In occasione del Goodwood Festival of Speed 2026, in
programma dal 9 al 12 luglio presso la residenza dei Duchi di Richmond nel West
Sussex, il costruttore piemontese Automobili Mignatta ha presentato in
anteprima importanti novità legate alla sua fuoriserie, la Rina. Presso
lo stand del marchio, collezionisti e visitatori possono scoprire i primi
bozzetti di stile della futura variante Coupé e ammirare una speciale
configurazione della versione Barchetta, caratterizzata da una livrea che
omaggia l'artigianato storico italiano.
La Rina Coupé: l'estensione della gamma attesa per il 2027
I bozzetti ufficiali esposti all'evento introducono la Rina
in versione Coupé, una variante a carrozzeria chiusa concepita per affiancare
la declinazione aperta, con il debutto stradale programmato per il 2027. Il
design, definito dalla filosofia "Elegance Icon", si ispira in modo
esplicito alle linee delle vetture sportive degli anni Sessanta, cercando di
coniugare il gusto analogico della guida con una maggiore fruibilità
quotidiana.
Dal punto di vista del design, la Coupé si distingue per un
profilo laterale slanciato e aerodinamico e per una coda tronca provvista di un
doppio fanale circolare integrato, stilema tipico della tradizione
automobilistica italiana. Tra i tratti distintivi figurano il tetto
"double bubble" – una soluzione geometrica studiata per ottimizzare
l'efficienza fluidodinamica e garantire il comfort dell'abitacolo – e un cofano
motore caratterizzato da due canalizzazioni funzionali a semiluna. Il taglio
netto della sezione posteriore del tetto si integra con le gobbe di coda,
mantenendo una chiara continuità visiva con la variante Barchetta.
Un omaggio ai "battilastra" e l'uso del carbonio forgiato
Accanto ai disegni della Coupé, Automobili Mignatta espone
in prima mondiale un esemplare unico della Rina Barchetta. La vettura sfoggia
una colorazione inedita a tonalità chiara e luminosa che, a seconda
dell'esposizione alla luce naturale, rivela sfumature verdi a "effetto
liquido" ispirate ai riflessi delle coste italiane. Questa particolare
verniciatura rappresenta un tributo esplicito ai "battilastra"
piemontesi e italiani, i maestri artigiani che negli anni Sessanta modellavano
a mano i pannelli d'alluminio delle carrozzerie prima dell'applicazione della
vernice.
Il contrasto con la tradizione è affidato all'ampio impiego
del carbonio forgiato, un materiale composito avanzato dall'aspetto visivo
simile al marmo scuro o a una texture mimetica, differente dalla classica trama
geometrica del carbonio tradizionale. Questo materiale è stato utilizzato per i
deflettori dei vani ruota anteriori, i fascioni sottoporta, gli archi dei
rollbar, lo specchio di poppa e vari dettagli dell'abitacolo. La vettura
introduce inoltre un nuovo design dei cerchi ruota con coprimozzi minimalisti.
L'interno della vettura rifiuta l'integrazione di schermi o
sistemi di infotainment, focalizzandosi interamente sulla meccanica. Gli
interni presentano un rivestimento in pelle ad alto contrasto con porzioni
centrali di sedute e schienali in pelle color ghiaccio traforata, un richiamo
tecnico alle vetture da competizione dell'epoca. Nell'abitacolo esordisce
inoltre un nuovo castelletto geometrico per la leva del cambio, realizzato in
acciaio inossidabile lavorato dal pieno nella parte superiore e in materiale
composito laccato in quella inferiore, affiancato da elementi della plancia e
console in alluminio fresato dal pieno e lucidato a mano.
Architettura tecnica e powertrain a vista
La Rina sorge su una monoscocca proprietaria in fibra di
carbonio, materiale con cui è realizzata anche la carrozzeria, quest'ultima
ulteriormente rinforzata in Kevlar per aumentare la resistenza ai piccoli urti.
Il layout meccanico si articola sui seguenti dati tecnici
ufficiali:
- Motore:
Propulsore in alluminio V8 aspirato da 5 litri, collocato in posizione
anteriore centrale, messo a punto per erogare una potenza massima di circa
500 CV con un'erogazione lineare.
- Trasmissione:
Cambio manuale transaxle a 6 rapporti accoppiato a un differenziale
posteriore autobloccante.
- Peso
e bilanciamento: La massa a vuoto complessiva è di circa una
tonnellata, con una distribuzione dei pesi ripartita al 50% tra i due
assi.
- Ciclistica:
Sospensioni anteriori e posteriori a quadrilatero collegate a telaietti
ausiliari tubolari con taratura idraulica regolabile, ruote forgiate
dedicate e pneumatici Pirelli di alta gamma.
- Aerodinamica:
Presenza di un fondo piatto progettato per incrementare la deportanza, la
stabilità e ridurre la resistenza all'avanzamento.
Al Festival of Speed, l'azienda espone anche alcuni
componenti chiave del powertrain isolati, tra cui l'albero di trasmissione
realizzato interamente in fibra di carbonio. Questa soluzione tecnica permette
di dimezzare il peso del componente rispetto a un equivalente in acciaio,
migliorando la reattività dell'acceleratore e l'efficienza della trasmissione.
Le componenti elettroniche di assistenza sono presenti per
supportare le performance e il comfort, ma restano facilmente disattivabili dal
conducente per preservare la dinamica di marcia analogica. Ogni esemplare viene
costruito su misura e rigorosamente a mano a Valfenera d'Asti, in Piemonte,
regione richiamata anche nel logo aziendale di Automobili Mignatta (brand di JM
Srl), che reinterpreta il tradizionale lambello azzurro a tre gocce della bandiera
piemontese sfruttando l'esperienza di 25 anni del marchio nella lavorazione dei
materiali compositi.