I test prestagionali in Bahrain accendono i riflettori
sulla SF-26 di Lewis Hamilton. Quello che inizialmente sembrava un guasto al
sistema aerodinamico posteriore potrebbe rivelarsi l'ultima, geniale intuizione
degli ingegneri di Maranello.
Il mondiale di
Formula 1 2026 non è ancora
ufficialmente iniziato, ma la guerra tecnologica tra le scuderie è già nel
vivo. Durante la seconda giornata di
test prestagionali sul circuito di
Sakhir, in Bahrain, l'attenzione dell'intero paddock è stata catturata da
un comportamento anomalo – e del tutto inedito – sulla nuova
Ferrari SF-26
guidata da
Lewis Hamilton.
Al centro del mistero c'è il nuovo sistema di aerodinamica
attiva, che ha regalato il primo vero colpo di scena della stagione,
aprendo nuovi scenari sulle interpretazioni del regolamento tecnico.
Il "mistero" dell'ala rovesciata in pista
La dinamica si è sviluppata fin dai primi giri lanciati del
mattino. Viaggiando sui lunghi rettilinei del tracciato di Sakhir, Hamilton ha
regolarmente azionato il comando per l'apertura dei profili aerodinamici.
Tuttavia, l'ala posteriore mobile non si è limitata ad aprirsi secondo i
canoni tradizionali del vecchio DRS: i flap hanno eseguito un movimento
anomalo, girandosi letteralmente al contrario e lasciando intravedere il
retro dell'alettone (riconoscibile dal logo IBM su sfondo blu).
In prossimità della zona di frenata, il profilo è tornato
fulmineamente nella sua posizione standard, garantendo il carico aerodinamico
necessario per l'inserimento in curva. Un balletto meccanico che si è ripetuto
costantemente in diverse zone del circuito.
Il video che mostra il funzionamento:
LINKStrategia o problema tecnico? I reali vantaggi
Inizialmente, la reazione del box Ferrari, culminata
con un lungo stop ai box della monoposto numero 44, ha fatto propendere gli
osservatori per un problema tecnico o un difetto di gioventù del
meccanismo. Tuttavia, la ripetitività e la precisione del movimento nelle
tornate successive suggeriscono un'altra verità: la Scuderia di Maranello
potrebbe aver introdotto una soluzione aerodinamica rivoluzionaria.
Qual è l'obiettivo di questa innovazione estrema?
- Massimizzare
la velocità di punta: Rovesciando completamente il profilo, si abbatte
in modo drastico la resistenza all'avanzamento (drag) sui rettilinei.
- Efficienza
energetica: La riduzione estrema del drag non serve solo a guadagnare
chilometri orari, ma permette di risparmiare preziosa energia elettrica,
ottimizzando la ricarica e la gestione del sistema ibrido, un fattore
diventato ancora più cruciale con i nuovi regolamenti power unit.
La sfida dell'aerodinamica attiva e il nodo sicurezza
L'episodio della SF-26 conferma che l'aerodinamica attiva
rappresenta il nuovo, grande campo di battaglia per gli ingegneri di F1. Anche
altre scuderie, come Alpine e Audi, hanno già iniziato a mostrare
meccanismi di apertura dei flap visibilmente distanti da quelli impiegati fino
alla scorsa stagione.
Ora gli occhi sono puntati non solo sul cronometro, ma anche
sulle verifiche della Federazione. Il regolamento FIA parla chiaro:
l'imperativo è rispettare i rigidi requisiti di sicurezza. In caso di
malfunzionamento idraulico o elettronico, il sistema fail-safe deve
garantire che l'ala torni automaticamente e istantaneamente nella sua posizione
di riposo, restituendo alla vettura il massimo carico aerodinamico per evitare
pericolose perdite di controllo in frenata.