Stellantis, l'allarme assunzioni a Mirafiori: coperti solo 120 posti su 440. I giovani dicono no ai turni di notte

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23 gennaio 2026, 16.40
fiat mirafiori produzione 500 elettrica
A Torino la ricerca di 440 nuovi addetti per la 500 ibrida si scontra con il cambio di mentalità delle nuove generazioni. Nonostante stipendi competitivi, i giovani mettono "paletti" sulla qualità della vita. A rischio i tempi del rilancio produttivo come riporta un'inchiesta del Corriere Torino.
La Porta 2 di Mirafiori, storico ingresso delle tute blu torinesi, è tornata in questi giorni a popolarsi di volti nuovi. Una sfilata di candidati che, per densità e gioventù, non si vedeva dagli anni Novanta. Eppure, quella che un tempo sarebbe stata una corsa incondizionata al "posto fisso" nell’industria simbolo della città, oggi assomiglia più a una complessa trattativa al rialzo. Non sul denaro, ma sul tempo.
L’obiettivo di Stellantis, sotto la guida del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, è chiaro: chiudere la lunga stagione della cassa integrazione e assumere 440 nuovi operai per affiancare i duemila veterani sulla linea della Fiat 500 ibrida. La missione è rivitalizzare la produzione per superare i 100mila pezzi l’anno. Tuttavia, i numeri raccontano una realtà inaspettata: su 440 posizioni aperte, al momento si contano solo 120 ingressi. Il motivo? I giovani dicono "no".

La fine del mito della fabbrica

I candidati, rigorosamente under 30 come richiesto dall’azienda per favorire il ricambio generazionale, si presentano ai colloqui con il diploma nello zaino e una lista di condizioni che spiazza i reclutatori. «Turni di notte? Meglio di no. Il sabato? Vorrei averlo libero per la palestra o la vita privata».
Quello che per i "colleghi anziani" – addetti con un’età media superiore ai 55 anni e logorati da decenni di catena di montaggio – era un sacrificio scontato, per la Gen Z è un ostacolo insormontabile. «Il mondo del lavoro è cambiato anche in fabbrica, non dobbiamo stupirci», commenta Rocco Cutrì della Fim Cisl. I giovani hanno nuove priorità e il bilanciamento tra vita e lavoro (il cosiddetto work-life balance) pesa ormai quanto, se non più, della busta paga.

Stipendi buoni, contratti brevi

Eppure, l’offerta economica non è trascurabile, specialmente in un mercato del lavoro spesso stagnante. Si parla di una paga base di circa 2.000 euro lordi, che può arrivare a 2.600 a seconda dell’area e dei turni. Il nodo critico, però, è la tipologia contrattuale: si tratta di lavoro in somministrazione tramite agenzie interinali, con una durata prevista di circa 10 mesi, fino a dicembre.
La precarietà del contratto, unita alla rigidità dei turni, rende l’offerta meno appetibile rispetto al passato. Già al lancio della 500 elettrica si erano registrati abbandoni dopo poche settimane; oggi il fenomeno si acuisce. Gianni Mannori della Fiom Cgil osserva con scetticismo la strategia aziendale: «In fabbrica vogliono solo giovanissimi. Alcuni over 35 selezionati sono stati messi in stand-by. Resta da vedere se riusciranno a trovarli questi ragazzi».

L’allarme "Mancanza di personale"

Il caso Mirafiori non è isolato, ma è lo specchio di un’emergenza regionale. Secondo Unioncamere, in Piemonte l’84% delle ricerche di operai specializzati si scontra con enormi difficoltà di reperimento. Le quattro agenzie incaricate da Stellantis hanno setacciato il mercato trovando un migliaio di profili idonei, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà del candidato.
Gianluca Rindone della Uilm conferma la tendenza: «Capita spesso che arrivino diplomati volenterosi, ma l'azienda chiede disponibilità al terzo turno e al sabato. E non sempre tra gli under 30 la ritrovi». Inoltre, come sottolinea Igor Albera della Fim, mancano spesso le qualifiche tecniche specifiche, come quella di manutentore.

Rischio slittamento

La conseguenza immediata di questo "mismatch" tra domanda e offerta potrebbe essere operativa. Stellantis ha pianificato l'avvio del secondo turno entro metà marzo, ma nei corridoi di Mirafiori si vocifera già di un possibile slittamento di qualche settimana.
Mentre l'ex responsabile di Atessa, Paolo Accastello, prende le redini della divisione manufacturing per tentare di ridare appeal al lavoro in fabbrica, resta l'immagine simbolo di questi giorni: la nuova classe operaia che esita davanti ai cancelli. Tra la sicurezza di uno stipendio in fabbrica e la libertà del sabato sera, la scelta non è più scontata come un tempo.
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