Dopo quasi un decennio dalla prima presentazione, il
camion elettrico di Elon Musk si prepara al debutto su larga scala con due
varianti e una revisione sostanziale dei costi.
A quasi dieci anni dal suo primo annuncio pubblico, il
Tesla
Semi sembra finalmente pronto a colmare il divario tra promesse e realtà
industriale. Secondo quanto confermato dall’amministratore delegato Elon Musk e
dagli aggiornamenti apparsi sul sito ufficiale dell'azienda, il 2026 sarà
l'anno dell'avvio della "produzione ad alto volume" per il Class 8
elettrico, un traguardo inseguito fin dal 2017 e più volte rimandato.
L'annuncio arriva in un momento cruciale per la divisione
veicoli pesanti di
Tesla, che ha recentemente aggiornato la pagina web dedicata
al Semi con il messaggio "Consegne a partire dal 2026", accompagnato
dalla pubblicazione delle specifiche tecniche finali per le due versioni
previste:
Standard Range e
Long Range.
Un percorso a ostacoli
Presentato nel novembre 2017 insieme alla nuova Roadster, il
Tesla Semi aveva inizialmente un target di produzione fissato per il 2019.
Tuttavia, nonostante l'avvio di una produzione in volumi ridotti alla fine del
2022 — con le prime unità consegnate a partner strategici come PepsiCo per
progetti pilota — la produzione di massa è slittata costantemente.
Oggi, con un restyling estetico introdotto nel novembre
2025, la casa di Austin sembra aver definito l'assetto produttivo. "Il
Tesla Semi inizia la produzione ad alto volume quest'anno", ha dichiarato
Musk sulla piattaforma X, segnando un punto di svolta per il programma.
Le specifiche tecniche: due varianti per il mercato
Stando ai dati ufficiali, il
Tesla Semi sarà
commercializzato in due configurazioni distinte, entrambe caratterizzate da un
sistema a
tre motori indipendenti sugli assi posteriori, capaci di
erogare una potenza complessiva di
800 kW (1.072 CV).
- Tesla
Semi Standard Range: Questa versione d'ingresso promette un'autonomia
di 325 miglia (circa 523 km) a pieno carico. Con un Gross
Combination Weight (peso complessivo a terra combinato) di 82.000
libbre (37,2 tonnellate), il veicolo mantiene un peso a vuoto inferiore
alle 20.000 libbre (9 tonnellate), garantendo un carico utile di circa 62.000
libbre (28 tonnellate).
- Tesla
Semi Long Range: La variante a lunga percorrenza estende l'autonomia a
500 miglia (circa 805 km). Sebbene Tesla non abbia divulgato la
capacità esatta della batteria, il consumo energetico dichiarato di 1,7
kWh per miglio (identico alla versione standard) suggerisce la presenza di
un pacco batterie da circa 900 kWh. Questo comporta un aumento del
peso a vuoto a 23.000 libbre (10,4 tonnellate), riducendo di conseguenza
il carico utile a 59.000 libbre (26,7 tonnellate).
Entrambe le versioni supportano lo standard di ricarica MCS
3.2 (Megawatt Charging System), che consente di raggiungere velocità di
picco di 1,2 MW, permettendo di recuperare il 60% della carica in soli 30
minuti presso i "Megacharger" dedicati. Inoltre, è prevista una presa
di forza elettrica (ePTO) fino a 25 kW per alimentare equipaggiamenti
ausiliari.
L'incognita dei costi: prezzi raddoppiati?
Uno degli aspetti più critici riguarda il posizionamento
economico. Nel 2017,
Tesla aveva indicato prezzi di listino di 150.000 dollari
per la versione base e 180.000 dollari per quella con la massima autonomia. Tuttavia,
il mutato scenario macroeconomico e i costi delle materie prime sembrano aver
stravolto queste previsioni.
Sebbene l'azienda non abbia ancora ufficializzato i nuovi
listini, un indizio significativo è giunto lo scorso anno da
Ryder,
cliente della prima ora. L'azienda di logistica ha ridimensionato il proprio
ordine da 42 a 18 unità pur mantenendo invariato l'impegno di spesa originale
di 7,5 milioni di dollari. Citando "cambiamenti drammatici nell'economia
del prodotto
Tesla", i calcoli suggeriscono che il prezzo per unità
potrebbe essere più che raddoppiato rispetto alle stime iniziali, superando
potenzialmente la soglia dei 400.000 dollari.
Resta ora da vedere se le specifiche definitive e le
prestazioni su strada saranno sufficienti a giustificare tale incremento agli
occhi degli operatori della logistica globale.