione tri-strato, optional), i cerchi a 5 fori bruniti da 18 pollici e i freni con pinze rosse, senza dimenticare il doppio scarico maggiorato in coda.
Tecnologia nuova (per l'epoca) e una buona dose di spazio
La grande novità del restyling 2016 della Giulietta, però, si trova all'interno, dove
Alfa Romeo ha lavorato per migliorare tecnologia e qualità costruttiva. Se, infatti, le prime Giulietta potevano prestare il fianco a qualche critica in fatto di materiali e assemblaggi,
con il facelift sono entrambi migliorati parecchio. Come ha constatato all'epoca il nostro Guido,
"le finiture sono praticamente impeccabili", anche se alcuni esemplari un po' "vissuti" oggi hanno perso quella precisione che, nel 2016, aveva ben figurato contro le rivali coeve. I buoni materiali fanno il paio con un
volante sportivo in pelle tagliato in basso con cuciture a contrasto,
"ben dimensionato e spesso quanto basta per una buona presa". Nuova anche la finitura della plancia, rivestita in un materiale con effetto carbon look, "che ricopre buona parte del cruscotto regalando un bell'effetto racing". Peccato per l'utilizzo di questo materiale, un po' scivoloso, sui rivestimenti delle portiere dove si poggia solitamente il braccio, "che crea qualche fastidio nei lunghi viaggi". Al centro della consolle centrale, poi, trova posto un nuovo sistema multimediale, che perde il display del navigatore a scomparsa in cima alla plancia (oggi scenografico, ma "d'altri tempi") e guadagna lo UConnect con touch screen da 5 o 6,5 pollici.
Si tratta del primo UConnect Live con connettività ad internet e la funzionalità mirroring per smartphone (antesignano di Apple CarPlay e Android Auto), navigazione TomTom Live e i servizi Efficient Drive e my:Car. Il sistema, oggi, può sembrare un po' vetusto, ma funziona ancora bene. Sugli ultimi esemplari della Veloce, però, il sistema UConnect era stato sostituito da un display più grande, da 7 pollici, della specialista Pioneer con Apple CarPlay e Android Auto. Ottimo, poi, lo spazio per i passeggeri anteriori, e anche il bagagliaio ha una capacità di 350 litri e una forma regolare. Non male, anche, l'abitabilità posteriore, nonostante le forme aggressive della carrozzeria.
Su strada il 1.750 TBi sa ancora il fatto suo
A livello meccanico, l'Alfa Romeo Giulietta è realizzata sul pianale FGA Compact, che sulla carta perde alcune peculiarità tecniche che avevano reso così apprezzate le Alfa a trazione anteriore degli anni '90 e '00 come 147 e 156. La Giulietta, infatti, ha un
classico schema anteriore McPherson a ruote indipendenti, accantonando le raffinate (ma costose) sospensioni a quadrilatero alto, che abbiamo ritrovato sulla Giulia, mentre al posteriore c'è un
MultiLink a tre leve a ruote indipendenti, interamente in alluminio e con barra stabilizzatrice.
Disponibile unicamente a trazione anteriore,
la Giulietta è la prima Alfa Romeo proposta solo con motori turbocompressi, dal piccolo 1.4 Turbo T-Jet da 105 CV fino ai vigorosi e parchi turbodiesel da 1.6 e 2.0 litri, con potenze comprese tra i 105 e i 175 CV. Al top della gamma, infine, c'è la
Veloce, erede della Quadrifoglio Verde e spinta dall'ottimo
1.750 TBi. Dopo aver debuttato proprio sulla Giulietta QV con blocco e testata in ghisa e 235 CV, nel 2014 il TBi è stato completamente rivisto, con blocco e testa in alluminio, diventando più leggero per essere utilizzato sulla Supercar della Casa, la leggerissima
4C.
Con la 4C, la Giulietta Veloce condivide le specifiche del motore: 240 CV e 340 Nm di coppia, scaricati a terra sulle ruote anteriori dal cambio automatico TCT doppia frizione a 6 marce, lo stesso della 4C. "Ovviamente", spiega Guido nella sua prova su strada,"il peso superiore rispetto alla baby Supercar del Biscione non permette le stesse doti dinamiche (1.395 kg contro 895 kg), ma la Giulietta dimostra subito di sapere come "coccolare" il guidatore." Rispetto ad altre vetture dell'epoca, il selettore delle modalità di guida DNA faceva una netta differenza nel comportamento del motore e del cambio, incattivendo la risposta di entrambi in Dynamic e rendendo più fluido e calmo il tutto in Normal o in All-Weather.
Nelle modalità di guida più tranquille, la Giulietta Veloce si rivela relativamente parca nei consumi, con un consumo medio di poco superiore ai 6,8 l/100 km omologati da
Alfa Romeo. Se si spinge, ovviamente, i consumi salgono, ma con loro anche il coinvolgimento di guida.
Matura e divertente, ma non estrema
"In Dynamic", spiega Guido, "con ESC, ASR (non disattivabili totalmente) e sterzo in Sport e il differenziale autobloccante Q2 elettronico attivo, la Giulietta Veloce diverte grazie ad un'ottima tenuta di strada e ad un buon inserimento in curva". Peccato per un sottosterzo che Guido giudicò avvertibile sia in ingresso che in uscita di curva, e che il differenziale elettronico Q2 non riesce a gestire: un classico LSD meccanico avrebbe fatto la differenza. L'allungo del quattro cilindri, invece, è molto buono, come dimostrano anche le prestazioni: 0-100 km/h in 6,0 secondi e 244 km/h di velocità massima, il tutto con un sound che ricorda il timbro della 4C, anche se più "educato".
"Efficace", conclude Guido, "anche il cambio TCT a 6 rapporti, che cambia molto bene in modalità automatica e risponde velocemente agli imput anche in sequenziale", anche se i paddle sono un po' troppo piccoli, oggi come ieri. Rispetto ad altre Hot Hatch, la Giulietta Veloce ha un'indole più matura e cresciuta, evitando di partecipare alle "guerre" di quel periodo in fatto di CV sotto il cofano, con le varie BMW M140i, Volkswagen Golf R e Mercedes A45 AMG che superavano di slancio i 300 CV, e anche le anteriori come la Renault Mégane RS o la SEAT Leon Cupra superavano il muro dei 250 CV.
Il nostro Caporedattore sintetizzò così il comportamento della Hot Hatch del Biscione: "La Giulietta Veloce cerca di soddisfare il cliente a 360 gradi per un utilizzo completo, capace di regalare un ottimo piacere di guida per essere una trazione anteriore sportiva.".
Il prezzo di allora... e quello di oggi
Concludiamo, come di consueto da oltre 15 anni a questa parte, con i prezzi, che ponevano la Giulietta Veloce tra le Hot Hatch più "salate" del periodo. Sebbene, infatti, questo allestimento top di gamma avesse un'ottima dotazione di serie, il prezzo di partenza per una Giulietta Veloce era di ben 35.200 euro. Oltre al 1.750 TBi e ai 244 km/h di velocità massima, ci si portava a casa un'auto con freni Brembo maggiorati, cerchi in lega da 18 pollici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, clima automatico bizona, Cruise Control e volante sportivo.
L'esemplare che abbiamo provato nel 2016, però, aggiungeva diversi optional a pagamento, a partire dal già citato Rosso Competizione tristrato, un colore da ben 2.150 euro, a cui vanno aggiunti i cerchi da 18" bruniti (320 euro), i fari Bi-Xeno AFS (1.300 euro), il sistema UConnect da 6,5 pollici con navigatore (1.300 euro), l'impianto audio Bose da 9 altoparlanti (700 euro) e i bellissimi sedili in pelle neri con motivo a cannelloni da 500 euro. Il totale? 42.000 euro, un prezzo superiore a diverse concorrenti dirette come la Renault Mégane RS, la Ford Focus ST e la Honda Civic Type R, e che la poneva a metà tra le Hot Hatch a trazione anteriore e quelle, più costose, a trazione integrale, che superavano spesso e volentieri i 50.000 euro ma avevano ben altre prestazioni.
Il prezzo, aggiustato con l'inflazione al 23% dal 2016, sarebbe di circa 52.000 euro, in linea quindi con quelle che sono le (poche) Hot Hatch full optional ancora sul mercato.
Come per le altre vetture di questa rubrica, infine, quanto costa oggi una Alfa Romeo Giulietta Veloce? Il valore di
Eurotax per la gamma Giulietta parte da 6.700 euro per le 1.4 Turbo, mentre le Giulietta Veloce hanno un valore di mercato di 10.800 euro.
Se, invece, andiamo a vedere i prezzi "reali", su AutoScout24 le Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde con cambio manuale da 235 CV partono da circa 8.000 euro per gli esemplari più economici, con oltre 200.000 km sulle spalle e qualche lavoro da fare. La presenza motore in ghisa, più pesante ma più robusto in chiave di possibili elaborazioni, e del cambio manuale rende ancora appetibili queste vetture, tanto che per delle Giulietta QV in perfetto stato con cambio manuale possono servire ancora 12-13.000 euro.
Le QV con cambio automatico e motore da 240 CV, invece, partono da circa 13.000 euro, mentre per una Veloce con estetica ristilizzata si parte da 16.000 euro, mentre una Veloce con meno di 120.000 km parte da 18.000-19.000 euro. La Giulietta Veloce è quindi una Hot Hatch molto apprezzata sul mercato dell'usato, che si propone come opzione differente, più personale e "passionale" rispetto alle solite compatte sportive. Quale nuova "riprova" ti piacerebbe vedere in futuro? Faccelo sapere!