Buon sangue non mente, anzi, "sderapa". Il
primogenito di Kimi incanta il web domando una S2000 sulle nevi finlandesi,
sotto l'occhio vigile di Tommi Mäkinen.
Nel motorsport si dice spesso che la velocità sia una
questione genetica, ma le immagini che arrivano dalla Finlandia in queste ore
sembrano confermare che anche il talento puro si trasmetta per via diretta. Robin
Raikkonen, figlio dell'ultimo campione del mondo Ferrari Kimi Raikkonen, ha
appena compiuto 11 anni e ha deciso di festeggiare in un modo
decisamente non convenzionale: mettendosi al volante di una vera auto da rally.
Dalle piste di Kart al ghiaccio della Finlandia
Se fino a ieri eravamo abituati a vedere il piccolo
"Iceman" farsi le ossa sui kartodromi internazionali, il video
diffuso dalla famiglia segna un salto di qualità impressionante. Robin non è
alla guida di un simulatore o di una vettura giocattolo, ma è seduto
nell'abitacolo di una Fiat Grande Punto S2000.
Per gli appassionati, la scelta del mezzo non passa
inosservata: si tratta della stessa tipologia di vettura con cui papà Kimi
aveva fatto le sue prime incursioni nel mondo dei rally durante la sua pausa
dalla Formula 1. Vedere un bambino di 11 anni gestire una trazione integrale da
competizione su un fondo insidioso come la neve ha lasciato interdetti molti
osservatori.
A lezione dal Maestro Mäkinen
Il test non si è svolto in un piazzale qualunque, ma in
quella che può essere definita "l'università del traverso": le nevi
della struttura gestita da Tommi Mäkinen. Il quattro volte campione del
mondo WRC mette a disposizione la sua esperienza e i suoi tracciati per
affinare la sensibilità di guida in condizioni di scarsa aderenza.
Ed è proprio qui che Robin ha stupito. Le immagini mostrano
una guida fluida, priva di incertezze. Il modo in cui l'undicenne gestisce il
controsterzo e la potenza in uscita di curva denota una sensibilità meccanica
che solitamente si acquisisce dopo anni di patente, non prima ancora di averla
presa.
Un futuro già scritto?
Il video è diventato virale in poche ore, scatenando il
dibattito tra chi applaude al "predestinato" e chi sottolinea la
precocità dei tempi moderni. È innegabile che la "scuola finlandese"
abbia sempre prodotto talenti capaci di volare sullo sterrato e sulla neve, ma
vedere un ragazzino controllare una S2000 con la stessa flemma del padre fa un
certo effetto.
Che il futuro di Robin sia in Formula 1 o nel WRC è presto
per dirlo, ma una cosa è certa: la famiglia Raikkonen non ha perso il vizio
della velocità. E se Kimi si gode la pensione, c'è già chi è pronto a
raccogliere il testimone, un traverso alla volta.