Ho provato la nuova BYD Atto 2 DM-i: non me l'aspettavo così

Prove su strada
di Simone Bocca
20 marzo 2026, 13.15
Nell'immagine si vede Simone Bocca, un collaboratore di Autoappassionati, che posa davanti alla BYD ATTO 2 DM-i all'interno del parco di Monza
Mercoledì 18 marzo, negli uffici milanesi di BYD, ho avuto la possibilità di mettere le mani sulla nuova Atto 2 DM-i Boost, il SUV compatto ibrido che il costruttore cinese ha sviluppato con un obiettivo dichiarato: conquistare il mercato europeo. Il percorso del test drive mi ha portato attraverso circa 40 km di traffico cittadino, con una puntata verso San Siro e poi in direzione della Villa Reale di Monza, un itinerario prevalentemente urbano, perfetto per valutare un'auto pensata esattamente per questo tipo di utilizzo.

Stessa faccia, cuore diverso: cosa cambia rispetto all'Atto 2 elettrica

Nell'immagine si vede la BYD ATTO 3 DM-i in una vista laterale di 45 gradi
Chi conosce la versione 100% elettrica noterà subito alcune differenze. L'Atto 2 DM-i introduce una griglia frontale più ampia (necessaria al motore termico) nuovi dettagli decorativi nel paraurti anteriore e una diversa disposizione dei loghi posteriori, con il badge BYD spostato al centro del portellone. Anche all'interno c'è una differenza sottile ma pratica: il selettore del cambio e-CVT migra dal tunnel centrale al piantone dello sterzo, liberando spazio prezioso per vani portaoggetti e portabottiglie. Per il resto, chi è abituato all'Atto 2 EV si troverà in un ambiente familiare, il che è una buona notizia.
Sotto al cofano, però, il cambiamento è sostanziale. La DM-i non è un'ibrida tradizionale: è una Super Hybrid con Dual Mode, che combina un motore termico Xiaoyun da 1,5 litri con un'efficienza termica fino al 43%, un dato da primato nel segmento, con motori elettrici ad alta resa e la Blade Battery LFP di BYD. La logica è ribaltata rispetto a un'ibrida classica: l'elettrico fa il grosso del lavoro, il motore termico interviene quando serve, quasi sempre in modo impercettibile.
La versione Boost che ho guidato monta una batteria da 18 kWh, sviluppa 212 CV di potenza combinata, offre fino a 90 km di autonomia puramente elettrica e un'autonomia totale che sfiora i 1.000 km nel ciclo WLTP. L'accelerazione da 0 a 100 km/h è dichiarata in 7,5 secondi. Un dato che, come vedremo, si sente.

Design ed interni: carattere e qualità, con qualche compromesso

Esteticamente, l'Atto 2 DM-i è un SUV compatto con una presenza visiva decisa e riconoscibile. I fari full LED sottili e le luci diurne conferiscono un aspetto contemporaneo, mentre il tetto "flottante" sui montanti neri e le fiancate dinamiche enfatizzano il carattere sportivo del modello. Sul posteriore spiccano i fanali con il caratteristico design "Chinese knot", uniti da una barra luminosa orizzontale. La versione che ho guidato era nel nuovo Midnight Blue, colorazione esclusiva per le versioni Super Hybrid che, va detto, rende benissimo su strada.
Nell'immagine si vede l'interno della BYD ATTO 3 DM-i
All'interno, la versione Boost è generosa di dotazioni: tetto panoramico in vetro, sedile conducente con regolazione elettrica, sedili anteriori e volante riscaldati, ricarica wireless da 50W e la funzione Vehicle-to-Load (V2L) da 3,3 kW per alimentare dispositivi esterni. La plancia integra una strumentazione digitale da 8,8 pollici e un touchscreen centrale da 12,8 pollici con il nuovo assistente vocale "Hi BYD", potenziato dalla AI. Il sistema è reattivo, con scorciatoie ben posizionate. Una su tutte, quella per disattivare il riconoscimento del limite di velocità, probabilmente la prima cosa che chiunque cerca nei menu.
La qualità costruttiva, però, non è uniforme. Nella parte alta della plancia tutto è curato, morbido al tatto e solido. Scendendo verso il basso, la plastica dura è meno entusiasmante, pur rimanendo funzionale. Un piccolo dettaglio fastidioso: i materiali della zona superiore lasciano le impronte al tatto. La console centrale risulta un po' vuota, e le prese USB-C, posizionate nel tunnel inferiore, non sono immediatamente raggiungibili durante la guida. Il suono delle frecce, poi, è decisamente invadente: per fortuna è modificabile dalle impostazioni.
Sul fronte positivo: seduta alta e comoda, visibilità buona, e abitabilità posteriore da primato. Il divano è ampio e morbido, il pavimento piatto e in tre si sta larghi senza incastrare spalle o piedi. Il bagagliaio offre 425 litri, espandibili fino a 1.335 abbattendo i sedili.

Le sensazioni di guida: quando te ne dimentichi, ha già vinto

Nell'immagine si vede la BYD ATTO 2 DM-i su strada con uno sfondo costiero
Lasciamo gli uffici BYD e iniziamo a parlare nel concreto di quella è davvero l'auto. Ed è qui che l'Atto 2 DM-i Boost comincia a raccontarti qualcosa di interessante.
La prima cosa che noti — davvero, la prima — è il silenzio. Non il silenzio ovattato di un'auto ben insonorizzata: il silenzio di un'auto elettrica. Perché di fatto, per la stragrande maggioranza del percorso urbano, è esattamente quello che stai guidando. Il motore termico rimane dormiente, la progressione è lineare e senza strappi e ci si ritrova a scivolare nel traffico con una naturalezza che sorprende per un SUV di questa taglia.
Lo sterzo, va detto, non è il punto più brillante della scheda tecnica. È leggero e preciso in città, ma trasmette poco feedback dalla strada. L'Atto 2 DM-i non è l'auto che ti invita ad attaccare le curve, ma tra le rotonde milanesi e il traffico della Valassina si muove con una disinvoltura che convince davvero.
La fluidità complessiva è però il vero punto di forza: le transizioni tra modalità elettrica e termica sono impercettibili, come se il motore benzina semplicemente non esistesse. Le sospensioni, con ruote da 17" con spalla generosa da 60, si fanno apprezzare su buche e binari del tram, ammorbidendo le asperità senza trasmettere scossoni all'abitacolo.
Nello stretto urbano, l'Atto 2 DM-i si muove con una disinvoltura che non ti aspetti. Precisa, con un ottimo raggio di sterzata, scivola tra i vicoli come se fosse più piccola di quello che è. E con 4,33 metri non è proprio una citycar. Anche a velocità più sostenute, sulla tangenziale verso Monza, la tenuta di strada si è rivelata rassicurante: non è la tenuta di una coupé, ovviamente, ma per un SUV compatto è davvero notevole.
Seleziona la modalità Sport e l'auto cambia carattere. Lo sterzo diventa più reattivo, l'acceleratore risponde con più prontezza, e la coppia istantanea del motore elettrico si fa sentire in modo deciso ai semafori. Quei 7,5 secondi da 0 a 100 non sono un numero astratto, li percepisci. Il motore termico entra in scena solo alla fine di una pressione prolungata sull'acceleratore, e lo fa in modo discreto, quasi chiedendo scusa per il disturbo.
Un aspetto su cui vale la pena soffermarsi è la frenata. In modalità normale è buona e responsiva, senza nulla da eccepire. Quando si seleziona il recupero energetico più aggressivo, però, si percepisce una sorta di coasting — una piccola zona grigia tra il rilascio dell'acceleratore e l'innesco del sistema rigenerativo — che crea una transizione leggermente meno fluida. Non è un difetto grave, ma nei primi chilometri si nota e conviene saperlo per regolarsi.

I consumi? Quasi perfetti

Nell'immagine si vede come si presenta lo schermo da 8'8 pollici che funge da quadro strumenti nella BYD ATTO 2 DM-i
Dopo circa 40 km percorsi con la batteria in fase di scarica, l'indicatore segnava 3,8 L/100 km, con ancora quasi 900 km di autonomia residua tra riserva termica e carica elettrica rimanente. Dati straordinariamente vicini a quelli dichiarati e, su un percorso prevalentemente cittadino, questo è un risultato che fa riflettere. Chi può ricaricare a casa o in ufficio, poi, potrebbe tranquillamente percorrere l'intera settimana tipo senza mai passare dal distributore.
L’ultimo punto su cui vorrei soffermarmi un secondo è la qualità degli altoparlanti. Il sistema audio non è il punto di forza di questa macchina. Le aspettative, considerando il livello generale della vettura, erano più alte, e onestamente mi sarei aspettato qualcosa in più. Il suono è presente, la resa accettabile, ma manca di corpo e profondità, soprattutto nei bassi. Sufficiente, diciamo un 6 pieno, ma nulla che faccia venire voglia di alzare il volume al mattino. Detto questo, per il prezzo a cui è offerta questa vettura, il sound system fa il suo dovere senza strafare.

Vale la pena? Il prezzo dice di sì

L'Atto 2 DM-i Boost è un'auto matura, pensata con intelligenza per chi percorre tanti chilometri in città e non vuole rinunciare alla libertà dei viaggi lunghi. La fluidità di guida, i consumi reali, l'abitabilità e una dotazione da segmento superiore sono i suoi punti di forza più convincenti. Qualche compromesso negli interni, uno sterzo poco comunicativo e qualche piccola ruvidità non compromettono un'impressione complessiva decisamente positiva.
Con un prezzo di lancio di 26.500€ — listino 30.100€ — e una garanzia di 6 anni sul veicolo e 8 anni sulla batteria, a questi numeri è davvero difficile ignorarla. Auto dal mio punto di vista assolutamente consigliata.
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