Il passaggio all'elettrificazione ad alte prestazioni di
Audi Sport si concretizza con la nuova
Audi RS 5, evoluzione diretta
della RS 4 e prima vettura ibrida plug-in (PHEV) nella storia della divisione
sportiva del marchio. Oltre al nuovo propulsore, il veicolo introduce in prima
mondiale su un modello di serie un inedito sistema di trazione integrale caratterizzato
dal torque vectoring elettromeccanico, denominato
Dynamic Torque Control.
L'arrivo nelle concessionarie italiane è previsto per il
secondo trimestre del 2026.
Architettura ibrida plug-in
La nuova Audi RS 5 abbandona la propulsione esclusivamente
termica a favore di un sistema ibrido plug-in ad alte prestazioni. Il gruppo
motopropulsore è composto da un motore termico V6 2.9 TFSI biturbo affiancato
da un'unità elettrica.
Questa combinazione permette alla vettura di raggiungere
valori di vertice per la categoria, garantendo un incremento significativo
della spinta complessiva a disposizione del guidatore.
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Specifica tecnica
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Dettaglio
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Architettura motore
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Ibrida Plug-in (PHEV) - V6 biturbo + motore elettrico
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Potenza complessiva
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639 CV
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Coppia massima
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825 Nm
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Tecnologia asse posteriore
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Torque vectoring elettromeccanico (Dynamic Torque Control)
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Ripartizione trazione (max)
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Fino al 70% all'anteriore / Fino all'85% al posteriore
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Disponibilità mercato
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Secondo trimestre 2026
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La meccanica del Dynamic Torque Control
La vera novità ingegneristica della vettura risiede nella
gestione della trazione sull'asse posteriore. Il sistema Dynamic Torque Control
permette di trasferire la coppia tra le ruote posteriori in modo indipendente
dalla potenza erogata in quel momento dal propulsore centrale, operando con
tempi di reazione stimati in 15 millisecondi.
Il modulo è integrato nel sistema di trasmissione
dell'assale posteriore e si avvale di tre componenti meccaniche ed elettroniche
principali:
- Un
motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 10,9 CV e 40 Nm
(raffreddato ad acqua) che funge da attuatore.
- Un
pacco ingranaggi in sovrapposizione.
- Un
differenziale convenzionale a bassa percentuale di bloccaggio.
Alimentato dalla rete di bordo a 400 Volt del sistema
plug-in, l'attuatore interviene sugli ingranaggi collegati al semiasse sinistro
e al rotore del differenziale. Questo meccanismo arriva a generare un
differenziale massimo di 2.000 Nm tra la ruota destra e la ruota
sinistra.
Gestione elettronica e differenze con i sistemi tradizionali
A differenza dei differenziali meccanici classici o dei
sistemi torque splitter ad azionamento elettroidraulico (come quello
presente sulla Audi RS 3), il sistema elettromeccanico della RS 5 lavora in
modo bidirezionale. È in grado di "accelerare" o
"rallentare" la singola ruota intervenendo attivamente non solo in
fase di accelerazione, ma anche in fase di rilascio e durante la frenata.
L'intero processo è governato dalla piattaforma informatica
della dinamica di marcia HCP1. Elaborando i dati relativi alle
condizioni stradali, all'angolo di sterzo, alla pressione sui pedali e alla
modalità di guida selezionata, il controller ricalcola la ripartizione della
coppia differenziale tra le ruote posteriori ogni 5 millisecondi (frequenza di
200 Hz).
L'evoluzione del differenziale centrale autobloccante
Oltre al modulo posteriore, Audi ha aggiornato il classico
differenziale centrale autobloccante, incaricato di ripartire la spinta tra
l'asse anteriore e quello posteriore.
Sulla nuova RS 5, questo componente è stato dotato di un precarico
fisso. Di conseguenza, il differenziale risulta sempre parzialmente
bloccato. Questa soluzione tecnica è stata adottata per migliorare la linearità
delle reazioni in fase di rilascio dell'acceleratore e in ingresso di curva,
permettendo il trasferimento immediato della coppia all'asse con maggiore
motricità senza dover attendere una preventiva perdita di trazione, riducendo
così il fisiologico sottosterzo in fase di inserimento.