Il settore automobilistico sta attraversando una fase di
profonda transizione tecnologica e commerciale. Sul mercato del nuovo reperire una vettura dotata di trasmissione manuale
sta diventando un'impresa sempre più complessa. Una tendenza confermata dalle
scelte delle stesse case automobilistiche, incluse le eccellenze del settore
sportivo come Ferrari, che da tempo hanno definitivamente abbandonato il pedale
della frizione (
come ha appena fatto BMW). Di fronte a questo scenario, le scuole guida di tutta Europa
stanno sollevando un interrogativo pragmatico: ha ancora senso incentrare la
formazione dei nuovi conducenti sul cambio manuale, se la maggior parte di loro
guiderà vetture automatiche o elettriche?
La spinta verso l'esame "solo automatico"
In diverse nazioni europee, il dibattito si sta traducendo
in proposte concrete. Nei Paesi Bassi, in particolare, realtà di spicco nel
settore della formazione stradale come Bovag Rijscholen e ANWB
Rijopleiding stanno promuovendo un cambiamento radicale dei programmi
ministeriali. L'obiettivo è chiaro: rendere la patente di guida per auto con
cambio automatico lo standard di riferimento, adeguando di conseguenza sia le
lezioni pratiche che l'esame finale.
I promotori di questa iniziativa evidenziano una serie di
vantaggi logistici e formativi che deriverebbero da questa transizione:
- Maggiore
attenzione alla sicurezza: Eliminando la necessità di apprendere la
coordinazione meccanica per il cambio delle marce, i candidati potrebbero
dedicare più tempo e concentrazione alla lettura del traffico, alla
percezione dei pericoli e alla sicurezza stradale.
- Efficienza
dell'apprendimento: Il processo per ottenere la patente diventerebbe
più rapido e snello.
- Riduzione
delle bocciature: Un iter semplificato porterebbe a un minor tasso di
fallimenti agli esami pratici, alleggerendo la pressione sugli enti
preposti al rilascio delle patenti (come il CBR nei Paesi Bassi).
- Incentivo
alla mobilità sostenibile: Familiarizzare fin da subito con l'assenza
del cambio manuale potrebbe spingere i neopatentati a orientarsi più
facilmente verso l'acquisto di veicoli ibridi o veicoli elettrici a
batteria (BEV), che ne sono sprovvisti per natura.
Il nodo del mercato italiano e l'opzione facoltativa
Se la transizione sembra naturale nei mercati nordeuropei,
la questione si fa più complessa in nazioni con un parco circolante differente.
In Italia, ad esempio, la trasmissione manuale è ancora largamente radicata,
specialmente nel mercato dell'usato e nei segmenti delle utilitarie. Basti
pensare che la FIAT Panda, l'auto in assoluto più venduta nella Penisola da
oltre un decennio, continua a essere diffusissima proprio nella sua unica variante manuale. Un passaggio improvviso al solo automatico rischierebbe di impedire ai
neopatentati italiani di guidare le vetture di famiglia o le auto più
accessibili sul mercato dell'usato.
Per ovviare a questo problema di transizione, le
associazioni delle autoscuole suggeriscono un approccio flessibile:
l'insegnamento del cambio manuale non verrebbe abolito, ma declassato da
requisito obbligatorio a modulo opzionale. I futuri conducenti potrebbero
quindi scegliere se conseguire una patente standard (solo per automatiche) o
aggiungere un'estensione per l'utilizzo dei veicoli tradizionali, adattando
così la formazione alle reali esigenze del singolo cittadino.