Il dibattito tra puristi della guida e amanti del
cronometro si scontra con una dura realtà industriale. Frank van Meel, capo
della divisione sportiva bavarese, traccia un futuro in cui la trasmissione
manuale è destinata a scomparire.
L'eterna diatriba che anima i salotti e i paddock del mondo
automobilistico sembra aver trovato un giudice inappellabile: le spietate
logiche del mercato. Da una parte l'efficienza clinica, l'immediatezza e la
rapidità fulminea dei moderni cambi automatici a doppia frizione; dall'altra il
feeling viscerale, il divertimento e il coinvolgimento meccanico del caro,
vecchio cambio manuale. Una scelta che per molti si riduce a una questione di
gusti personali, ma che per l'industria dell'auto si traduce in freddi numeri.
A lanciare quello che suona come un vero e proprio requiem
per il terzo pedale è
Frank van Meel, numero uno della
divisione M di BMW. In
una recente dichiarazione rilasciata alla testata
CarSales, il dirigente
del marchio tedesco ha spento le speranze dei puristi con parole che non
lasciano spazio a interpretazioni:
"Sarà piuttosto difficile in futuro
andare a sviluppare un cambio completamente nuovo, perché nel mercato la
nicchia è abbastanza piccola, e i fornitori non sono molto inclini a fare una
cosa del genere".
Una sentenza pragmatica. Sebbene i vertici di Monaco si
dicano soddisfatti delle attuali unità meccaniche in dote alla gamma e contino
di "tenersele strette" per i prossimi anni, le prospettive a lungo
termine segnano un inesorabile declino. "Probabilmente sarà sempre più
difficile tenere il manuale in vita, specialmente nel prossimo decennio",
ha precisato van Meel, arrivando a constatare che, dal punto di vista
strettamente ingegneristico e razionale, oggi questa soluzione "non ha
molto senso".
Non è la prima volta che il capo di BMW M suona la
campanella d'allarme. Molti appassionati ricorderanno quando, nel 2024, il
dirigente esortò i puristi ad affrettarsi nei concessionari, preannunciando una
rapida estinzione delle sportive bavaresi dotate di frizione. Sebbene quella
previsione si sia rivelata, per il momento, meno drastica del previsto, il
conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.
Attualmente, l'offerta per i fieri difensori della leva del
cambio resiste su modelli di punta come la M2, la M3, la M4 e la Z4.
Tuttavia, l'orizzonte è in rapido mutamento. Tra l'imminente uscita di scena
della Z4 e l'attesissimo, quanto rivoluzionario, arrivo della nuova M3 in veste
totalmente elettrica – che promette potenze inaudite nell'ordine dei 1.000 CV –
la scialuppa di salvataggio del cambio manuale si restringerà drasticamente.
Nel prossimo futuro, l'onere e l'onore di portare avanti questa eredità
meccanica ricadrà esclusivamente sulle spalle della M2 e della M4.
Per gli amanti dell'Elica e della guida analogica, il
messaggio è tanto amaro quanto chiaro: la trasmissione manuale non scomparirà
domani mattina, ma il suo ciclo di sviluppo è arrivato al capolinea. L'invito,
ora più che mai, è quello di godersi queste vetture finché il mercato e la
transizione tecnologica lo permetteranno.