Ha debuttato sul SUV elettrico RZ una tecnologia che
elimina il collegamento meccanico tra mani e ruote. Niente più incroci di
braccia grazie al volante "One Motion Grip" e alla gestione
elettronica variabile: ecco come funziona la rivoluzione digitale dello sterzo.
È una delle barriere psicologiche e tecniche più difficili
da abbattere nel mondo dell'auto: recidere il legame fisico tra il volante e le
ruote.
Lexus ha deciso di compiere questo passo radicale portando al debutto
commerciale il suo sistema
Steer-by-Wire, una tecnologia che promette di
ridefinire l'ergonomia e la dinamica di guida, disponibile ora sul nuovo SUV
elettrico RZ.
Il sistema, che arriva di serie sulla versione sportiva RZ
550e F SPORT e come optional sulla RZ 500e Luxury, rappresenta un
cambio di paradigma rispetto a oltre un secolo di storia automobilistica: via
il piantone dello sterzo, spazio ai segnali elettrici.
Come funziona: l'era degli impulsi elettronici
A differenza dei sistemi tradizionali, dove la rotazione del
volante agisce meccanicamente sulla cremagliera (eventualmente con l'ausilio di
un servosterzo elettrico o idraulico), il sistema Lexus è "by-wire",
ovvero via cavo. Non esiste alcun collegamento metallico diretto. Gli input
dati dal guidatore vengono convertiti in segnali digitali e inviati a un
attuatore di controllo posizionato sull'asse anteriore, che provvede a sterzare
le ruote. Per garantire la sicurezza, il sistema è dotato di processori ridondanti
e di un hardware di backup di emergenza che assicura la governabilità del
veicolo anche in caso di malfunzionamento dell'elettronica principale.
One Motion Grip: il volante che non gira (quasi) mai
L'assenza di vincoli meccanici ha permesso agli ingegneri
giapponesi di ripensare l'interfaccia uomo-macchina. Il risultato è il One
Motion Grip, un volante dalla forma rettangolare simile alla cloche di un
aereo, privo della parte superiore e inferiore della corona. Non si tratta di
un vezzo estetico, ma di una necessità funzionale resa possibile dalla gestione
elettronica del rapporto di sterzata. Il sistema steer-by-wire, infatti, varia
la sensibilità in base alla velocità:
- Alle
basse velocità o in manovra: Il rapporto si riduce drasticamente. Per
effettuare una svolta completa o un parcheggio, non serve più
"sbracciare" o incrociare le mani. L'angolo di rotazione totale
è limitato a circa 200 gradi (150 per lato).
- Alle
alte velocità: Il rapporto aumenta per garantire stabilità,
richiedendo movimenti più ampi per cambi di direzione lievi, esattamente
come su un'auto tradizionale, per evitare reazioni nervose del telaio in
autostrada.
Questa configurazione ha permesso anche di ridisegnare
l'abitacolo secondo il concetto Tazuna: la forma compatta del volante
libera la visuale sulla strumentazione digitale e offre maggiore spazio per le
gambe del guidatore.
Il filtro digitale: comfort e feedback
Una delle criticità storiche dei comandi "by-wire"
è la mancanza di feeling, quella sensazione di scollegamento dalla strada.
Lexus sostiene di aver risolto il problema grazie a un algoritmo che gestisce
il feedback di ritorno. L'attuatore rileva le forze generate dagli pneumatici e
le trasmette al volante sotto forma di resistenza e vibrazioni, ma applicando
un filtro selettivo. Il sistema elimina le vibrazioni "parassite"
(come quelle derivanti da asfalto rugoso o frenate su fondi sconnessi)
mantenendo però le informazioni necessarie a percepire l'aderenza e il
comportamento dinamico dell'auto.
Integrazione con la trazione integrale
Il debutto dello sterzo elettronico non è isolato, ma lavora
in sinergia con il DIRECT4, il sistema di trazione integrale elettrica
di Lexus. La gestione digitale permette una sincronizzazione istantanea tra
l'angolo di sterzata e la ripartizione della coppia motrice sulle quattro
ruote, migliorando la reattività e la precisione di guida, un elemento chiave
per la strategia del marchio che punta a quella che definisce "Lexus
Driving Signature": un mix di comfort e controllo assoluto.