Presto le scuole guida potrebbero non insegnare più a usare il cambio manuale

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19 febbraio 2026, 16.17
ferrari f430 cambio manuale
Il settore automobilistico sta attraversando una fase di profonda transizione tecnologica e commerciale. Sul mercato del nuovo reperire una vettura dotata di trasmissione manuale sta diventando un'impresa sempre più complessa. Una tendenza confermata dalle scelte delle stesse case automobilistiche, incluse le eccellenze del settore sportivo come Ferrari, che da tempo hanno definitivamente abbandonato il pedale della frizione (come ha appena fatto BMW). Di fronte a questo scenario, le scuole guida di tutta Europa stanno sollevando un interrogativo pragmatico: ha ancora senso incentrare la formazione dei nuovi conducenti sul cambio manuale, se la maggior parte di loro guiderà vetture automatiche o elettriche?

La spinta verso l'esame "solo automatico"

In diverse nazioni europee, il dibattito si sta traducendo in proposte concrete. Nei Paesi Bassi, in particolare, realtà di spicco nel settore della formazione stradale come Bovag Rijscholen e ANWB Rijopleiding stanno promuovendo un cambiamento radicale dei programmi ministeriali. L'obiettivo è chiaro: rendere la patente di guida per auto con cambio automatico lo standard di riferimento, adeguando di conseguenza sia le lezioni pratiche che l'esame finale.
I promotori di questa iniziativa evidenziano una serie di vantaggi logistici e formativi che deriverebbero da questa transizione:
  • Maggiore attenzione alla sicurezza: Eliminando la necessità di apprendere la coordinazione meccanica per il cambio delle marce, i candidati potrebbero dedicare più tempo e concentrazione alla lettura del traffico, alla percezione dei pericoli e alla sicurezza stradale.
  • Efficienza dell'apprendimento: Il processo per ottenere la patente diventerebbe più rapido e snello.
  • Riduzione delle bocciature: Un iter semplificato porterebbe a un minor tasso di fallimenti agli esami pratici, alleggerendo la pressione sugli enti preposti al rilascio delle patenti (come il CBR nei Paesi Bassi).
  • Incentivo alla mobilità sostenibile: Familiarizzare fin da subito con l'assenza del cambio manuale potrebbe spingere i neopatentati a orientarsi più facilmente verso l'acquisto di veicoli ibridi o veicoli elettrici a batteria (BEV), che ne sono sprovvisti per natura.

Il nodo del mercato italiano e l'opzione facoltativa

Se la transizione sembra naturale nei mercati nordeuropei, la questione si fa più complessa in nazioni con un parco circolante differente. In Italia, ad esempio, la trasmissione manuale è ancora largamente radicata, specialmente nel mercato dell'usato e nei segmenti delle utilitarie. Basti pensare che la FIAT Panda, l'auto in assoluto più venduta nella Penisola da oltre un decennio, continua a essere diffusissima proprio nella sua unica variante manuale. Un passaggio improvviso al solo automatico rischierebbe di impedire ai neopatentati italiani di guidare le vetture di famiglia o le auto più accessibili sul mercato dell'usato.
Per ovviare a questo problema di transizione, le associazioni delle autoscuole suggeriscono un approccio flessibile: l'insegnamento del cambio manuale non verrebbe abolito, ma declassato da requisito obbligatorio a modulo opzionale. I futuri conducenti potrebbero quindi scegliere se conseguire una patente standard (solo per automatiche) o aggiungere un'estensione per l'utilizzo dei veicoli tradizionali, adattando così la formazione alle reali esigenze del singolo cittadino.
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