L’esecutivo si appresta a varare una nuova proroga al taglio
delle accise sui carburanti. La conferma è giunta da Tommaso Foti,
Ministro per gli Affari Europei e il Pnrr, il quale ha assicurato che il
provvedimento sarà formalizzato entro la settimana in corso. L'intervento punta
a mitigare l'impatto dei costi energetici su famiglie e imprese, proseguendo
sulla linea della decretazione d’urgenza a breve termine.
La reazione dei consumatori: "Sì alla proroga, ma servono misure
mirate"
L’annuncio è stato accolto con favore dall’Unione
Nazionale Consumatori (UNC). Il presidente dell’associazione, Massimiliano
Dona, ha sottolineato come la strategia delle proroghe temporanee – già
adottata dal precedente governo – rappresenti una necessità gestionale, pur
ribadendo la fiducia nelle tempistiche dell'attuale amministrazione.
Tuttavia, l'UNC pone l'accento sulla necessità di un cambio
di paradigma tecnico: non più un taglio lineare, ma un intervento
differenziato che tenga conto dell'attuale sproporzione tra i prezzi alla
pompa di benzina e gasolio.
Il nodo gasolio: l'ipotesi di un taglio fino a 40 centesimi
Il dibattito si sposta ora sull'entità dello sconto. Secondo
i dati raccolti dall'Unione Consumatori, mentre la benzina si attesta
mediamente sotto la soglia di 1,8 euro al litro, il gasolio sta
registrando picchi critici, superando i 2,14 euro in autostrada e i 2,07 euro
sulla rete stradale ordinaria.
"Il taglio sul gasolio deve passare da 20 ad almeno 40 centesimi", ha dichiarato Dona. "Solo con un intervento di questa
portata si potrà riportare il prezzo stabilmente sotto i 2 euro, anche nelle
tratte autostradali."
Deroga alle direttive UE
La proposta di un abbassamento asimmetrico delle accise si
scontra con le indicazioni di allineamento fiscale sollecitate
dall'Unione Europea. Tuttavia, secondo i rappresentanti dei consumatori,
l'eccezionalità del momento economico giustificherebbe una deroga ai parametri
comunitari per evitare che il rincaro del gasolio – carburante principe per il
trasporto merci – alimenti ulteriormente l'inflazione sui beni di consumo
primari.
Il governo dovrà ora valutare se accogliere le richieste
delle associazioni, rimodulando le coperture finanziarie in vista della
scadenza del precedente decreto, attesa nei prossimi giorni.