Mercoledì 18 marzo, negli uffici milanesi di
BYD, ho avuto
la possibilità di mettere le mani sulla nuova
Atto 2 DM-i
Boost, il SUV compatto ibrido che il costruttore cinese ha sviluppato con
un obiettivo dichiarato: conquistare il mercato europeo. Il percorso del test
drive mi ha portato attraverso circa
40 km di traffico cittadino, con
una puntata verso
San Siro e poi in direzione della
Villa Reale di Monza, un itinerario prevalentemente urbano, perfetto per valutare un'auto pensata
esattamente per questo tipo di utilizzo.
Stessa faccia, cuore diverso: cosa cambia rispetto all'Atto 2 elettrica
Chi conosce la versione 100% elettrica noterà subito alcune
differenze. L'Atto 2 DM-i introduce una griglia frontale più ampia (necessaria
al motore termico) nuovi dettagli decorativi nel paraurti anteriore e una
diversa disposizione dei loghi posteriori, con il badge BYD spostato al centro
del portellone. Anche all'interno c'è una differenza sottile ma pratica: il
selettore del cambio e-CVT migra dal tunnel centrale al piantone dello
sterzo, liberando spazio prezioso per vani portaoggetti e portabottiglie.
Per il resto, chi è abituato all'Atto 2 EV si troverà in un ambiente familiare,
il che è una buona notizia.
Sotto al cofano, però, il cambiamento è sostanziale. La DM-i
non è un'ibrida tradizionale: è una Super Hybrid con Dual Mode, che
combina un motore termico Xiaoyun da 1,5 litri con un'efficienza termica fino
al 43%, un dato da primato nel segmento, con motori elettrici ad alta
resa e la Blade Battery LFP di BYD. La logica è ribaltata rispetto a
un'ibrida classica: l'elettrico fa il grosso del lavoro, il motore termico
interviene quando serve, quasi sempre in modo impercettibile.
La versione Boost che ho guidato monta una batteria
da 18 kWh, sviluppa 212 CV di potenza combinata, offre fino a 90
km di autonomia puramente elettrica e un'autonomia totale che sfiora i 1.000
km nel ciclo WLTP. L'accelerazione da 0 a 100 km/h è dichiarata in 7,5
secondi. Un dato che, come vedremo, si sente.
Design ed interni: carattere e qualità, con qualche compromesso
Esteticamente, l'Atto 2 DM-i è un SUV compatto con una
presenza visiva decisa e riconoscibile. I fari full LED sottili e le luci
diurne conferiscono un aspetto contemporaneo, mentre il tetto
"flottante" sui montanti neri e le fiancate dinamiche enfatizzano il
carattere sportivo del modello. Sul posteriore spiccano i fanali con il
caratteristico design "Chinese knot", uniti da una barra
luminosa orizzontale. La versione che ho guidato era nel nuovo Midnight Blue,
colorazione esclusiva per le versioni Super Hybrid che, va detto, rende
benissimo su strada.
All'interno, la versione Boost è generosa di
dotazioni: tetto panoramico in vetro, sedile conducente con regolazione
elettrica, sedili anteriori e volante riscaldati, ricarica wireless da 50W
e la funzione Vehicle-to-Load (V2L) da 3,3 kW per alimentare dispositivi
esterni. La plancia integra una strumentazione digitale da 8,8 pollici e
un touchscreen centrale da 12,8 pollici con il nuovo assistente vocale "Hi
BYD", potenziato dalla AI. Il sistema è reattivo, con scorciatoie ben
posizionate. Una su tutte, quella per disattivare il riconoscimento del limite
di velocità, probabilmente la prima cosa che chiunque cerca nei menu.
La qualità costruttiva, però, non è uniforme. Nella parte
alta della plancia tutto è curato, morbido al tatto e solido. Scendendo
verso il basso, la plastica dura è meno entusiasmante, pur rimanendo
funzionale. Un piccolo dettaglio fastidioso: i materiali della zona superiore lasciano
le impronte al tatto. La console centrale risulta un po' vuota, e le prese
USB-C, posizionate nel tunnel inferiore, non sono immediatamente
raggiungibili durante la guida. Il suono delle frecce, poi, è
decisamente invadente: per fortuna è modificabile dalle impostazioni.
Sul fronte positivo: seduta alta e comoda, visibilità buona,
e abitabilità posteriore da primato. Il divano è ampio e morbido, il pavimento
piatto e in tre si sta larghi senza incastrare spalle o piedi. Il bagagliaio
offre 425 litri, espandibili fino a 1.335 abbattendo i sedili.
Le sensazioni di guida: quando te ne dimentichi, ha già vinto
Lasciamo gli uffici BYD e iniziamo a parlare nel concreto di
quella è davvero l'auto. Ed è qui che l'Atto 2 DM-i Boost comincia a
raccontarti qualcosa di interessante.
La prima cosa che noti — davvero, la prima — è il silenzio.
Non il silenzio ovattato di un'auto ben insonorizzata: il silenzio di un'auto
elettrica. Perché di fatto, per la stragrande maggioranza del percorso urbano,
è esattamente quello che stai guidando. Il motore termico rimane dormiente, la
progressione è lineare e senza strappi e ci si ritrova a scivolare nel traffico
con una naturalezza che sorprende per un SUV di questa taglia.
Lo sterzo, va detto, non è il punto più brillante della
scheda tecnica. È leggero e preciso in città, ma trasmette poco feedback dalla
strada. L'Atto 2 DM-i non è l'auto che ti invita ad attaccare le curve, ma tra
le rotonde milanesi e il traffico della Valassina si muove con una disinvoltura
che convince davvero.
La fluidità complessiva è però il vero punto di
forza: le transizioni tra modalità elettrica e termica sono impercettibili,
come se il motore benzina semplicemente non esistesse. Le sospensioni, con ruote
da 17" con spalla generosa da 60, si fanno apprezzare su buche e binari
del tram, ammorbidendo le asperità senza trasmettere scossoni all'abitacolo.
Nello stretto urbano, l'Atto 2 DM-i si muove con una
disinvoltura che non ti aspetti. Precisa, con un ottimo raggio di sterzata,
scivola tra i vicoli come se fosse più piccola di quello che è. E con 4,33
metri non è proprio una citycar. Anche a velocità più sostenute, sulla
tangenziale verso Monza, la tenuta di strada si è rivelata rassicurante: non è
la tenuta di una coupé, ovviamente, ma per un SUV compatto è davvero notevole.
Seleziona la modalità Sport e l'auto cambia
carattere. Lo sterzo diventa più reattivo, l'acceleratore risponde con più
prontezza, e la coppia istantanea del motore elettrico si fa sentire in modo
deciso ai semafori. Quei 7,5 secondi da 0 a 100 non sono un numero
astratto, li percepisci. Il motore termico entra in scena solo alla fine di una
pressione prolungata sull'acceleratore, e lo fa in modo discreto, quasi
chiedendo scusa per il disturbo.
Un aspetto su cui vale la pena soffermarsi è la frenata.
In modalità normale è buona e responsiva, senza nulla da eccepire. Quando si
seleziona il recupero energetico più aggressivo, però, si percepisce una sorta
di coasting — una piccola zona grigia tra il rilascio dell'acceleratore
e l'innesco del sistema rigenerativo — che crea una transizione leggermente
meno fluida. Non è un difetto grave, ma nei primi chilometri si nota e conviene
saperlo per regolarsi.
I consumi? Quasi perfetti
Dopo circa 40 km percorsi con la batteria in fase di
scarica, l'indicatore segnava 3,8 L/100 km, con ancora quasi 900 km
di autonomia residua tra riserva termica e carica elettrica rimanente. Dati
straordinariamente vicini a quelli dichiarati e, su un percorso prevalentemente
cittadino, questo è un risultato che fa riflettere. Chi può ricaricare a casa o
in ufficio, poi, potrebbe tranquillamente percorrere l'intera settimana tipo
senza mai passare dal distributore.
L’ultimo punto su cui vorrei soffermarmi un secondo è la
qualità degli altoparlanti. Il sistema audio non è il punto di forza di questa
macchina. Le aspettative, considerando il livello generale della vettura, erano
più alte, e onestamente mi sarei aspettato qualcosa in più. Il suono è
presente, la resa accettabile, ma manca di corpo e profondità, soprattutto nei
bassi. Sufficiente, diciamo un 6 pieno, ma nulla che faccia venire
voglia di alzare il volume al mattino. Detto questo, per il prezzo a cui è
offerta questa vettura, il sound system fa il suo dovere senza strafare.
Vale la pena? Il prezzo dice di sì
L'Atto 2 DM-i Boost è un'auto matura, pensata con
intelligenza per chi percorre tanti chilometri in città e non vuole rinunciare
alla libertà dei viaggi lunghi. La fluidità di guida, i consumi reali,
l'abitabilità e una dotazione da segmento superiore sono i suoi punti di forza
più convincenti. Qualche compromesso negli interni, uno sterzo poco
comunicativo e qualche piccola ruvidità non compromettono un'impressione
complessiva decisamente positiva.
Con un prezzo di lancio di 26.500€ — listino 30.100€
— e una garanzia di 6 anni sul veicolo e 8 anni sulla batteria, a
questi numeri è davvero difficile ignorarla. Auto dal mio punto di vista
assolutamente consigliata.