Calcio e motori. Due religioni laiche che in Italia si incrociano spesso e volentieri, fondendosi in un unico, grande abbraccio domenicale. Dal 1981, anno in cui la federazione italiana sdoganò ufficialmente gli sponsor commerciali sulle divise da gioco, l'occhio del vero "petrolhead" non cade solo sulla giocata di classe, ma anche su quel logo metallico, quel lettering automobilistico o quel marchio di pneumatici stampato al centro del petto dei campioni.
Le aziende del settore automotive hanno capito subito il potenziale: una maglia da calcio è un cartellone pubblicitario in movimento, carico di un'emotività impareggiabile. Scalate le marce, perché stiamo per fare un viaggio tra le sponsorizzazioni a quattro ruote – e non solo – più iconiche della nostra Serie A.
L'Indotto: Quando il componente diventa leggenda
Un'auto non è fatta solo di telaio e motore. E la storia degli sponsor sulle maglie italiane ci regala pagine indimenticabili legate all'industria degli pneumatici e dei carburanti, vera linfa vitale del mondo automotive.
- Inter e Pirelli (1995 - 2021): Il capolavoro assoluto, l'apoteosi del co-branding. Ventisei anni di partnership ininterrotta che hanno reso la "P" lunga del colosso milanese degli pneumatici un elemento di design imprescindibile sulla maglia nerazzurra. Dal fenomeno Ronaldo che scarta i portieri avversari, al "Triplete" di José Mourinho, fino a Javier Zanetti. Per quasi tre decenni, dire Inter significava dire Pirelli. Un legame industriale e calcistico che ha segnato un'epoca irripetibile.
- Sampdoria ed ERG (1988 - 1995): Se parliamo di carburanti e motori, la mente vola subito a Genova. Le storiche divise blucerchiate firmate Asics, indossate dai "gemelli del gol" Gianluca Vialli e Roberto Mancini, portavano sul petto il logo di ERG (Edoardo Raffinerie Garrone). Quella scritta ha accompagnato la Sampdoria nella sua era più gloriosa, culminata con lo storico Scudetto del 1991.
- Juventus e Tamoil (2002 - 2006): Sempre in tema di energia e lubrificanti per motori, il marchio Tamoil ha segnato un quadriennio intenso per i bianconeri di Marcello Lippi e Fabio Capello, impreziosendo le maglie a strisce larghe dei primi anni 2000 indossate da campioni come Pavel Nedvěd e Alessandro Del Piero.
- Udinese e Kia (2004 - 2006):
Prima di legarsi al pragmatismo Dacia, il club friulano aveva già una forte vocazione asiatica. A metà degli anni 2000, le maglie bianconere a strisce strette – firmate Lotto – sfoggiavano a caratteri cubitali il logo rossocrociato del colosso sudcoreano Kia. Sono stati anni letteralmente indimenticabili per l'Udinese guidata in panchina da Luciano Spalletti: trascinata dai gol di Vincenzo Iaquinta, David Di Michele e di un emergente Antonio Di Natale, la squadra conquistò una storica e clamorosa prima qualificazione in Champions League.
La "Golden Age": i ruggenti anni '90 e 2000
Tra la fine dello scorso millennio e l'inizio del nuovo, i marchi auto facevano letteralmente a gara per accaparrarsi le grandi del calcio italiano. Erano gli anni delle sportive accessibili e dei fuoriclasse in campo.
- Milan e Opel (1994 - 2006): Il trinomio perfetto. Da George Weah ad Andrij Ševčenko, fino a Kaká. Il logo del Fulmine ha accompagnato i rossoneri sul tetto dell'Europa. Opel fu geniale anche nel marketing: ricordate quando, nei primi anni 2000, sotto il logo principale comparivano i nomi dei singoli modelli in lancio, come Astra, Zafira o Meriva? Una strategia brillante. (Piccola chicca vintage: Opel fu anche una pioniera, sponsorizzando la Fiorentina di Sócrates già tra il 1983 e il 1986).
- Fiorentina e Toyota (1999 - 2001): Dopo la coloratissima parentesi con Nintendo, la Viola passò al colosso giapponese. L'immagine di Gabriel Omar Batistuta o Manuel Rui Costa che esultano con la scritta Toyota sul petto è scolpita nella memoria degli appassionati di calcio e di motori asiatici.
- Roma e Mazda (2002 - 2005): Le indimenticabili, attillatissime maglie della Roma. La casa di Hiroshima portò il suo spirito anticonformista (quello dei motori rotativi Wankel della RX-8) sulla maglia di Francesco Totti e Antonio Cassano. Un design pulito, aggressivo e ancora oggi ricercatissimo dai collezionisti.
L'era moderna: fedeltà a trazione integrale
Se un tempo gli sponsor cambiavano ogni due o tre anni, il calcio moderno ha insegnato l'importanza delle partnership a lungo termine, vere e proprie "joint venture" aziendali.
- SsangYong e Sampdoria (2015 - 2017): SsangYong ora evolutasi in KGM Motors, è stata partner del calcio italiano, in particolare come sponsor della Sampdoria in Serie A durante le stagioni 2015/16 e 2016/17. Il marchio ha utilizzato la visibilità calcistica per promuovere modelli come il crossover XLV e la Tivoli, posizionandosi nel mercato italiano con veicoli SUV e pick-up.
- Udinese e Dacia (2008 - 2023): Quindici anni di matrimonio basati sul pragmatismo assoluto. Come i modelli della casa rumena sanno essere essenziali e robusti, così l'Udinese macinava punti sfoggiando un calcio solido. Un legame talmente forte da portare alla prima vera operazione di naming rights in Italia per uno stadio: la Dacia Arena.
- Juventus e Jeep (2012 - Oggi): Un'era calcistica, dopo una parentesi come Official Automotive Partner nel 2024-2025. Il brand a sette feritoie è diventato una seconda pelle per i bianconeri, accompagnando la squadra in un lunghissimo ciclo di vittorie. La scritta Jeep ha rappresentato il connubio perfetto tra l'animo inarrestabile dei fuoristrada americani e la solidità torinese.
- Torino e Suzuki (dal 2013 - Oggi): Il recordman assoluto in attività. La casa di Hamamatsu è ormai un'istituzione sotto la Mole di sponda granata. Un connubio basato su valori condivisi: grinta, trazione integrale e inossidabile affidabilità. Un po' come una Swift Sport tra le curve di montagna, il Toro punta a non mollare mai l'asfalto della Serie A.