Il Mondiale di Formula 1 2026 scalda i motori in Bahrain e,
durante la seconda sessione di test prestagionali, dal box della Scuderia
Ferrari emerge un Lewis Hamilton radicalmente trasformato rispetto alla passata
stagione. Il sette volte campione del mondo ha tracciato un bilancio netto tra
il suo anno di debutto in rosso e le prospettive attuali, svelando i retroscena
dello sviluppo della nuova monoposto e le ragioni di un rinnovato ottimismo.
La SF-26 e l'impronta del campione: "C'è il mio DNA"
Il punto di rottura rispetto al 2025 risiede nell'origine
del progetto tecnico. Se la vettura della passata stagione rappresentava per
l'inglese una macchina "ereditata", la nuova SF-26 è il frutto
di un lavoro congiunto.
Come spiegato dallo stesso pilota britannico e riportato da
Automoto.it, il suo coinvolgimento nello sviluppo al simulatore nel corso degli
ultimi otto mesi è stato profondo: "C’è un po’ del mio DNA dentro
questa macchina, quindi mi sento decisamente più connesso". In un'era
in cui le dinamiche delle monoposto a effetto suolo richiedono costanti
adattamenti, la possibilità di indirizzare lo sviluppo tecnico fin dalla genesi
del telaio rappresenta un fattore cruciale per le ambizioni della scuderia.
La rinascita mentale e i nuovi equilibri nel box
Oltre all'aspetto puramente ingegneristico, le dichiarazioni
di Hamilton evidenziano un profondo reset psicofisico affrontato durante
l'inverno. Il pilota ha descritto una fase di ricostruzione personale,
necessaria per lasciarsi alle spalle le difficoltà del primo anno a Maranello.
I fattori che hanno contribuito a questa ritrovata serenità
includono:
- Una
nuova condizione psicofisica: Nonostante un lieve raffreddore durante
i test, Hamilton ha dichiarato di trovarsi nella migliore condizione
mentale e fisica "da tanto, tanto tempo".
- Stabilità
organizzativa: Dopo la fisiologica fase di assestamento iniziale, la
conoscenza delle dinamiche interne e delle relazioni lavorative è ora
consolidata.
- Nuovo
ingegnere di pista: Per la prima parte della stagione 2026, il gruppo
di lavoro di Hamilton è stato riorganizzato, e il pilota sarà affiancato
al muretto da Carlo Santi.
- Il
clima in fabbrica: Le visite a Maranello hanno restituito al campione
la percezione di un team caratterizzato da "empatia e fame",
con un livello di motivazione altissimo fin dai primi giorni dell'anno.
Il progetto a lungo termine con la Ferrari
L'entusiasmo manifestato in Bahrain non cancella la
consapevolezza delle sfide che attendono la
Ferrari contro rivali agguerriti.
Tuttavia, Hamilton ha voluto ribadire la solidità del patto siglato con il
Cavallino Rampante.
L'inglese ha sottolineato di aver sempre saputo che il
ritorno al vertice assoluto non sarebbe stato immediato, motivo per cui ha
optato per un accordo pluriennale. "Abbiamo imparato tantissimo
dall’anno scorso come squadra e abbiamo fatto dei cambiamenti", ha
concluso il britannico. "Capisco di cosa è capace questa squadra, ed è
per questo che l’ho scelta. Penso che stiamo lavorando meglio insieme che
mai".