Formula 1, durante i test sulla Ferrari spunta una novità assoluta: ecco a cosa serve

Motorsport
19 febbraio 2026, 17.02
Una lente d'ingrandimento è posizionata sopra il retrotreno di una monoposto Ferrari di Formula 1, ingrandendo la sezione dell'ala posteriore e il logo dello sponsor IBM, mentre il resto dell'auto e la pista sono visibili ma meno dettagliati
I test prestagionali in Bahrain accendono i riflettori sulla SF-26 di Lewis Hamilton. Quello che inizialmente sembrava un guasto al sistema aerodinamico posteriore potrebbe rivelarsi l'ultima, geniale intuizione degli ingegneri di Maranello.
Il mondiale di Formula 1 2026 non è ancora ufficialmente iniziato, ma la guerra tecnologica tra le scuderie è già nel vivo. Durante la seconda giornata di test prestagionali sul circuito di Sakhir, in Bahrain, l'attenzione dell'intero paddock è stata catturata da un comportamento anomalo – e del tutto inedito – sulla nuova Ferrari SF-26 guidata da Lewis Hamilton.
Al centro del mistero c'è il nuovo sistema di aerodinamica attiva, che ha regalato il primo vero colpo di scena della stagione, aprendo nuovi scenari sulle interpretazioni del regolamento tecnico.

Il "mistero" dell'ala rovesciata in pista

La dinamica si è sviluppata fin dai primi giri lanciati del mattino. Viaggiando sui lunghi rettilinei del tracciato di Sakhir, Hamilton ha regolarmente azionato il comando per l'apertura dei profili aerodinamici. Tuttavia, l'ala posteriore mobile non si è limitata ad aprirsi secondo i canoni tradizionali del vecchio DRS: i flap hanno eseguito un movimento anomalo, girandosi letteralmente al contrario e lasciando intravedere il retro dell'alettone (riconoscibile dal logo IBM su sfondo blu).
In prossimità della zona di frenata, il profilo è tornato fulmineamente nella sua posizione standard, garantendo il carico aerodinamico necessario per l'inserimento in curva. Un balletto meccanico che si è ripetuto costantemente in diverse zone del circuito.
Il video che mostra il funzionamento: LINK

Strategia o problema tecnico? I reali vantaggi

Inizialmente, la reazione del box Ferrari, culminata con un lungo stop ai box della monoposto numero 44, ha fatto propendere gli osservatori per un problema tecnico o un difetto di gioventù del meccanismo. Tuttavia, la ripetitività e la precisione del movimento nelle tornate successive suggeriscono un'altra verità: la Scuderia di Maranello potrebbe aver introdotto una soluzione aerodinamica rivoluzionaria.
Qual è l'obiettivo di questa innovazione estrema?
  • Massimizzare la velocità di punta: Rovesciando completamente il profilo, si abbatte in modo drastico la resistenza all'avanzamento (drag) sui rettilinei.
  • Efficienza energetica: La riduzione estrema del drag non serve solo a guadagnare chilometri orari, ma permette di risparmiare preziosa energia elettrica, ottimizzando la ricarica e la gestione del sistema ibrido, un fattore diventato ancora più cruciale con i nuovi regolamenti power unit.

La sfida dell'aerodinamica attiva e il nodo sicurezza

L'episodio della SF-26 conferma che l'aerodinamica attiva rappresenta il nuovo, grande campo di battaglia per gli ingegneri di F1. Anche altre scuderie, come Alpine e Audi, hanno già iniziato a mostrare meccanismi di apertura dei flap visibilmente distanti da quelli impiegati fino alla scorsa stagione.
Ora gli occhi sono puntati non solo sul cronometro, ma anche sulle verifiche della Federazione. Il regolamento FIA parla chiaro: l'imperativo è rispettare i rigidi requisiti di sicurezza. In caso di malfunzionamento idraulico o elettronico, il sistema fail-safe deve garantire che l'ala torni automaticamente e istantaneamente nella sua posizione di riposo, restituendo alla vettura il massimo carico aerodinamico per evitare pericolose perdite di controllo in frenata.
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