Auto ferma in garage? Per l’UE potrebbe servire comunque l’assicurazione

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di Simone Bocca
20 gennaio 2026, 11.40
La foto ritrae una moto e un'auto in un garage, entrambe coperte da due teli. Sullo sfondo si vedono degli scatoloni di carta
L’Unione Europea approva con regolarità nuove direttive che gli Stati membri sono chiamati – talvolta obbligati – a recepire entro precise finestre temporali. Proprio in questi giorni l’Italia sta esaminando la Direttiva UE 2021/2118, che introduce novità rilevanti in materia di assicurazione RC, anche per veicoli fermi o inutilizzati.
Il provvedimento sta facendo parecchio discutere perché, di fatto, estende l’obbligo assicurativo anche ad auto e moto che non circolano e restano ferme in garage. La domanda sorge spontanea: perché assicurare un mezzo che non si muove su strada e che, almeno in apparenza, non potrebbe arrecare danni a nessuno?
La risposta sta nell’impostazione europea, che considera il veicolo come potenziale fonte di rischio anche quando non è in marcia. Un’interpretazione che ha acceso il dibattito, ma che nella direttiva viene parzialmente mitigata da una serie di eccezioni.

Quando l’assicurazione non è obbligatoria

Non è richiesto stipulare una RC per quei veicoli che non sono idonei all’utilizzo stabile, ad esempio perché privi di componenti essenziali. In altre parole, niente assicurazione per mezzi ridotti allo stato di rottame o privi di motore.
Attenzione però: la distinzione è sottile. Se mancano elementi considerati “facilmente installabili” – come ruote o batteria – l’obbligo resta. La logica è chiara: il veicolo può essere rimesso in condizioni di marcia in tempi brevi e, quindi, rientra ancora nella sfera di rischio assicurabile.

Il nodo dei veicoli d’epoca

Il discorso si fa ancora più interessante quando si parla di veicoli storici. Qui la normativa distingue tra due casistiche ben precise. Un’auto o una moto d’epoca ferma esclusivamente per esposizione, ad esempio in una vetrina o in una collezione privata, potrà essere coperta da formule assicurative diverse dalla RC tradizionale.
Diverso il caso dei veicoli storici che, pur circolando raramente, sono ancora potenzialmente utilizzabili su strada: in questo caso la copertura RC rimane obbligatoria. Una distinzione che potrebbe incidere concretamente sui costi per molti appassionati, soprattutto considerando che – secondo le stime – circa 500.000 italiani potrebbero ritrovarsi con un aumento dei premi assicurativi nel 2026.

Polizze stagionali e alternative alla RC classica

Il nuovo decreto apre però anche a soluzioni più flessibili. Tra le novità più interessanti ci sono le polizze intra-annuali, pensate per auto e moto utilizzate solo in determinati periodi dell’anno.
Allo stesso modo, chi partecipa a competizioni ed eventi sportivi potrà ricorrere a un’alternativa alla RC standard: una polizza di responsabilità civile generale, più mirata all’attività svolta.

Cosa succede ora

Per il momento il decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, ma il percorso non è ancora concluso. Il testo dovrà infatti passare al vaglio delle Camere, dove potrebbero emergere modifiche e chiarimenti ulteriori.
Maggiori dettagli arriveranno nelle prossime settimane. Una cosa, però, è già certa: la direttiva UE 2021/2118 è destinata a cambiare il modo in cui concepiamo l’assicurazione dei veicoli, anche quando restano fermi.
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