L’evoluzione del mercato automobilistico sta mettendo le
citycar di fronte a un bivio obbligato: scomparire o reinventarsi
completamente. Con l'arrivo del model year 2026, la
Toyota Aygo X ha
scelto senza esitazioni la seconda strada, portando al debutto un restyling di
metà carriera che definire un semplice "aggiornamento" sarebbe
riduttivo. Abbandonato il glorioso, ma pacato 1.0 VVT-i benzina aspirato da 72
CV, sotto il cofano trova spazio un sistema ben più complesso e raffinato: il
powertrain Full Hybrid da 1.5 litri e 116 CV, ereditato direttamente dalla
sorella maggiore Yaris.
Le proporzioni cambiano, la tecnologia fa un balzo in avanti
notevole e, sulla carta, la promessa è quella di offrire consumi da primato
assoluto. Ma la teoria trova riscontro nella pratica quotidiana? L'ho messa
alla prova per alcune settimane, analizzandone pregi e difetti e vivendo la
Aygo quotidianamente per capire se davvero è la migliore del suo segmento.
Prezzi e allestimenti
L'adozione di una meccanica Full Hybrid sofisticata e
l'arricchimento tecnologico hanno inevitabilmente ritoccato verso l'alto i
listini, che si presentano con questa struttura:
- Aygo
X 1.5 Hybrid “Aygo X”, 20.850 euro
- Aygo
X 1.5 Hybrid Icon, 23.350 euro
- Aygo
X 1.5 Hybrid Premium, 24.950 euro
- Aygo X 1.5 Hybrid GR Sport, 25.950
euro
Se il prezzo d'attacco che supera la soglia dei 20.000 euro
vi fa storcere il naso, l'analisi delle promozioni in corso (valide fino al 30
aprile 2026) dipinge un quadro più allettante. Grazie al Bonus Toyota, a fronte
della rottamazione o permuta di un usato posseduto da almeno cinque mesi, il
prezzo d'ingresso scende a 17.950 euro. Uno sconto di 2.900 euro che
riposiziona la Aygo X Hybrid esattamente dove dovrebbe stare, rendendo molto
più digeribile il salto di prezzo rispetto al vecchio modello termico.
Analizzando il piano finanziario Toyota Easy Next, il
brand sbandiera un'offerta psicologicamente vincente: 119 euro al mese (118,71
euro per la precisione) per 47 rate. Un messaggio accattivante, che va però
pesato con la giusta razionalità. L'anticipo richiesto è di 6.250 euro, una
cifra importante per una citycar, e il TAEG all'8,93% incide non poco sul costo
totale del credito. Il valore futuro garantito, che funge da maxirata finale
qualora si decidesse di tenere l'auto, è fissato a 9.550 euro, legato a un
chilometraggio di 10.000 km annui: un limite sensato, a mio avviso, per chi fa
di questa vettura un uso prettamente cittadino ed extraurbano a corto raggio.
La vera mossa strategica, alla quale va fatto un plauso è,
però, il pacchetto dedicato agli Under 30. I giovani guidatori sono
storicamente bersagliati dai costi di gestione, e Toyota risponde con aiuti
concreti. Il pacchetto include tre tagliandi di manutenzione prepagata (un
risparmio reale stimato in oltre 945 euro) e una formula di leasing flessibile
che permette di restituire la vettura già dal 24° mese senza penali. Ma il vero
"game changer" è la WeHybrid Insurance: l'assicurazione ha il
premio bloccato per tre anni anche in caso di sinistro passivo (con una
franchigia onestissima di 50 euro). Considerando i salassi assicurativi a cui
sono sottoposti i neopatentati e i ragazzi sotto i trent'anni in Italia, questa
agevolazione giustifica da sola la visita in concessionaria.
Esterni e interni tra un muso inedito e vecchi limiti
A livello visivo, il team di design ha lavorato duramente
per rimodellare il frontale, un'operazione necessaria per far respirare e
alloggiare il nuovo e più ingombrante sistema ibrido. Gli otto centimetri
extra di lunghezza sono tutti concentrati proprio nel muso, regalando
all'auto fari più alti e squadrati, raccordati da una banda grigia che
enfatizza il nuovo corso stilistico Toyota. La massiccia presa d'aria
trapezoidale conferisce alla vettura una presenza su strada più matura e
imponente, pur mantenendo intatta la caratteristica altezza da terra maggiorata
di circa 17 centimetri. I cerchi da 19 pollici presenti sulla nostra
versione completano un pacchetto estetico veramente piacevole.
Salendo a bordo, il salto generazionale è innegabile.
L'abitacolo accoglie il guidatore con un nuovo quadro strumenti digitale da
7 pollici, dalla leggibilità impeccabile, affiancato dagli indicatori
analogici per la temperatura del motore termico e il livello del carburante.
L'infotainment, che raggiunge i 10,5 pollici sulla versione Premium in prova,
vanta un sistema operativo rapido, fluido e finalmente capace di supportare gli
aggiornamenti over-the-air. I materiali della plancia restano rigidi, pensati
per durare nel tempo, ma sono impreziositi da piacevoli tessuti riciclati per i
sedili.
Tuttavia, bisogna evidenziare alcune criticità ergonomiche
che speravo appartenessero al passato. L'abitabilità posteriore si conferma
il vero tallone d'Achille di questo progetto: l'accesso dalle portiere
dalla forma appuntita è angusto e lo spazio per chi siede dietro è risicato. A
questo si aggiunge un bagagliaio che, con i suoi 231 litri di capacità, fa il
suo dovere in città, ma ribadisce come questa vettura nasca prevalentemente per
l'utilizzo in coppia. I cm in più del restyling potevano essere dedicati anche
ad altre zone, per garantire posti e spazio in più.
Le maggiori delusioni ergonomiche, però, si trovano al posto
di guida. La mancanza della regolazione in profondità del volante è un'assenza
francamente ingiustificabile su un'auto del 2026: chi supera il metro e ottanta
di altezza, o ha semplicemente una fisionomia con braccia più corte, si troverà
pesantemente penalizzato nella ricerca della posizione di guida ideale. E i
finestrini privi della funzione automatica di discesa e salita confermano la
tendenza a risparmiare su piccoli dettagli che nell'uso quotidiano si fanno
notare. Una FIAT 500, nata nel 2007, è sempre stata dotata di questa funzione e
oggi, 19 anni dopo ci ritroviamo ad avere di nuovo a che fare con la sua
mancanza.
Sensazioni di guida e i miracoli del packaging
Infilare l'intero sistema Full Hybrid della Yaris nella
piattaforma TNGA-B accorciata della Aygo X è stato un vero e proprio capolavoro
di ingegneria. I tecnici Toyota hanno riprogettato da zero la batteria agli
ioni di litio da 177,6 Ah, donandole una forma allungata per stiparla sotto il
divano posteriore, mentre la batteria dei servizi a 12V è finita sotto il
baule, sacrificando la ruota di scorta. Questo sforzo ha permesso di abbassare
il baricentro di 40 mm, migliorando il comportamento dinamico della vettura,
che ora può contare anche sui freni a disco posteriori.
Muovendosi in città, l'elemento che impressiona
immediatamente è la maneggevolezza. Il raggio di sterzata di 4,7 metri tra i
muri rende le inversioni e i parcheggi un gioco da ragazzi. Nel traffico
congestionato, la sinergia tra il 1.5 ciclo Atkinson-Miller e l'unità elettrica
regala una fluidità di marcia eccezionale, scevra da strappi. Occorre solo
prestare grande attenzione alla visibilità posteriore: l'enorme montante C e il
piccolo lunotto creano un angolo cieco non indifferente nelle immissioni più critiche.
Spostandosi nell’extraurbano, i 116 CV complessivi e lo
scatto da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi trasformano la Aygo X. In autostrada,
infatti, a velocità di codice, l'auto risulta incredibilmente stabile e
piantata a terra, molto più a suo agio rispetto alla vecchia generazione.
Certo, nelle forti accelerazioni o nei sorpassi decisi, il tre cilindri fa
sentire la sua voce in abitacolo e subentra il tipico "effetto
scooter" del cambio E-CVT, che risulta comunque molto più lineare e
meno spigoloso che in passato. In ogni caso la spinta è veramente vivace, un
vero toccasana se pensiamo alle dimensioni dell’auto. Inoltre, lo sterzo non la
rende solamente agile; è un buon alleato anche nei curvoni veloci, non
mostrandosi mai troppo inconsistente o impreciso.
L’assetto, invece, garantisce un buon mix tra comfort e
supporto alla guida, in linea con quanto oggi viene offerto dai crossover
cittadini, non troppo rigidi, ma neanche molli nei cambi di direzione
repentini. Al posteriore, però, i passeggeri avvertono troppi rumori di
rotolamento e ancora di più in caso di pioggia, a causa della scarsa
insonorizzazione dei passaruota posteriori e delle zone limitrofe: un difetto
che di generazione in generazione diminuisce, ma non sparisce mai del tutto.
L'interfaccia con l'elettronica di bordo suscita sentimenti
contrastanti. Da un lato abbiamo un sistema efficiente, dall'altro scelte di
programmazione che richiedono troppa interazione. Il tasto Auto-Hold,
comodissimo per non dover tenere premuto il pedale del freno ai semafori, si
disattiva spegnendo l'auto e impone di essere riattivato a ogni nuovo avvio:
una piccola seccatura quotidiana. Lo stesso vale per gli avvisi acustici di
superamento del limite di velocità, imposti dalle normative europee; tuttavia,
devo ammettere con sincerità che il cicalino Toyota è uno dei meno invasivi sul
mercato, tanto da non aver quasi mai sentito l'esigenza reale di disattivarlo
se non “per partito preso”.
Un capitolo a parte merita la mia personale crociata contro
le modalità di guida preimpostate. Sulla Aygo X troviamo i settaggi Eco, Normal
e Sport. Mi chiedo razionalmente quale sia l'utilità della modalità Normal su
una vettura di questa indole: chi la guida cercherà presumibilmente il massimo
risparmio di carburante veleggiano in Eco, oppure necessiterà di una risposta
più pronta per un sorpasso o su una strada collinare inserendo la mappa Sport.
La via di mezzo risulta semplicemente superflua e priva di vero carattere.
Tutti i piccoli difetti passano però in secondo piano quando
si analizzano i consumi, il vero e indiscusso punto di forza di questo
progetto. Guidando con il "metodo Toyota", che prevede
un'accelerazione decisa seguita dal rilascio del pedale per far spegnere il
termico e veleggiare in elettrico, i risultati sfiorano l'incredibile. Durante
il mio test drive, dove ho prestato attenzione ai consumi ma neanche troppo, di
oltre 400 chilometri, percorsi quasi totalmente tra città e percorsi
extraurbani, ho registrato una media finale di appena 3,7 l/100 km, mentre
in alcuni tratti extraurbani in discesa, il computer di bordo ha segnato
persino medie di 40 km/l. L'auto che va ad aria, o quasi, esiste davvero.
In autostrada, invece, i consumi salgono un po’ e si sentono
alcuni fruscii di troppo. La Aygo X è sempre più matura, certo, ma non vi
aspettate miracoli e il prezzo nel frattempo è da segmento B.
Pro
- Efficienza
da record: Il sistema Full Hybrid è capace di garantire consumi reali
difficilmente eguagliabili da qualsiasi altra vettura non ricaricabile
alla spina.
- Agilità
urbana impareggiabile: Il raggio di sterzata microscopico la rende
perfetta per muoversi con estrema disinvoltura negli spazi stretti delle
città.
- Rapporto
qualità-prezzo intelligente: Spicca in positivo se si considera la
ricca dotazione tecnologica e di sicurezza offerta già dalla versione di
partenza.
Contro
- Abitabilità
posteriore gravosa: L'area posteriore è angusta, scomoda nell'accesso
e decisamente poco adatta a ospitare adulti per tragitti superiori a una
manciata di chilometri.
- Ergonomia
e dettagli anacronistici: Il posto guida soffre inesorabilmente la
mancanza della regolazione in profondità del piantone dello sterzo, a cui
si unisce la scomoda mancanza degli automatismi per gli alzacristalli
elettrici.
- Gestione
elettronica macchinosa: L'obbligo di dover reinserire manualmente
funzioni quotidiane, come l'Auto-Hold, a ogni accensione sporca
leggermente un'esperienza di guida altrimenti fluida e rilassante.
Scheda tecnica
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Caratteristica
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Dettaglio
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Dimensioni (Lunghezza / Larghezza / Altezza)
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3,78 m / 1,74 m / 1,53 m
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Passo
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2,43 m
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Motore termico
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1.5 litri tre cilindri benzina aspirato
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Potenza e Coppia (Termico)
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92 CV a 5.500 giri / 120 Nm a 3.600-4.800 giri
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Potenza e Coppia (Elettrico)
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80 CV / 141 Nm
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Potenza combinata di sistema
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116 CV
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Trasmissione e Trazione
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Automatico E-CVT / Anteriore
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Sospensioni (Anteriori / Posteriori)
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McPherson a ruote indipendenti / Ruote interconnesse
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Batteria
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Ioni di litio da 177,6 Ah
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Peso in ordine di marcia
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1.090 kg (1.140 kg con tetto in tela apribile)
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Prestazioni (0-100 km/h / Vel. Max)
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9,2 secondi / 172 km/h
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Consumo medio WLTP e Capacità serbatoio
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27,0 km/l / 30 litri
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Emissioni di CO2
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85 g/km
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