Fine delle targhe moderne sulle auto storiche: via libera alle repliche identiche anche per i modelli ante-1952

Storiche
10 febbraio 2026, 16.28
ricreazione delle targhe delle auto pre 1952, nell'immagine una 500 rossa con la targa riprodotta
Una rivoluzione attesa da decenni dai collezionisti: via libera alla riproduzione fedele delle targhe originali anche per i veicoli ante-1952, identiche per materiali e design. E cambia anche la burocrazia: niente più stop forzato in attesa dell'immatricolazione.
Per anni è stato l'incubo di ogni purista del motorismo storico: vedere un capolavoro degli anni '30 o '40 rovinato esteticamente dall'applicazione di una targa moderna, rettangolare e riflettente, fredda e anacronistica. Da oggi, quell'era è finita.
Con una mossa che pone l'Italia all'avanguardia mondiale nella tutela del patrimonio automobilistico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficializzato una svolta epocale: il via libera alla produzione delle targhe storiche anche per i veicoli costruiti prima del 1952. Non si tratta di semplici repliche decorative, ma di documenti ufficiali di circolazione che riproducono fedelmente quelle dell'epoca, sia nel design grafico che nei materiali utilizzati (spesso metallo pesante o lavorazioni artigianali ormai in disuso).

Stop alla burocrazia: l'auto non si ferma più

La novità, resa operativa a seguito della circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, risolve anche un annoso problema burocratico. Grazie alla collaborazione tra Direzione Generale per la Motorizzazione, ACI, Ministero dell’Economia e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), le procedure di assegnazione sono state snellite. Il cambio di passo più rilevante riguarda la continuità di utilizzo: la nuova normativa permette di presentare la richiesta di immatricolazione e, nell'attesa che la targa storica venga materialmente prodotta, il veicolo potrà continuare a circolare. Viene così eliminato il fastidioso "fermo tecnico" che costringeva i proprietari a tenere le auto in garage in attesa dei sigilli.

Un primato italiano

L'Italia diventa così uno dei pochissimi Paesi al mondo a garantire ai veicoli storici certificati (tramite ASI, FMI e i Registri Storici Alfa Romeo, Fiat e Lancia) il diritto di montare targhe conformi all'originale con piena efficacia legale. «Sono orgoglioso di aver accompagnato questo percorso», ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. «Sapere che alcune migliaia di italiani possono impreziosire il proprio mezzo è qualcosa che mi riempie di gioia, perché non rappresenta solo il passato, ma anche un presente e un futuro che fa grande l'Italia».
Sulla stessa linea Paolo Perrone, Presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha sottolineato l'eccellenza tecnica dell'operazione: «L’Ente si conferma uno dei primi al mondo a realizzare questo tipo di repliche conformi agli originali, certificate in fede pubblica».

Il nodo dei ciclomotori e la sfida UNESCO

Se per le auto la battaglia è vinta, restano aperti altri fronti. Alberto Scuro, Presidente dell'ASI (Automotoclub Storico Italiano), pur lodando il risultato raggiunto, ha rilanciato su due temi caldi. Il primo è il sostegno alla candidatura UNESCO per due icone nazionali: la Fiat 500 e la Piaggio Vespa. Proprio su quest'ultima, Scuro ha evidenziato un vuoto normativo: «Sarebbe fondamentale rendere possibile anche il riconoscimento dei ciclomotori tramite il Certificato di Rilevanza Storica, che ad oggi non è previsto. Oltre alla Vespa, sono tantissimi i ciclomotori che hanno scritto la storia e necessitano di tutela».
La strada è tracciata: ridare dignità storica ai mezzi che hanno costruito l'Italia, targa dopo targa.
loading

Loading