Bosch ridisegna le priorità: meno costi, più AI. Il piano per superare un 2025 "estremamente impegnativo"

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30 gennaio 2026, 14.22
Bosch-uomo che lavora al computer in una officina tecnologica
Il colosso di Stoccarda chiude un anno difficile con margini al 2% e rinvia il target di redditività al 2027. La risposta alla crisi passa per una profonda revisione dei costi e una scommessa massiccia su software, AI e sistemi per la mobilità, dove gli ordini volano a 10 miliardi.
Un fatturato che tiene, ma una redditività che soffre. Il 2025 di Bosch si chiude come un esercizio di "resistenza" in un contesto macroeconomico complesso, segnato da una transizione tecnologica costosa e da mercati volatili. Il fornitore globale di tecnologie e servizi ha presentato dati preliminari che raccontano luci e ombre: se i ricavi sono saliti a 91 miliardi di euro (+4,2% al netto dei cambi), il margine operativo EBIT si è fermato a circa il 2%, un dato inferiore alle aspettative e in calo rispetto al 3,5% dell’anno precedente.
«La realtà economica si riflette chiaramente nei nostri risultati», ha ammesso senza mezzi termini Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione. Una franchezza che accompagna la decisione di posticipare l’obiettivo di un margine al 7%: non sarà raggiunto nel 2026, come previsto, ma non prima del 2027.

La sfida della competitività: costi e tagli

Il nodo centrale resta la competitività. L’azienda si trova a dover gestire un divario di costi significativo, specialmente nel settore Mobility, dove la trasformazione verso l'elettrico e la pressione sui prezzi hanno generato un gap annuo di circa 2,5 miliardi di euro. Per colmare questa distanza e finanziare gli investimenti necessari, Bosch ha confermato la linea del rigore: riduzione dei costi dei materiali, utilizzo massiccio dell'intelligenza artificiale per la produttività e, inevitabilmente, una riduzione dell'organico.
L’azienda aveva già annunciato un taglio di circa 13.000 collaboratori, una misura dolorosa ma definita necessaria per garantire la sostenibilità di lungo periodo. «Anche un’azienda di proprietà di una fondazione deve vigilare sulla propria sostenibilità e non può ignorare le realtà economiche», ha sottolineato Hartung, assicurando che il processo avverrà in dialogo con le parti sociali.

Strategia 2030: Software e AI come motori di crescita

Nonostante le difficoltà contingenti, la "Strategia 2030" prosegue con decisione, puntando a trasformare le sfide in opportunità di business. Il segnale più forte arriva dalla mobilità basata sul software: Bosch ha incassato ordini per 10 miliardi di euro relativi a soluzioni di guida autonoma, sensori e computer centrali. È la conferma che, se l'hardware soffre, l'intelligenza del veicolo è il nuovo Eldorado.
Non solo auto: il gruppo punta forte sul settore Home Comfort (riscaldamento e climatizzazione), con l'obiettivo di raddoppiare il fatturato a 8 miliardi di euro nel medio termine, e sull'Intelligenza Artificiale, con investimenti previsti per 2,5 miliardi entro il 2027.

Europa: l'allarme sullo "scetticismo tecnologico"

Dall’analisi dei risultati emerge anche una riflessione geopolitica. Mentre le Americhe e l'Asia Pacifico mostrano segnali di tenuta o crescita (rispettivamente +9,2% e +5,6% al netto dei cambi), l'Europa arranca. Hartung ha lanciato un monito preciso ai decisori politici e alla società civile: il "Bosch Tech Compass" rileva un preoccupante scetticismo verso il progresso tecnologico in Germania e Francia. «È un segnale allarmante», ha commentato il Presidente, sottolineando come la prosperità del Vecchio Continente dipenda dalla capacità di abbracciare innovazioni come l'idrogeno e l'AI, piuttosto che temerle.

Prospettive 2026

Guardando all'immediato futuro, il CFO Markus Forschner non nasconde le difficoltà: il 2026 non porterà venti favorevoli. Con una crescita globale stimata al 2,3% e una pressione sui prezzi in aumento, Bosch si prepara a un altro anno di transizione. «Cominceremo a vedere effetti positivi sul margine una volta migliorata la nostra situazione in termini di costi», ha concluso Forschner. La rotta è tracciata, ma la navigazione richiederà ancora polso fermo e sacrifici.
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